Le piante hanno poche possibilità di segnalare tempestivamente la diminuzione della propria vitalità. Per spiegare i quadri sintomatologici osservati, mancano in particolare conoscenze più dettagliate sulla filosofia delle piante malate, ma c’è da dire anche di quelle sane. E’ problematica l’individuazione precoce della comparsa dei danni e delle differenze tra malattia e malattia. L’accurata osservazione del primo stadio di una patologia apre la possibilità di spiegarne le cause sulla base di fatti specifici, più facili da distinguere all’inizio del processo di decratazione. Fondamentale, per una corretta classificazione e valutazione delle patologie, è tener conto di tutti i fattori rilevabili quali clima, terriccio, evoluzione dei sintomi, ecc.
Quanto più saremo in grado di riconoscere con precisione i danni e di comprenderne la comparsa sulla base di fattori specifici, tanto più mirate potranno essere le misure da adottare per eliminare le cause ed eliminare gli effetti.
In questo capitolo ci limiteremo ad elencare alcune malattie e parassiti che possono colpire il bonsai, i sintomi, le possibili cause ed i trattamenti da effettuare.
Ci sentiamo di raccomandare una cosa sola: limitare i vostri interventi laddove siano veramente necessari, usando correttamente e misuratamente i prodotti chimici e capite soprattutto se attuare un trattamento con criteri curativi o preventivi. E’ essenziale essere precisi nell’identificazione di un patogeno o di un insetto per trovare, ai primi sintomi, i rimedi del caso: risparmieremo tempo, fatica … e non rischeremo di perdere il nostro bonsai.
Per una pronta consultazione abbiamo schematizzato nelle tabelle che seguono le più ricorrenti patologie e i principali parassiti che attaccano i Bonsai.
(D) Denominazione
(I) Identificazione
(T) Trattamento
Patologie
(D)Alternariosi Fogliare
(I) L e foglie hanno tacche a macchia d’olio. All’altezza dei nodi i rami appaiono decolorati e talvolta seccano nella parte apicale; formazioni di pustole sulle parti malate.
(T) Tagliare i rami colpiti e spruzzare insetticidi (maneb).
(D) Antracnosi
(I) Macchie rosse e granulari sulle foglie, disseccamento dei rametti, lesioni sulle nervature. In seguito le foglie si arrotolano e le macchie sui rami si trasformano in cancri.
(T) Spruzzare soluzioni a base di rame sulle foglie
(D)Arrossamento degli aghi
(I) Gli aghi dei rami più bassi ingialliscono durante l’inverno e si macchiano di punti neri in primavera, alla fine divengono rossastri e cadono. Questa patologia non è da confondersi con l’arrossamento degli apici degli aghi che è sintomo di squilibrio tra l’alimentazione della pianta e la traspirazione.
(T) Distruggere le parti danneggiate, evitando gli eccessi di umidità del terriccio; usare in primavera insetticidi e, da luglio a settembre insetticidi di sintesi.
(D) Batteriosi
(I) Le foglie presentano aree traslucide che poi anneriscono provocando la morte anche dei germogli. I bottoni florali marciscono.
(T) Tagliare i rami ammalati e spruzzare funghicidi rameici.
(D) Bolla
(I) Rigonfiamenti bianchi e rossicci sulle foglie che poi seccano.
(T) Distruggere le foglie morte e trattare con soluzioni a base di rame in primavera e autunno.
(D) Brusca Parassitaria
(I) Determina il disseccamento parziale delle foglie. Nei casi gravi influisce sul vigore delle piante.
(T) Poltiglia Bordolese.
(D) Caduta dei bottoni fiorali
(I) I bottoni non si sviluppano e cadono provocando imbrunimento ai margini dei fiori.
(T) Innaffiare poco ed evitare sbalzi di temperatura e il sole diretto.
(D) Cancro
(I) Lesioni delle cicatrici e delle screpolature tra le ramificazioni che rigonfiano e si screpolano; i rami muoino. Comparsa di punti rossi sul legno.
(T) Tagliare i rami malati. Raschiare i cancri e ricoprire di mastice le lesioni. Nebulizzare funghicidi a base di rame quando cadono le foglie.
(D) Cancro del Faggio
(I) Sulla corteccia dei rami nuovi si forma un anello nero e le foglie muoiono.
(T) Tagliare i rami ammalati.
(D) Cancro del Larice
(I) Lesioni sui rami che ne provocano poi il disseccamento.
(T) Non si conoscono trattamenti.
(D) Cancro nero
(I) Macchie nere sulle nervature delle foglie e lesioni sui rami. Le foglie si arrotolano e cadono.
(T) Eliminare le parti malate e trattare con funghicidi a base di rame in primavera e poi alla caduta delle foglie.
(D) Cercosporiosi
(I) Macchie brune sui germogli delle piante che poi in seguito deperiscono.
(T) Funghicidi a base di rame o zineb.
(D) Clorosi
(I) I bordi delle lamine delle foglie ingialliscono. Le foglie nuove cadono.
(T) Fertilizzare con azoto, ferro, magnesio e zinco. Evitare eccessive innaffiature e correnti d’aria.
(D) Corineo
(I) Questa malattia colpisce le foglie, i rami e i frutti; le foglie presentano macchie circolari che si allargano (colore rosso violaceo). Dopo qualche tempo i tessuti ammalati si staccano e le foglie restano bucate. )I rami hanno lesioni fino a “cancri aperti”; i frutti giovani hanno piccole areole arrossate, dopo qualche tempo i tessuti colpiti si ricoprono di piccoli cuscinetti neri che sono le fruttificazioni del parassita. Lo sviluppo di questo fungo è influenzato dalle condizioni termiche e dall’umidità dell’ambiente.
(T) Si combatte con trattamenti a fine autunno di Captafol e Baycor.
(D) Corineum Cardinale
(I) Le foglie diventano rossastre e su di esse si formano pustole da cui essuda la resina.
(T) Eliminare i rametti colpiti, aggiungere potassio al terriccio e trattare con fungicidi sistemici. Impiegare preventivamente funghicidi di origine minerale in primavera e autunno.
(D) Croste nere
(I) La foglia si presenta con incrostazioni molto visibili.
(T) Togliere le foglie malate e irrorare con funghicidi a base di rame.
(D) Disseccamento dei germogli delle conifere
(I) Gli aghi alla base dei germogli ingialliscono e cadono, i rami disseccano.
(T) Irrorare con funghicidi a base di zolfo, maneb, zhiram.
(D) Disseccamento dei ramuli
(I) I ramuli fogliari disseccano e perdono le foglie.
(T) Tagliare i ramuli ammalati e irrorare funghicidi rameici.
(D) Disseccamento dei fiori
(I) Compaiono macchie brune sui petali che provocano la coscola florale.
(T) Eliminare tutti i fiori ammalati e rinnovare il terriccio superficiale.
(D) Disseccamento parassitario dei rami
(I) I germogli ed i rami giovani disseccano e su di essi si formano cancri.
(T) Eliminare i rami ammalati.
(D) Elmintosporiosi
(I) I rami hanno lesioni gialle che poi diventano brune, alla fine si propagano su tutto l’arbusto.
(T) Trattamento preventivo di Captano e disinfezione della terra al momento del rinvaso.
(D) Entomosporiosi
(I) Macchie rosse, poi brune, sulle foglie, che seccano e cadono.
(T) Eliminare le foglie malate e trattare con funghicidi a base di Zineb.
(D) Fillostictosi
(I) Sulle foglie si formano zone disseccate sulle quali compaiono pustole nere; poi cadono.
(T) Eliminare le foglie ammalate e sruzzare funghicidi a base di rame.
(D) Fumaggine
(I) Le foglie presentano incrostazioni nere che sono presenti anche sul fusto.Depositi polverulenti nerastri.
(T) Pulire le foglie con acqua e alcool, distruggere gli insetti parassiti con insetticidi specifici, poi irrorare con poltiglia bordolese.
(D) Fusariosi
(I) Le foglie imbruniscono a partire dalla parte centrale poi seccano e cadono.
(T) Evitare eccessive annaffiature.
(D) Galle al colletto
(I) Si formano escrescenze a forma di cavolfiore al colletto e sulla parte superiore delle radici. Sono bianche molli, poi brune, lignificate e screpolate. Sopravviene in seguito marciume.
(T) Tagliare i tumori, raschiare le ferite e applicare soluzioni alcooliche. Irrorare il terriccio con funghicidi mercuiriorganici.
(D) Grafiosi
(I) Ingiallimento delle foglie, con nervature brune e rami avvizziti. In seguito le foglie cadono, i rami si curvano e le gemme seccano.
(T) Usare funghicidi sistemici.
(D) Imbrunimento degli aghi
(I) Gli aghi disseccano e si evidenziano dei puntini neri sulla pagina inferiore della foglia.
(T) Impiego di funghicidi.
(D) Maculatura fogliare
(I) Si formano sulle foglie macchie di forma triangolare che sono inizialmente bianche, poi imbruniscono; talvolta sono grigie con alone nero. Alcune aree delle foglie disseccano e al centro si formano piccole granulazioni.
(T) Eliminare le foglie ammalate. Impiegare funghicidi a base di rame evitando che le foglie restino umide per molto tempo.
(D) Mal secco
(I) Si sviluppa su un ramo apicale; le foglie sbiadiscono e cadono ed anche il ramo perde il colore naturale. In seguito , l’alterazione scende verso il basso, fino a raggiungere le radici. La malattia è provocata da un parassita che si sviluppa negli elementi vascolari legnosi.
(T) Somministrare Cupravit o Lanacol Ramato.
(D) Malattia del corallo
(I) Si formano cancri sui rami che in seguito disseccano e muoiono. Si nota comparsa di granuli rossi sulle parti ammalate.
(T) Eliminare i rami. Non effettuare alcun trattamento chimico.
(D) Monilia del cotogno
(I) Si notano macchie decolorate sulle foglie e al centro si forma una crosta nera ad alone giallo.
(T) Fertilizzare con azoto e impiegare a scopo preventivo funghicidi minerali a base di rame. Quando le gemme si apriranno, ripetere il trattamento.
(D) Septoriosi
(I) Gli aghi seccano, i rametti si deformano e compaiono punti neri sulle parti secche.
(T) Eliminare i rami ammalati e impiegare funghicidi a base di rame o zineb.
(D) Ticchiolatura del salice
(I) Sulla pagina inferiore delle foglie compaiono tacche nere, inizialmente sulle nervature, poi diffuse. I rami si seccano e poi si contorcono.
(T) Eliminare le parti ammalate. Impiegare, in primavera, una miscela di rame e zineb.
(D) Verticillosi
(I) Le foglie più basse dell’albero avvizziscono e i lembi fogliari ingialliscono e si accartocciano. Il bonsai perde vigore perchè la linfa raggiunge con difficoltà la parte aerea.
(T) Evitare l’eccesso di concimazioni azotate. Eliminare le foglie morte, disinfettare il terreno e trattare con funghicidi il tronco e il colletto del bonsai.
(D) Virosi
(I) Sulle foglie si notano macchie informi, i lembi vengono perforati e deformati.
(T) Eliminare i rami ammalati.
(D) Virus del mosaico
(I) I lembi fogliari si presentano striati di giallo, le nervature hanno conformazione a mosaico, le foglie vecchie ingialliscono e cadono.
(T) Non si conosce trattamento idoneo.
Identificazione dei parassiti
Imparare ad identificare e classificare gli insetti é un passo indispensabile per poterli controllare. Una volta che saprete riconoscere un parassita con apparato boccale masticatorio da uno ad apparato suggente saprete certamente come meglio intervenire. E’ altrettanto importante riconoscere i segni che tradiscono la presenza degli insetti, sempre per poter prendere le adeguate contromisure. I Bonsai sono soggetti ai parassiti come le altre piante e, a causa della loro dimensione, possono rimanere facilmente danneggiati. L’intera struttura del bonsai può essere danneggiata dalla morte di un ramo o persino di alcuni ramoscelli e la bellezza di un esemplare può essere compromessa dall’ingiallimento delle foglie. La migliore protezione contro le malattie è costituita da una manutenzione accurata e da un controllo regolare della vegetazione. Le malattie, i parassiti, i funghi, ecc. da combattere sono gli stessi che infestano le piante di casa e dal giardino. In presenza di sintomi di una malattia che non si può addebbitare ad un errato trattamento dell’albero, e che non ha interessato il colore delle foglie, la prima cosa da fare è un’ispezione dell’apparato radicale che si eseguirà tirando fuori l’albero dal suo vaso; se le estremità delle radici sono vigorose e bianche, si avrà la conferma che il sistema radicale è sano. Cercate allora altrove le cause della malattia. Ma migliore prevenzione viene anche dall’uso, al momento del rinvaso, di un terriccio nuovo prelevato, se possibile, alla profondità di almeno un metro del terreno, la dove i parassiti raramente vivono. Le foglie e il terriccio del Bonsai devono essere esaminati costantemente per constatare la presenza di insetti o di muffa, e trattati immediatamente se ci sono segni di malattia. Per l’esatto impiego dei fitofarmaci, le avvertenze d’uso e la tossicità è bene seguire esclusivamente le indicazioni riportate sulle confezioni. La composizione del prodotto, inoltre, è indicata in principio attivo puro; le dosi si riferiscono, di solito, ad irrorazioni con pompe a volume normale (per es.0,03%= 30 gr. o ml. di prodotto in 100 litri d’acqua). E’ opportuno trattare preventivamente le piante contro i parassiti e contro il marciume radicale.
Parassiti
(D) Acari o ragnetti gialli
(I) Si trovano sulla pagina inferiore delle foglie dove provocano piccole punture. La foglia ingiallissce e può diventare grigio-argentata.
(T) Nebulizzare bene le foglie, più accuratamente sulla pagina inferiore, con prodotti ad azione insetticida-acaricida o con acaricidi specifici.
(D) Afide lanigero
(I) Vive sulle parti legnose della pianta e con piccole punture provoca la formazione di galle. Può determinare l’insorgere di malattie fungine e rallentare la crescita dell’albero.
(T) Eliminare le galle, disinfettare con una soluzione rameica. In inverno trattare con oli antracenici e alla ripresa vegetativa impiegare oli gialli (oli bianchi con derivati nitrici). All’apertura delle gemme usare prodotti a base di parathion. Alla ripresa vegetativa spruzzare insetticidi fosforganici.
(D) Afide verde – Afide nero – Afide galligeno
(I) In Aprile si notano larve all’estremità dei germogli. Gli afidi succhiano la linfadella vegetazione tenera. Gli aghi delle conifere raggrinziscono, si deformano, presentano maculature argentee, disseccano e cadono. Si forma la melata, una sostanza zuccherina e appiccicaticcia che provoca fumaggine, necrosi e ingiallimento del lembo fogliare. Rallenta la crescita dell’albero e si notano necrosi.
(T) Cercare di staccare gli afidi innaffiando le foglie. Impiegare insetticidi di origine vegetale, insetticidi clororganici e insetticidi fosforganici. Per eliminare le uova ibernanti dell’afide verde che si insedia nella corteccia della pianta effettuare un trattamento preventivo con oli gialli alla fine dell’inverno, prima che spuntino le foglie. Irrorare il tronco ed i rami dopo averli inumiditi. Nella stagione vegetativa effettuare due trattamenti, a distanza di 10 giorni, con insetticidi. In primavera impiegare insetticidi clororganici o fosforganici.
(D) Aleurodidi
(I) Melata su cui compare la fumaggine.Presenza di insetti sulle foglie.
(T) Impiegare insetticidi fosforici e insetticidi acaricidi.
(D) Aspidioto (cocciniglia degli agrumi)
(I) Si insedia sulla pagina inferiore delle foglie, ricoprendola spesso con incrostazioni, talora anche sui rami, sul fusto e sulle radici superficiali. Ne consegue che le foglie ingialliscono, seccano e infine cadono compromettendo l’intero bonsai.
(T) Trattare con adeguati prodotti chimici, ripetendo l’operazione dopo 15 giorni.
(D) Bruchi (bombici, tentredini, crisomelidi
(I) Le larve di insetti rosicchiano le foglie.
(T) Insetticidi a base di parathion.
(D) Buprestidi
(I) Si nota la presenza di gallerie nel legno rosicchiato.
(T) Impiegare insetticidi a base di lindano o parathion in marzo-aprile.
(D) Callidi
(I) Si formano gallerie piatte alla base del tronco con probabile presenza di coleotteri neri.
(T) Eliminare i rami attaccati e trattare con insetticidi allo sfarfallamento degli adulti.
(D) Cecidonia
(I) Si notano larve all’interno dei tessuti fogliari che provocano rigonfiamenti ampollosi. La pianta si defoglia, deperisce e, se i parassiti persistono, muore.
(T) Si può effettuare una potatura o impiegare Bladan M20 o Folithion in estate.
(D) Cerambicidi
(I) Nella corteccia si notano fori di ingresso di gallerie scavate dalle larve. I rami seccano e si osserva la presenza di coleotteri di colore bruno.
(T) Eliminare i rami colpiti.
(D) Cherme
(I) Formazione di galle sferiche o strobiliformi allestremità dei nuovi rami.
(T) Usare insetticidi minerali a fine inverno; all’inizio della primavera impiegare insetticidi clororganici o fosforganici.
(D) Chermococchi
(I) Infestano i rami di querce e lecci con progressivo deperimento dei rami che seccano. Le femmine depongono le uova a maggio le neanidi sgusciano a giugno e si installano quelle femminili sui rami, quelle maschili sulla pagina inferiore delle foglie.
(T) Impiegare oliocin a luglio, quando le neanidi sono giovani.
(D) Cicadelle
(I) Si notano tacche bianche sulle foglie causate dalle punture; il lembo fogliare si decolora, l’accrescimento del fusto rallenta e le foglie cadono. Presenza di insetti sulla pagina fogliare inferiore.
(T) Eliminare i rami colpiti e usare insetticidi di contatto o fosforganici sistemici.
(D) Cinipidi
(I) Galle verdi rossastre sui tessuti dell’albero in cui vivono le larve. Galle tondeggianti a forma di carciofo sui rametti.
(T) Tagliare i rami infestati. Nessun altro trattamento.
(D) Cocciniglie (Coccidi, diaspidi)
(I) I coccidi hanno uno scudetto solidale con il corpo di forma globosa. I diaspidi sono insetti immobili che vivono in colonie su foglie, frutti e rami. Sono ricoperti da un tegmento di 3 mm grigio-marrone o bruno scuro. Su foglie, rami e tronco si evidenziano incrostazioni, sotto le quali sono visibili a occhio nudo le cocciniglie. Si nota pure la presenza di melata che brucia le foglie; la fumaggine colonizza le parti ricoperte dall’essudato delle cocciniglie. Il tronco si deforma, i rami seccano e le foglie – o gli aghi delle conifere – ingialliscono e poi cadono. La fotosintesi clorofiliana si riduce e l’albero muore.
(T) Pulire le foglie con acqua e alcool, eliminare i rami infestati. A fine inverno e inizio primavera impiegare oli di petrolio e insetticidi fosforganici per eliminare le cocciniglie. Tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate impiegare insetticidi fosforganici per eliminare le larve mobili. Isolare il bonsai colpito per evitare contaminazioni.
(D) Cocciniglia di S. Josè
(I) Questo insetto colpisce gli alberi da frutto. Sollevando la corteccia di un ramo infestato si vede una colorazione rossastra. Spesso le piante deperiscono e muoiono. E’ un fitifago molto prolifico e perciò a rapida diffusione.
(T) Impiegare ripetutamente Folithion o Oliocin.
(D) Cocciniglia farinosa
(I) Si nota melata sulla quale si sviluppa la fumaggine. La fotosintesi clorofilliana è rallentata, compaiono scudetti bianchi, farinosi e mobili. Le foglie ingialliscono e cadono.
(T) Impiegare insetticidi fosforganici.
(D) Crisomelidi e galerucella
(I) I rami si deformano, gli aghi vengono rosicchiati con conseguente crescita rallentata. Si nota la presenza di coleotteri gialli.
(T) Trattare con insetticidi.
(D) Curculionidi del pino
(I) Si nota la presenza di nidi tra le radici, la corteccia del colletto e delle grosse branche appare rosicchiata; proliferazione di tessuti, emissione di resina dalle lesioni. Gallerie scavate nel legno, aghi consumati.
(T) Eliminare le parti ammalate e impiegare emulsioni oleose sulle larve; usare insetticidi tra marzo ed aprile.
(D) Curculionidi
(I) Le foglie appaiono rosicchiate, la corteccia dei germogli dissecca all’apice. La crescita si arresta, la pianta deperisce e secca.
(T) Impiegare da maggio a luglio insetticidi a base di lindano.
(D) Curculionidi
(I) Le radici e il colletto sono rosicchiati dalle larve. Le foglie sono dentellate, si arresta la crescita la pianta si presenta ingiallita e disseccata.
(T) Ai primi sintomi rinvasare, sostituendo la terra contaminata con altra miscela e tagliare le radici. Usare insetticidi da maggio a luglio.
(D) Curculionidi delle conifere
(I) La corteccia del colletto e delle branche è rosicchiata, comparsa di calli cicatrizziali ed emissione di resina dalle screpolature. Gallerie scavate sotto la corteccia, gemme ed aghi erosi.
(T) Eliminare le parti colpite. impiegare emulsioni oleose contro le larve e spruzzare insetticidi tra marzo ed aprile.
(D) Cossidi
(I) Sono lepidotteri notturni che scavano gallerie sotto la corteccia dei tronchi e dei rametti. Presenza di larve rosse o gialle.
(T) Eliminare le parti ammalate e introdurre filo di ferro nelle gallerie ostruire poi l’ingresso delle gallerie con mastice.
(D) Collemboli
(I) Piccoli biancastri o grigiastri, privi di ali, si muovono spiccando grandi balzi. Sui vasi si nutrono di detriti vegetali e di foglie morte. Nei semenzai rosicchiano alla base le giovani pianticelle.
(T) Impiegare insetticidi.
(D) Dermatteri
(I) Sono lunghi fino a 2 cm, di colore bruno scuro, con due appendici a pinza posizionate all’estremità dell’addome. I giovani, privi di ali, di giorno stazionano al riparo sotto i vasi, le pietre, la corteccia delle piante e tra le foglie.
(T) Rimozione manuale dei parassiti.
(D) Diprionidi
(I) Si notano bozzoli bruni sul tronco, sui rami, sugli aghi o nella terra. Rosicchiano gli aghi.
(T) Impiegare insetticidi fosforganici ed eliminare i rami invasi dai parassiti.
(D) Erinosi
(I) Si evidenziano granulosità rosse e verdi sulla pagina superiore delle foglie. Sulla pagina inferiore compare un feltro marrone, grigio o bruno Una fitta lanuggine ricopre le foglie che si deformano, si formano galle.
(T) Impiegare formulati a base di parathion, lindano o zolfo.
(D) Eriofide rugginoso
(I) Piccolo acaro che altera le foglie (colorazione bruno rugginosa, piegatura a doccia del lembo fogliare, caduta dei rametti, arresto dello sviluppo) e la frutta (rugginosità fessurazione).
(T) Silicato di sodio al 3-4% o sulfar al 2%.
(D) Galerucella
(I) Le foglie vengono perforate rispettando solo le nervature; l’albero può diventare rossiccio.
(T) Impiegare insetticidi ad azione di contatto.
(D) Galle delle gemme
(I) Le gemme imbruniscono, diventano globose e abortiscono.
(T) Usare insetticidi.
(D) Galle di rosetta
(I) Le foglioline all’estremità dei germogli hanno l’aspetto di rosette e danno rifugio a minuscole larve.
(T) Eliminare i rami ammalati e impiegare insetticidi a base di parathion.
(D) Geometridi
(I) Le foglie sono rosicchiate e le gemme perforate. Le larve sono appese a fili sericei e si lasciano cadere sul terriccio.
(T) Impiegare prodotti oleosi a fine inverno. In primavera usare prodotti di sintesi a base di lindano o parathion.
(D) Iponomeutidi o tignole
(I) Le foglie vengono avvolte le une con le altre da tele da fili sericei; in seguito, cadono. Sulla pianta si osservano i bozzoli dei lepidotteri e, sulla pagina inferiore delle foglie, le larve.
(T) Taggliare i rami infestati. Prima della ripresa vegetativa impiegare oli gialli e, a metà primavera, insetticidi fosforganici di contatto.
(D) Larve rosse
(I) Gli aghi si presentano rosicchiati e racchiusi in nidi sericei che avvolgono i rametti.
(T) Impiegare insetticidi contro le larve in primavera e gli adulti in estate.
(D) Lucanidi
(I) Il tronco è rosicchiato da grosse larve bianche; possibile presenza di coleotteri di colore brunastro.
(T) Non si conosce trattamento idoneo.
(D) Lumache
(I) Il fogliame è reciso i lembi rosicchiati. La superficie fogliare viene ridotta.
(T) Togliere i molluschi, evitare eccessiva umidità nel vaso ed eventualmente impiegare esche specifiche che agiscono per contatto o ingestione.
(D) Maggiolino dei pini
(I) Gli aghi e i rami sono deformati e rosicchiati; ne consegue un’attività vegetativa rallentata. Sono presenti grossi coleotteri brunastri.
(T) Impiegare insetticidi.
(D) Maggiolino
(I) Le radici rosicchiate danno rifugio ai maggiolini. Le foglie appaiono frastagliate.
(T) Irrorare insetticidi sulla terra in autunno per eliminare le larve. In primavera colpire gli adulti con insetticidi specifici.
(D) Microlepidotteri minatori
(I) Le foglie sono percorse da gallerie e perforate da fori cerchiati da punti neri, la fotosintesi clorofilliana viene ridotta.
(T) Impiegare insetticidi fosforganici.
(D) Nematodi
(I) Sono vermi microscopici che pungono le radici, rallentano la crescita della pianta. I nematodi cistogeni provocano marciume e proliferazione di radichette secondarie. I nematodi galligeni provocano la formazione di galle entro le quali si rifugiano, provocando la deformazione delle radici. I nematodi ectoparassiti arrestano la crescita dell’albero. Le punture provocano l’ingiallimento delle foglie a partire dalla base verso la cima della pianta. I nematodi radicioli costruiscono rifugi che causano la necrosi delle radici con la conseguente morte. Le foglie ingialliscono, si possono sviluppare malattie fungine.
(T) Eliminare le foglie ingiallite e incorporare prodotti nematocidi nella terra. Impiegare preparati a base di parathion. Evitare di bagnare in maniera eccessiva il terriccio.
(D) Orchestre
(I) Fori circolari che vanno ingrandendosi sulle foglie.
(T) Impiegare insetticidi.
(D) Oziorrinco
(I) Ha ali trasparenti e attacca spesso i rotodendri; quando si notano macchie gialle sulle foglie controllarne la pagina inferiore.
(T) Usare Durbsan a granuli.
(D) Pieridi
(I) Foglie rosicchiate, epidermide distrutta, riduzione della superficie fogliare. Presenza di larve verdi e arancioni.
(T) Distruggere le uova, schiacciandole sulle foglie. Usare insetticidi fosforganici.
(D) Piralidi
(I) I bruchi provocano cavità nel tronco; l’albero colpito emette resina che si agglutina sulla corteccia.
(T) Asportare la resina e impiegare insetticidi a base di lindano.
(D) Processionaria del pino
(I) I bruchi producono nidi sericei tra gli aghi. I danni consistono in rami deformati e aghi rosicchiati.
(T) Distruggere i nidi eliminando i rametti infestati e bruciandoli. Impiegare in settembre prodotti larvici.
(D) Psilla
(I) Attacca le foglie tenere pungendole e causando tipiche deformazioni a "cucchiaio". Provoca il rallentamento dello sviluppo vegetativo. Le parti infestate mostrano secrezioni bianche e cerose, arrossamenti e disseccamento.
(T) Tenere la pianta all’aria e alla luce evitando umidità. Impiegare Bladan M. 20 in aprile.
(D) Psocotteri
(I) Sono biancastri o grigio-bruni, dotati di ali trasparenti. Si muovono rapidamente sulle piante. Non sono dannosi, costruiscono rifugi di foglie cucite insieme con fili sericei. Sono attratti dalla presenza di prodotti organici in decomposizione e da altri insetti succhiatori di linfa e produttori di melata.
(T) Impiegare insetticidi liquidi per ingestione.
(D) Ragno rosso
(I) Si tratta di un acari di dimensioni minuscole, ma sempre visibile ad occhio nudo, che attacca maggiormente se la stagione primaverile o estiva è asciutta. Se ne conoscono diversi generi dannosi per le piante. L’infestazione è particolarmente estesa negli ambienti domestici caratterizzati da atmosfera molto asciutta. Tenere quindi le piante in ambiente fresco. Nelle conifere: gli aghi si decolorano passando dal giallo al rossiccio, imbruniscono e cadono. Tele sottili sono attaccate ai rami e ostacolano lòa fotosintesi clorofiliana. Le uova vengono deposte alla base degli aghi e nelle fessure della corteccia. Nelle caducifoglie: le uova provocano macchie rosse sulla corteccia. In primavera si notano piccole punture sui lembi figliari. La pagina inferiore delle foglie colpite divengono argentee e poi brune e cadono. L’albero deperisce.
(T) Nebulizzare le conifere quando l’aria è secca. Eliminare i rami colpiti. Prima della ripresa vegetativa trattare con oli gialli per distruggere le uova. In primavera impiegare acaricidi ad azione sistemica. In estate impiegare acaricidi specifici. Usare: Plictran che agisce per contatto. Oliocin, olio minerale da irrorare con acqua. Aramin.
(D) Scotilidi
(I) Coleotteri cilindrici neri o bruni. Abitano nel legno o sotto la corteccia degli alberi, dove scavano gallerie longitudinali tra corteccia e alburno. La corteccia è perforata dagli adulti all’atto dello sfarfallamento, provocando nei casi peggiori il distacco. La circolazione della linfa viene alterata e alcuni rami disseccano.
(T) Eliminare i rami infestati; aggiungere al terriccio fertilizzanti a base di sodio e potassio; impiegare, in aprile, insetticidi a base di parathion e di lindano per distruggere i parassiti che si trovano sulla corteccia. Per le larve impiegare, in inverno, formulati a base di oleoparathion.
(D) Sesie
(I) I bruchi erodono la corteccia del tronco e dei rami. Sugli alberi colpiti si osserva la presenza di larve.
(T) Introdurre un filo di ferro nelle gallerie per distruggere le larve.
(D) Sigaro delle piante ornamentali
(I) Le foglie e i germogli si presentano rosicchiati, con minuscole uova tra le nervature. Il lembo fogliare viene arrotolato a forma di sigaro.
(T) Eliminare le foglie ammalate e impiegare insetticidi fosforganici clororganici.
(D) Signidi
(I) I bruchi rosicchiano gli aghi e perforano i lembi fogliari di notte. La temperatura alta ne favorisce lo sviluppo.
(T) Impiegare esche di crusca, cotture di riso o semi mescolati ad insetticidi.
(D) Sericidi
(I) Sono presenti gallerie cilindriche nel tronco e nelle branche principali.
(T) Impiegare insetticidi quando gli adulti sfarfallano.
(D) Sternorrinchi
(I) Insetti dotati di stiletti boccali molto lunghi, in grado di penetrare nei tessuti vegetali; iniettano liquidi salivari tossici, provocando deformazioni di foglie germogli e galle. Tolgono alla pianta molta linfa ed emettono abbondanti liquidi zuccherini su cui si sviluppano i funghi responsabili delle fumaggini, con alterazioni della fotosintesi e della traspirazione delle foglie. Sono anche responsabili della trasmissione di virus ai vegetali. Appartengono agli sternorrinchi le psille , gli aleiropdidi, gli afidi e i coccidi. Esistono specie di psille che attaccano il bosso, l’acero, il melo, il fico, il frassino, l’olivo e l’albero di giuda, nonchè altre piante.
(T) Resistenti agli insetticidi, si combattono con olii gialli, o olii leggeri attivati. Si possono arginare i danni con insetticidi come il parathion e l’anzinphos-metile.
(D) Tarsonema
(I) E’ un acaro, presente fra le nervature delle foglie, che provoca arrotolamento e deformazione dei lembi fogliari, arrestandone la crescita.
(T) Impiegare insetticidi specifici o ad azione combinata insetticida-acaricida.
(D) Tentredini
(I) Sotto forma di bruchi verdi rosicchiano gli aghi; i nuovi germogli vengono deformati.
(T) Impiegare insetticidi quando i germogli si allungano.
(D) Tignole
(I) Si notano fori brunastri sulle foglie; larve e fili sericei avvolgono i lembi fogliari.
(T) Impiegare insetticidi.
(D) Tingide del rododendro
(I) La parte inferiore delle foglie risulta macchiata di punti neri, la parte superiore ingiallita e marezziata. Le foglie cadono.
(T) Impiegare soluzioni a base di parathion o oleoparathion soprattutto sulla pagina inferiore delle foglie.
(D) Tisanotteri
(I) Sono chiamati anche Tripidi, sono di colore bruno o nero con apparato boccale pungente-succhiante. I giovani sono biancastri o colorati a strisce rosse. Pungono la vegetazione, causando necrosi depigmentazioni delle foglie, deformazioni dei germogli e dei frutti, aborto dei fiori. Sono di difficile individuazione in quanto si nascondono fra i petali dei fiori, tra le foglie accartocciate, tra le screpolature della corteccia.
(T) Impiegare insetticida per contatto o sistemico, bagnando le parti infestate e asportando gli organi colpiti prima dell’abbandono da parte degli insetti.
(D) Tisanuri
(I) Di colore grigio argenteo, privi di ali, appiattiti. Si trovano sollevando i vasi sotto al quale si riparano. Amano l’umidità, si nutrono di detriti, muffe, cellulosa e sostanze zuccherine.
(T) Nessun trattamento perchè sono innoqui nei giardini.
Da: Bonsai la guida più completa di A. Ricchiari
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