E’ uno stile che deriva da quello inclinato e, anche se molto apprezzato e applicato con risultati estremamente soddisfacenti, è poco adottato. Indubbiamente la difficoltà consiste nell’impostare e nell’equilibrare un tronco con una inclinazione cosi esasperata che sfidi ogni legge di gravità: bisognerà allora bilanciare la composizione facendo ricorso a qualche artifizio ( radici, rilievo del terriccio, un grosso ramo in direzione opposta, una pietra ecc. ). Il grado di inclinazione del tronco sarà proporzionale al peso visivo che ingenererà nell’osservatore: a maggiore grado di inclinazione corrisponderà un peso maggiore.
E’ senza dubbio la più drammatica rappresentazione della natura a cui si rifà l’arte bonsai.
E’ l’evocazione di ambienti difficili simboleggiata dai rami che arrivano a sporgere oltre il bordo opposto del vaso. I rami che si dipartono dal tronco inclinato hanno un andamento parallelo verso una sola direzione, proprio come se fossero stati inclinati dal vento, e sono inseriti sul lato interno del tronco.
Questo stile è senz’altro uno fra i più affascinanti e, più che in altri stili, denota una intima connessione fra albero e ambiente. Un vantaggio per la realizzazione del “ventoso” è dato dalla scelta della pianta: si farà ricorso a soggetti con rami sbilanciati più numerosi da un lato. Inoltre bisognerà tenere in considerazione la forma del tronco e scegliere una pianta con radici che affiorino robuste e ben disposte per trasmettere la sensazione che sono saldamente ancorate alla terra.
La precisa angolazione del tronco ha molta importanza ed è determinante per l’assetto della pianta; questa è probabilmente l’interpretazione più comune, ma non è l’unica possibilità di impostazione: se la maggioranza dei rami da la sensazione di essere stata esposta al vento, l’albero sarà classificato come “ventoso” qualunque sia l’impostazione del tronco. Infatti ognuno degli stili-base
può essere interpretato come ventoso educando i rami.
Analizziamo le caratteristiche strutturali. La forma triangolare di base deve essere anche in questo caso rispettata e pertanto è necessario creare un’apice;
per il posizionamento dei rami, si esegue l’impostazione degli altri stili-base, anche se non è necessario seguire rigitamente questa disposizione. Un errore nel quale si incorre facilmente è quello di non dare sufficiente profondità perchè si pensa di fare andare tutti i rami verso una direzione dimenticando di sistemarne alcuni sul retro dell’albero. Come vediamo nel disegno F, i rami 2 e 3 erano originariamente sul lato della direzione del vento ma, sistemandoli attorno, sul retro e di fronte al ronco si ottiene profondità, contribuendo a conferire all’albero una sensazione di drammaticità. In ogni modo questo stile lascia molta libertà di interpretazione artistica.


Fig. 1

A) Albero preso in natura
B) Albero dopo 3 anni di crescita
C) Stile battuto dal vento in eretto formale
D) Doppio albero battuto dal vento
E) Battuto dal vento inclinato
F) Impostazione

Soltanto negli stili ventoso e dei letterati è consentito derogare ad una regola fondamentale: quella di non attraversare mai la linea del tronco con rami grossi. Una delle ragioni che consente questa eccezione è che
entrambi questi stili hanno pochi rami, così che la linea della pianta non viene disturbata. Comunque va tenuto presente che l’andamento del tronco non deve essere nascosto dalla vegetazione e che i rami devono essere impalcati soltanto nella metà superiore della pianta.
Il design dello stile ventoso è senz’altro uno fra i più difficili e non è certamente adatto ai principianti: se male impostato, ne verrebbe fuori un bonsai dall’aspetto grottesco. Quante volte la natura ci offre la visione di queste piante che sono esposte a forti venti, ad intemperie e alle quali questi eventi atmosferici hanno impresso un andamento tanto particolare al tronco e ad i rami. Per creare questo particolare effetto di forza, di resistenza e di bellezza selvaggia dobbiamo, per prima cosa, prendere in considerazione le radici superficiali. Queste si devono irradiare dalla base del tronco per affondare con forza sul terreno e dare la sensazione all’osservatore di resistenza e di appiglio per sopportare i forti venti che flagellano l’albero; quindi non lasciare mai spazio fra le radici ed il terreno, perchè questo darebbe una impressione di instabilità e di precarietà. In questo stile hanno pure molta importanza il ritmo e la ripetizione ed è proprio ciò che si deve applicare per i rami: è la ripetizione di questi, che tendono verso la medesima direzione, a dare all’osservatore la sensazione di udire il vento che soffia attraverso l’albero.
Un albero che combatte il vento e che tenta di crescere nella direzione opposta riesce molto più interessante e crea più tensione; perciò nell’impostare lo stile ventoso, forse più che negli altri stili, l’uso dello spazio è di estrema importanza; esso bilancia il fogliame e gli spazi vuoti devono far pensare che siano stati creati proprio dal vento. La vegetazione sui rami deve essere limitata e attente potature devono mantenerne la giusta preporzione per fare altresì risaltare le linee ondeggianti dei rami, che sono poi la caratteristica essenziale dello stile.
In genere si usa un vaso basso, a meno che il bonsai non abbia un tronco di diametro considerevole: è di particolare effetto l’uso di una roccia piatta, ad esempio una lastra di ardesia.
Nel fare il sottobosco non bisogna coprire tutta la superficie con muschio, ma limitarsi a piccoli tratti o, in alternativa, usare licheni. L’albero va posizionato in modo che lo spazio maggiore risulti dal lato della direzione del vento; questo accorgimento ne suggerisce il movimento e la forza, anche se può apparire, nel contesto, sbilanciato.
Come abbiamo visto, è certamente difficile impostare un albero nello stile ventoso che abbia equilibrio e bellezza ed è attraverso le linee che si conferiscono all’albero che si ottiene l’effetto di azione e resistenza della pianta.

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