La silhouette di questo bonsai contempla un albero principale che ha predominanza su un altro albero più piccolo ad esso appaiato per migliorare il disegno dìinsieme.
Le piante adatte sono decidue e tra esse consigliamo senz’altro, per un primo approccio, l’acero palmato perchè dà grandi soddisfazioni
per la robustezza , la facilità di educazione e le meravigliose sfumature dei colori stagionali.
Appena scelto l’esemplare, eseguiamo le solite operazioni di accorciamento del fittone, di spuntatura e di sistemazione in vaso da educazione. Sono da preferire piante con un buon tronco.
Dopo un paio di stagioni di crescita l’alberello avrà decisamente assunto un aspetto maturo. Lasceremo sviluppare i germogli alla base del tronco in modo che crescano rigogliosi. Successivamente andranno eliminati tutti i polloni tranne uno, che nel giro di qualche mese avrà emesso parecchi rametti. Trascorso qualche anno, questo pollone cresciuto alla base del tronco principale ed educato con energiche potature diverrà il tronco più piccolo della nostra pianta, la quale assumerà la forma tipica dello stile doppio tronco.
E’ l’unico caso in cui vi è un numero pari di tronchi in una composizione. E’ importante che questi tronchi si separino quasi a livello del terreno: piante che emergono dal suolo con un solo tronco per poi biforcarsi parecchi centimetri più in alto non sono ben impostate.
Qualcuno chiama anche questi tronchi “madre e figlio”, poichè uno dei due ha diametro maggiore dell’altro. Il primo costituirà l’elemento focale e l’occhio dell’osservatore ne sarà attirato. La silhouette sarà triangolare: untronco risulterà più spostato in avanti per aumentare il senso prospettico.
Il contenitore adatto deve essere basso e lungo, ma anche una lastra di ardesia si presta bene ad ospitare esemplari realizzati in questo stile.

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