Prima di affrontare lo studio degli stili è indispensabile analizzare gli elementi che concorrono alla progettazione di un bonsai. Necessaria premessa è ripetere ancora una volta che questo è un manuale estremamente pratico e soprattutto semplice; non parla di tecniche difficilmente realizzabili, non descrive preogetti che un bonsaista con una accettabile esperienza non possa realizzare.
Chiudiamo questa parentesi e passiamo ad esaminare i punti più importanti che riguardano la progettazione del bonsai.
Non iniziare alcuna operazione sulla pianta se non si è convinti del risultato
Nella fase progettuale tener conto di tutta la struttura dell’albero e non di singole parti. La pianta va esaminata nella sua forma poichè il tronco,i rami primari e secondari, le foglie, i fiori, i frutti sono un tutt’uno che compone la silhouette
del bonsai, insieme alle dimensioni, alle proporzioni e al colore. La forma geometrica nella quale viene racchiuso il bonsai è sempre un triangolo asimmetrico, poichè questa figura, secondo loa percezione visiva, conferisce dinamicità.
Altro elemento da considerare in fase progettuale è la valutazione della dimensione che avrà il nostro futuro bonsai.
Classificazione delle dimensioni dei bonsai
Riportiamo questa classificazione anche perchè chi “fa” bonsai deve avere le nozioni di base che completano la formazione e le conoscenze del tema specifico.
I bonsai più piccoli si chiamano SHITO o KESHITSUBU e per la loro dimensione microscopica stanno sulla punta di un dito.
Seguono i MAME, che raggiungono i 10 cm: stanno sul palmo di una mano. E’ superfluo dire che la coltivazione di queste due taglie è molto difficile per le proporzioni estremamente contenute ed è riservata ai bonsaisti più abili. In Italia non hanno ancora quella diffusione che meriterebbero.
I bonsai chiamati KOMONO vanno da 10 a 15 cm e possono stare comedamente in una mano; si nota una certa difficoltà nel curare i dettagli di piante che comunque hanno una dimensione molto ridotta.
Si passa poi alla dimensione più diffusa: i KATADE-MOKI, che vanno dai 20 ai 40 cm, chiamati anche bonsai “ad una mano” perchè possono essere sollevati con una mano.
Da questi bonsai si passa agli esemplari di dimensioni più grandi che sono chiamati CHUMONO ( da 40 a 90 cm) o bonsai “a due mani”, di grande bellezza e di effetto spettacolare, che richiedono tronchi robusti e particolarmente interessanti. Infine gli OMONO hanno un’altezza che arriva a 1,20 m. In Italia non sono molto frequenti, forse perchè perdono un pò quella preziosità dei dettagli minuziosi di cui godono gli altri bonsai e perchè non danno quell’effetto di miniaturizzazione che ci si aspetta. La visione di questi esemplari è comunque spettacolare come lo è pure la loro esaltazione strutturale.
Scelta del fronte e del retro del bonsai
Uno dei momenti più importanti nell’impostazione del bonsai è la scelta del lato che da un punto di vista estetico si presti a divenire la parte anteriore.
L’idea che un albero in natura possa avere un fronte ed un retro potrebbe apparire piuttosto strana, ma un bonsai è un qualcosa che viene curato con amore e plasmato con arte: non è un albero incolto.
Il fronte, come è comunemente chiamato, è dunque il lato che fa acquistare maggiore potenzialità alla pianta, che se ne avvantaggia esteticamente, e dovrà essere armonico e bilanciato. Nel caso in cui siate ancora incerti sulla scelta della facciata, osservate la pianta per vedere verso quale direzione l’apice si inclina. Deve essere leggermente in avanti: sarà probabilmente quella la direzione del fronte aperto e arioso, con i rami non molto larghi.
Quando decidete il fronte del vostro bonsai, date più importanza al giudizio estetico ispirato alla bellezza del soggetto e soprattutto cercate quanti più bonsai potete, perchè è attraverso un’esperienza visiva che si acquisisce maggiore occhio critico.
Altre regole ben precise da rispettare sono quelle riportate subito sotto.
- Le radici attorcigliate al tronco sono le più innaturali e meno attraenti;
- Una radice interrata in profondità non dà l’effetto dell’albero che cresce;
- Le radici che si sviluppano verticalmente danno all’albero un aspetto insicuro e instabile;
- Le radici da un solo lato danno mancanza di equilibrio all’albero;questo difetto può essere eliminato collocando l’albero sull’orlo del vaso per bilanciarlo
Le radici più forti non devono essere posizionate in direzione della parte posteriore
- La misura delle radici deve essere proporzionata alla misura del tronco. Una radice piccola in un tronco grosso apparirà sbilanciata.
- Uno spazio vuoto fra radice e terreno va mascherato posizionando una pietra che bilancerà questo vuoto.
Prime operazioni
- Definire il progetto per impostare la pianta
- Selezionare i rami utili ed eliminare quelli non necessari alla struttura, sfruttando per quanto possibile l’andamento naturale della pianta
- Impostare i rami principali
- Curare in maniera particolare la miscela del terriccio
- Potare l’apparato radicale
- Adeguare le annaffiature alle esigenze della pianta
- Calibrare le fertilizzazioni
- Potare e cimare i nuovi rami
- Miniaturizzare le foglie (defogliazione)
- Rinvasare
Da: Bonsai la guida più completa di A. Ricchiari
In questa sezione verranno man mano inserite le varie operazioni per realizzare i vari stili.
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