La maggior parte dei principianti non pensa sia possibile realizzare bonsai partendo da piante di vivaio.
Eppure se il bonsai è ben fatto poche persone saprebbero scoprire che in origine quell’albero era destinato a diventare parte di un giardino o di un parco.
Nonostante le grosse possibilità che offre questo tipo di materiale, ben raramente viene sfruttato in modo adeguato, forse per ignoranza, forse anche per snobismo.
Ci sono persone infatti che rifiutano di usare piante provenienti da un vivaio, poichè le considerano alla stregua di materiale di seconda scelta.
Poco per volta, comunque, questa mentalità va cambiando e coloro che vedono nel bonsai soprattutto l’aspetto creativo, invece di raccogliere in natura cominciano a cercare materiale nei vivai.
Il termine ‘pianta di vivaio’ definisce gli alberi che vengono venduti al pubblico nei vivai e nei garden center.
Ne sono disponibili di tutte le dimensioni, anche se i più diffusi sono alti attorno al metro, posti in contenitori di uno o tre litri: eccezionalmente se ne possono trovare anche fino a 4-5 metri in grandi contenitori da 25-30 litri.
Il vantaggio di poter scegliere in vivaio è che si trova un vasto assortimento di specie, varietà e forme.
Ciò diventa importante quando si intende creare un bonsai di grandi dimensioni.
Gli alberi che si raccolgono in natura sono nella maggior parte dei casi di specie forestali: pini, larici, abeti, faggi, querce, ginepri, ecc.
In Occidente è praticamente impossibile trovare in natura specie ornamentali quali l’acero palmato, il berberis, e altre varietà più o meno esotiche: sono reperibili solo nei centri di giardinaggio e nei vivai specializzati.
Fatto alquanto curioso, non sono certo che i soggetti di miglior qualità quelli che si prestano bene alla trasformazione in bonsai, ma piuttosto quelli di seconda scelta o addirittura gli scarti, che hanno tronchi piegati, rami storti e chioma rada. Queste piante si adattano benissimo a essere educate in forme interessanti.
Un’altra buona ragioneper utilizzare alberi di questo tipo e che normalmente sono venduti già in contenitore e ciò permette di manipolarli in qualsiasi stagione.
Inoltre hanno generalmente un apparato radicale compatto e quindi si possono mettere molto presto in vaso bonsai.
Qualche volta, però, capita che le radici siano anche troppo fitte e intricate, tali da occupare tutto il vaso.
Conviene allora badare che tale fatto non si riveli un inconveniente, sia dal punto di vista estetico che per quanto riguarda la salute della pianta.
Un’accurata ispezione consentirà di scegliere il soggetto migliore.
Scegliere l’albero adatto
Bisogna imparare a riconoscere a colpo d’occhio i soggetti adatti al bonsai.
La loro ricerca è sempre entusiasmante e spesso si devono andare a scovare nei posti più nascosti.
Quasi sempre, infatti, gli alberi per noi più interessanti vengono tolti dalle aree di vendita, in quanto non sono richiesti dalla clientela normale.
Le piante di vivaio diventano abbastanza facilmente bonsai accettabili, ma a condizione di tagliare senza paura, per accorciare tronchi e diradare rami.
Occore inoltre ridurre le radici.
Lo scopo dei vivaisti è di avere alberi decorativi e quindi, sovente, questi soggetti hanno una chioma molto ricca, ma un tronco troppo sottile per i nostri scopi.
Nella scelta orientatevi perciò verso soggetti con la base del tronco piuttosto grossa e i rami che partono bassi.
Quelli esili, di fusto e di ramificazione, sono destinati a dar poca soddisfazione.
Parecchi sono gli elementi da prendere in considerazione mentre si valuta un albero. Il primo è il tronco. Messi in condizione di scegliere tra un gran numero di piante, si è tentati di accettare quelle con il tronco più spesso.
La forma e la conicità sono però altrettanto
importanti della grossa dimensione: il tronco ideale è largo alla base e si restringe regolarmente salendo verso la cima.
L’importanza delle radici
Spesso le piante di vivaio sono rinvasate a macchina e questo le porta ad avere le radici disposte irregolarmente; in più quasi sempre sono state rinvasate in modo tale che il tronco e nascosto per parecchi centimetri nel terreno.
Saggiare sempre con un dito la profondità e la direzione delle radici: eviterete così spiacevoli sorprese.
Occorre valutare la qualità della ramificazione
Quanti più
rami ci sono, migliore sarà il soggetto, ma questi devono partire regolarmente dal basso del tronco ed essere di dimensioni abbastanza uniformi: le piante con rami troppo spessi o troppo esili devono essere subito scartate.
Quando i rami sono esageratamente grossi rispetto al tronco, l’albero appare senza equlibrio; d’altra parte se i rami sono troppo sottili
ci vorrà molto tempo per farli crescere sino alla dimensione adatta al disegno definitivo del bonsai.
Le condizioni della chioma non sono determinanti: normalmente gli alberi si riprendono benissimo dopo il rinvaso, se si dà spazio alle loro radici e li si fertilizza con un concime a rapido effetto.
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