Sarà a causa del raffronto co le umane condizioni, ma il freddo è una delle preoccupazioni che più assillano i bonsaisti. E’proprio in seguito a queste preoccupazioni che il più delle volte si causano più danni ai bonsai nel volerli proteggere eccessivamente magari portandoli al calduccio in casa, che non a causa del freddo stesso.
Naturalmente quando si parla di bonsai che possono sopportare il freddo, ci si riferisce a piante autoctone o naturalmente spontaneizzate alle latitudini ad altitudini in cui vengono coltivate. I bonsai tropicali o subtropicali quali ficus, serisse, carmone, nulla hanno a che vedere con le nostre querce, olmi, carpini, larici, pini, faggi, olivi, melograni, ecc. Per queste piante occorre fare un discorso a parte, in quanto bisogna garantire loro delle temperature minime non inferiori a quelle dei loro paesi d’origine. La protezione per le essenze nostrane è cosa ben diversa e naturalmente in questo caso bisogna tener conto del luogo di provenienza delle piante.
Nel nostro paese distinguiamo sei diversi tipi di clima: alpino, montano, padano, adriatico, appenninico, ligure-tirrenico, mediterraneo, pertanto anche le piante si sono adeguate a queste caratteristiche. Voler coltivare larici in sicilia e bouganvillee in Val d’Aosta creerà sempre problemi e non solamente d’inverno. Per non omettere grossolani errori di valutazione, e quindi di eccessiva o scarsa protezione, bisogna guardarsi intorno. Le piante che riescono a svernare tranquillamente nel loro habitat naturale, possono farlo anche in vaso. Il freddo, anche quello più intenso, è utile a molte specie di piante, le aiuta a combattere gli attacchi dei parassiti e difendersi dalle infezioni, inoltre è fondamentale per scandire le fasi vegetative riferite ad ogni singola stagione. Una pianta che a fine autunno in seguito ai primi freddi, non riceve un naturale segnale di avvertimento che la stagione vegetativa volge al termine, non avrà un normale ciclo vegetativo. Alla mancata stasi invernale seguirà una mancata ripresa primaverile, creando gravi scompensi alla pianta stessa.
Naturalmente le piante che in natura riescono a sopportare il freddo senza problemi, sono piante in ottime condizioni di salute e quindi anche i bonsai dovranno affrontare l’inverno in ottimo stato. Una pianta malata, vittima di parassiti o che abbia subito traumi, quali colpi di secco ecc.. che ne abbiano ridotto le naturali difese, mal riuscirebbe a sopportare il freddo intenso.
Altra considerazione da fare è che i bonsai non possono, a differenza dei fratelli che vivono in natura, affondare le radici alla profondità che più li aggrada. La coltivazione in vaso richiede un minimo di attenzione in più; comunque quando il terriccio gela in superficie, in profondità riesce ancora a proteggere adeguatamente le radici anche a temperature di 4/5° C. Se si teme che la temperatura possa scendere oltre questo limite e per lungo tempo, è opportuno proteggere i vasi ed il relativo pane di terra con uno strato di materiale isolante. A questo scopo i vasi potrebbero essere interrati in un angolo del giardino e coperti con uno strato di foglie; oppure riposti in una cassetta di polistirolo, di legno o altro riempendola di argilla espansa, foglie secche, trucioli di legno ecc. fino a coprire interamente il pane di terra ( dis. 1 ).

Un altro utile accorgimento potrebbe essere quello di riporre i vasi sotto i bancali di coltivazione, ponendovi sopra un telo di plastica nei periodi di freddo più intenso. Un altra condizione da rispettare è quella di non sottoporre a rinvaso e a potature autunnali-invernali le piante che dovranno svernare al freddo intenso. La potatura unita al rinvaso è uno stimolo ad una precoce ripresa vegetativa, pertanto le piante risulterebbero più esposte ad eventuali danni.
Nei luoghi dove la neve può cadere abbondantemente, il pericolo non può venire solamente dal fraddo ma anche dal peso della neve sulle piante. La neve è un ottimo riparo per il freddo che in genere fa seguito alle nevicate: toglierla dalle piante significherebbe esporre ancora di più le piante al gelo. Nel caso vi fosse pericolo che il carico eccessivo possa schiantare qualche ramo, è consigliabile puntellare le parti in pericolo della pianta, creandogli una base di appoggio.
In conclusione le piante sanno come proteggersi dal freddo e come giovarsene; sta a noi, con un minimo di competenza e tanto buon senso, fare in modo che possano affrontarlo nel miglior modo possibile.

Foto 1: Galleria di walter Pall

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