Deve la sua singolarità alle radici, punto focale della composizione, che sono abbarbicate sulla roccia. Il processo di educazione è abbastanza lungo ma garantisce risultati spettacolari.

Esistono due forme fondamentali

Lo stile radici su roccia

Lo stile albero nella roccia

Si otterrano dei buoni esemplari rupestri se le piante, le pietre ed i vasi formeranno un tutt’uno rispettando un aspetto naturale.
La realizzazione di più schizzi, in cui saranno abbozzate le forme da dare, sarà una guida alla formazione.
Un elemento che determina la composizione è la prospettiva. Le pietre divengono montagne quando gli alberi che vi si trovano abbarbicati sono piccoli, altrimenti si riducono a sassolini quando gli alberi dominano dall’alto.
Nel primo caso avremo degli alberi che poggiano le radici su pietra; nel secondo caso degli alberi le cui radici sono a contatto con la terra del vaso.
E’ da tenere presente che pietre ed alberi, disposti in rapporti tra loro, non dovranno mai essere della stessa grandezza, poichè in tal caso l’insieme perderebbe il suo carattere naturale e vivace. L’apparato radicale dell’albero, dopo tempo, si irrobustirà notevolmente, ricoprendosi di corteccia e imprigionando la roccia in una morsa vegetale.
Molte specie sono adatte allo stile su roccia, sempre che si riesca a fargli emettere delle radici abbastanza lunghe: conifere, ma anche molte decidue, fra le quali spiccano l’acero, che dà risultati immediati, il ficus, ecc.
Di solito si inizia da soggetti giovani che hanno sviluppato qualche ramificazione e che hanno uno sviluppo sostenuto dall’apparato radicale ( tasso, olmo, acero, abete, pino, ecc. ). La prima cosa da fare, estraendo la pianta dal contenitore, è di asportare il fittone per stimolare lo sviluppo delle radici; questo è un intervento di grande importanza. L’operazione seguente va programmata per la primavera successiva, quando sarà necessario rinvasare la pianta in un vaso più capiente; in questo periodo ci si dovrà soltanto preoccupare che abbia uno sviluppo regolare.
La pietra, nello stile su roccia, occupa un posto preminente: non dovrà attirare molto l’attenzione, distraendo dall’osservazione della pianta, ragione per cui va scelta con molta cura. La forma deve essere irregolare e asimmetrica, con corrosioni e screpolature che la trasformino in un dirupo o in una parete rocciosa. Se la roccia dovesse essere liscia, potrà essere lavorata mediante uno scalpellino da scultore con punte speciali applicate su un trapano elettrico.
Quando le radici si saranno allungate e ramificate abbastanza, collocatele sulla roccia; per fare ciò immergete la massa radicale in acqua e liberatela delicatamente da tutti i residui di terra. Ripulite
le radici principali, procedendo alla sistemazione della pianta sulla roccia e avendo cura di non accavallare le radici, ma di donare ad esse un aspetto quanto più naturale possibile guidandole verso il basso. Fatto questo bisognerà fissare le radici sulla roccia e ancorarle con l’aiuto di filo metallico.
Per quanto riguarda la miscela di terriccio, sarà composta in gran parte di sabbia
e dovrà ricoprire per intero la pietra e una parte della base dell’albero affinchè l’apparato radicale sia stimolato. Va ricordato che il terriccio sabbioso necessita di fertilizzazioni più frequenti. Si avrà alla fine un ottimo apparato radicale ederente e modellato sulla pietra. La collocazione definitiva va fatta in un vaso poco profondo e proporzionato per dare il massimo risalto alla roccia.
Lo stile bonsai su roccia è una variante dello stile Sekijoju, in cui la roccia stessa è usata come vaso e le radici sono sistemate nelle sue cavità.
Più alberi, inseriti in una pietra larga e piatta, potranno rappresentare un’isola o altro, mentre gli stessi alberi su una roccia frastagliata renderanno subito l’immagine di una cima di montagna.
Le varietà di soluzioni danno un’idea di quante possano essere
le interpretazioni delle composizioni su roccia per dare l’impressione di una montagna, di un burrone, di una parete rocciosa o di un isolotto.
L’ errore più ricorrente è di scegliere alberi troppo grandi rispetto alla roccia, per cui la sproporzione dà la sensazione di artificiosità. Al contrario, piantine giovani non si adattano all’impianto su roccia, poichè non avranno mai l’aspetto di vecchi alberi. L’ideale sarebbe utilizzare i mame che, per qualche difetto, non si prestano più a stare in vaso.
La pianta non deve avere una eccessiva ramificazione, la vegetazione non deve essere abbondante; a seconda della forma della roccia, si adattano molto bene soggetti impostati negli stili inclinato, semicascata e cascata. La scelta della pianta dovra ovviamente tenere conto delle condizioni particolari in cui questa dovrà vivere, ragione per cui si preferiranno quelle particolarmente resistenti e che non hanno bisogno di umidità.
La selezione della roccia deve essere fatta in funzione del paesaggio che si vuole creare; sono da considerare con molta attenzione la forma, il colore e la granulosità; si prestano bene il tufo e le pietre laviche; bisognerà decentrare il soggetto sul lato destro o sinistro della pietra e lasciare libere le zone interessanti di questa per valorizzarne le caratteristiche.
Per fissare le radici della pianta si consiglia di attaccare alla roccia, nel punto scelto, alcuni anelli fatti con filo di alluminio utilizzando una colla epossidica. La miscela di terriccio deve avere una percentuale di argilla; la parte in superficie verrà ricoperta con muschio e, se è il caso, con scagliette di roccia che completeranno il risultato estetico. Non v’è dubbio che la cura di una pianta che deve vivere
in queste condizioni possa creare qualche difficoltà; alla somministrazione di fertilizzanti di base a lenta cessione, si rende necessaria l’addizione di altri elementi nutritivi. Anche la sostituzione di parte del terriccio va fatta con attenzione, perchè l’apparato radicale è delicato; le innaffiature devono essere frequenti, specialmente in estate, per l’estrema facilità con la quale la poca terra asciuga: l’aggiunta di sfagno contribuirà a mantenere più umido il terriccio.
Un bonsai su roccia viene collocato in un vassoio basso ( questi contenitori non hanno fori di drenaggio ) dove vanno messe acqua, sabbia e ghiaia per completare la singolare composizione.

( I due alberi rappresentati nelle foto sono Ficus Carica )

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