Propagazione
Seme | Talea | Margotta | Innesto

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Le Schede di Propagazione

La propagazione

di una pianta può avvenire attraverso diversi modi, alcuni che ci consento di arrivare più velocemente ad ammirare una pianta già formata e altri dove invece dobbiamo necessariamente essere molto pazienti.

Seme:

Iniziare la coltivazione di un Bonsai dal seme è certamente il metodo più lungo, tuttavia è sicuramente quello che da più soddisfazione in quanto si vede crescere il proprio albero dall’inizio e inoltre permette di ottenere alberi molto robusti e vigorosi. Vediamo ora come si ottiene un albero a partire dal seme. Innanzitutto bisogna ovviamente raccogliere (o comprare) i semi da piantare; a questo punto bisogna vedere se il seme dell’essenza che vogliamo piantare deve essere soggetta a un trattamento specifico prima della semina. Alcune essenze (vedi tabella) hanno bisogno di stratificazione. Stratificazione significa che i semi vanno posti in frigorifero in un sacchetto con una miscela di sabbia e torba bagnata per un certo periodo di tempo; durante questo periodo i semi devono essere gradualmente spostati dalle zone più calde a quelle più fredde del frigorifero. Infine i semi vanno posti in congelatore. Ovviamente la stratificazione si può fare anche in maniera più tradizionale lasciando i semi esposti durante tutto l’inverno ponendoli in un vaso ben drenato con una miscela di sabbia e torba.

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Tabella di Stratificazione

Varietà Frigorifero (Settimane) Congelatore (Settimane)
Abies 6 3
Acero 8 4
Ontano - 2
Berberis 8 4
Betulla - 4
Camelia - 2
Carpino 12 4
Cotoneaster 8 4
Crataegus 8 4
Cotogno 4 -
Evonimo 12 8
Faggio 8 8
Ginepro 6 3
Larice - 2
Laspedeza - 2
Melo 6 3
Pino 6 3
Pino Parviflora 12 6
Pruno 12 6
Piracanta 6 3
Rododendro 6 3
Tasso 2 -
Vitex - 4

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Talea
Un altro metodo molto praticato è quello della talea perché offre il vantaggio di ottenere piante geneticamente identiche alla pianta madre, e vigorose, nell’arco di breve tempo. Esistono 3 tipi di talee.
Talee Erbacee: per questo tipo di talee si usano rametti verdi e non ancora lignificati. Vengono tagliate in primavera alla ripresa della stagione vegetativa, usando un tratto di 3-4 internodi (a seconda delle specie perché la distanza tra gli internodi varia). Devono essere tagliate al di sotto di un nodo. A questo punto si tolgono le foglioline più basse e si spolvera la base con ormone radicante (in polvere o liquido è indifferente). Quindi mettere la talea in seminiera o in un vaso basso e largo con sabbia e torba. A questo punto le talee vanno protette con un foglio di PVC per ridurre al minimo la traspirazione. Dopo un mesetto trapiantare in vaso singolo.
Talee Semilegnose: il procedimento è lo stesso descritto per le talee erbacee con la differenza che si prendono talee di tallone (cioè con attaccato alla base un pezzo del ramo principale). Queste talee si prendono dalla pianta a metà estate e si rinvasano soltanto la primavera successiva.
Talee Legnose: Anche queste vengono prelevate col tallone ma in autunno. Radicano meglio sotto vetro, innaffiandole regolarmente ed esponendole alla luce gradualmente per accelerarne lo sviluppo. Visto che è più difficile la radicazione consiglio di scortecciare leggermente la base e dare più ormone radicante.

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Margotta
La margotta è un metodo di propagazione veloce, semplice ed economico (di origine cinese) che consente di sfruttare un ramo di un albero per ottenere un Bonsai facendolo radicare forzatamente. Di solito si opera a primavera. Non tutte le essenze margottano quindi è importante prima consultare l’elenco sottostante, tuttavia si può sempre tentare.

Il procedimento è molto semplice:

  • Scegliere il ramo che si vuole margottare
  • Rimuovere un braccialetto di corteccia nel punto del ramo dove si vuole
    che comincino a spuntare le radici
  • Spolverare di ormone radicante la parte scortecciata
  • Ricoprire tale parte con una palla di torba o sfagno completamente
    inzuppata d’acqua
  • Avvolgere i tutto con un foglio di plastica nero fissandolo agli estremi
    con dello spago
  • Attendere qualche mese che il ramo abbia emesso radici sufficienti per
    sopravvivere separato dalla pianta madre; durante questo periodo innaffiare una
    volta ogni 15 giorni circa
  • Quando la margotta è pronta per essere staccata tagliate il ramo subito al
    di sotto della zona scortecciata
  • Riporre in un vaso o in terra piena (se si vuole che la pianta diventi più
    robusta) riducendo adeguatamente l’apparato fogliare (come si fa per il rinvaso)
  • Innaffiare regolarmente nei primi periodi.
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    Tabelle di di piante che è possibile margottare

    Tempo di radicazione: 1-2 mesi     Diametro massimo: 5-10cm
    Alnus Glutinosa
    Citrus Limon
    Cydonia
    Crataegus Monogyna
    Eucaliptus
    Ficus
    Fraxinus
    Glicine
    Morus Nigra
    Olea Europaea
    Sambucus Nigra
    Tamarix
    Ginepro
    Wistaria
    Zelkova
    Tempo di radicazione: 2-4 mesi     Diametro massimo: 5-10cm
    Albutus Unedo
    Azalea
    Bouganvillea
    Cedrus
    Chamaecyparis
    Citrus Nobilis
    Citrus Sinensis
    Cotoneaster
    Gelsomino
    Ginkgo
    Larix
    Oleaster
    Pistacia Lentiscus
    Melograno
    Nerium
    Oleander
    Populus
    Potentilla
    Salix
    Schefflera
    Taxodium
    Ulmus
    Tempo di radicazione: 3-6 mesi     Diametro massimo: 5-10cm
    Acer
    Biancospino
    Buxus
    Camelia
    Carpinus
    Castanea Sativa
    Cryptomeria
    Fagus
    Fusaggine
    Hedera
    Juniperus
    Lagerstroemia
    Magnolia
    Malus
    Picea
    Pinus
    Pyrus
    Taxus
    Vitis

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    Innesto
    A questo metodo si fa ricorso quando gli altri sono impraticabili. Questo metodo, oltre a essere utile per ottenere in breve tempo una pianta matura, consente di migliorare la forma di un Bonsai innestando rami in zone dove risultano assenti. Innestare significa impiantare su un portainnesto una parte proveniente da un’altra pianta che sostituirà totalmente o parzialmente. Quasi sempre entrambi devono appartenere alla stessa specie. Il periodo migliore per eseguire un innesto è la primavera, quando la linfa risale.
    Esistono varitipi di innesto:

  • Innesto a spacco.
  • Si pratica solo con rami piccoli e permette l’inserimento di nuovi rami sulla pianta. In primavera tagliare il portainnesto verticalmente e inserirvi un rametto tagliato a cuneo. Dopo aver sistemato la marzo (rametto), legare e ricoprire di pasta da innesto e attendere la cicatrizzazione.

  • Innesto laterale.
  • Si pratica in estate, su piante sempreverdi, con una incisione sulla base del tronco del portainnesto. Il ramo va tagliato a cuneo e collocato nello spacco. La primavera successiva si taglierà il portainnesto, sopra il punto di innesto, per separarli.

  • Innesto per approssimazione.
  • Permette di riunire due alberi in uno solo, per sostituire rami mancanti o per propagare piante difficili da ottenere con altri metodi. Si pratica all’inizio della primavera lasciando l’innesto unito al portainnesto finché non abbiano formato tutt’uno. L’innesto sarà attecchito alla fine dell’autunno: separare il portainnesto appena sopra il punto di unione e il nesto appena sotto.

  • Innesto radicale.
  • Si effettua in primavera in soggetti con le radici danneggiate. Scegliete radici sane e sviluppatele; operando come per l’innesto a spacco utilizzando una radice al posto di un ramo. Legare e rivestire con mastice cicatrizzante.

  • Innesto a gemma.
  • E’ uno dei sistemi più diffusi, consente di unire un albero maschio con una pianta femmina per ottenere soggetti che fruttifichino. Si pratica in primavera eseguendo un incisione a T inserendo una gemma prelevata da un ramo del nesto, legando l’innesto con rafia e rivestendo con mastice. Quando il picciolo cadrà l’operazione avrà avuto successo.

  • Innesto a corona.
  • Si utilizza soltanto per alberi grandi, si ottengono piante a tronco multiplo o per migliorare l’aspetto di vecchi alberi. Si pratica in primavera (il diametro della marza è inferiore a quello del portainnesto) intagliando la corteccia per circa 4cm, inserendovi una o più marze, avvolgendo con rafia e applicandovi mastice. Prelevare in natura: Il metodo sicuramente con migliori risultati è il prelievo in natura. La raccolta, ovviamente, va effettuata solo se non turba gli equilibri naturali dell’ecosistema.

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    Quando si raccoglie un albero bisogna tenere presente che:

  • Se l’albero è in un parco naturale è assolutamente vietato prelevarlo;
  • Se l’albero è in una proprietà privata bisogna chiedere l’autorizzazione al
    proprietario.
  • Se la zona di prelievo scarseggia di alberi è bene evitare di ridurne
    ulteriormente il numero.
  • Se la zona è destinata a lavori pubblici o è una zona da bonificare si
    salvano degli alberi dalla sicura distruzione.
  • se la zona è un sottobosco molto fitto e ombroso non è dannoso prelevare un
    alberello perché è molto probabile che avrebbe fatto fatica a crescere e a
    sopravvivere.
  • Si ricorda che un vero bonsaista ama la Natura e la salvaguardia di essa. Dopo aver selezionato l’albero da raccogliere si passa alla fase esecutiva. L’autunno e la tarda primavera sono i periodi migliori per questo tipo di operazione. Gli attrezzi necessari sono: una vanga, una sega di acciaio, una pinza da giardinaggio, alcuni sacchetti di plastica e un po’ di torba.
  • Acquistare in vivaio:
  • Molto utile e divertente è l’acquisto in vivaio di alberelli che non hanno (momentaneamente) niente a che fare con un vero Bonsai, lo chiameremo per questo Pre-Bonsai. Con poche migliaia di lire si possono comprare dei Pre-Bonsai anche abbastanza grandi. Vediamo come scegliere il nostro albero. Innanzitutto è meglio acquistarlo in periodo di rinvaso e potatura dato che dovremo eseguire un intervento di rimodellatura abbastanza drastico, inoltre le caratteristiche che deve avere sono: 1. un buon apparato fogliare, fitto e vigoroso; 2. il maggior numero di rami possibile; 3. presenza di rami bassi e lunghi; 4. se è possibile un tronco abbastanza grosso e bello, ossia senza incurvature o torsioni antiestetiche; 5. sbirciate bene tra il fogliame che non ci siano delle malattie. Scelta la pianta si passa alla fase operativa in senso stretto. Per prima cosa dobbiamo ridurre l’apparato fogliare in modo da dare la forma al nostro Pre-Bonsai lasciando lunghi i rami bassi e più corti quelli alti; successivamente applichiamo il filo metallico per educare l’alberello; infine pratichiamo il rinvaso. Questo è un metodo molto pratico ed economico per ottenere discreti Bonsai in poco tempo. Alcuni bonsaisti esperti riescono anche a operare con alberi acquistati in vivaio alti anche 5m con un tronco di 10cm di diametro, per ottenere Bonsai alti 80-100cm. In questi casi si preferiscono alberi di latifoglie in quanto le conifere faticano a emettererami.

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