Il nome di questo stile deriva dalla forma che assume il bonsai, come una scopa capovolta. In questo caso il ruolo che giocano le potature è predominante poichè, con interventi ripetuti, si arriva alla formazione di una chioma dalla fitta ramificazione con rami fitti e compatti.
L’albero avrà un tronco dritto e un apparato radicale di superficie ben sviluppato e posizionato. Il tronco può avere una biforcazione progressiva che ne produce una seconda, una terza e così via. Questa ramificazione si origina con grossi rami per arrivare via via a sottili ramoscelli. Il profilo risulta simmetrico, rotondo, stabile. Una delle tecniche di impostazione è indicata nella grafica accanto. E’ importante, cadute le foglie, legare tutti i rami con una corda di rafia. Ciò servira ad infittire e divergere la ramificazione. Le operazioni di potatura e di legatura andranno ripetute ogni anno; al termine della stagione vegetativa occorrerà fare una potatura di mantenimento per contenere la forma circolare della chioma come per l’eretto formale. Non deve ingannare la semplicità della forma, poichè gli orientali concepiscono anche i modelli più sofisticati attraverso l’assoluta semplicità.
Questo stile è secondo il mio parere il più adatto per esaltare l’assoluta bellezza di una pianta decidua: zelkova, olmi, faggi, ecc. risaltano per l’estrema essenzialità della silhouette. I contenitori, sempre bassi, ne esaltano ancora di più la forma.

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