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	<title>ZenGarden Bonsai &#187; Manutenzione</title>
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		<title>Riparo invernale</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Dec 2008 20:54:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sarà a causa del raffronto co le umane condizioni, ma il freddo è una delle preoccupazioni che più assillano i bonsaisti. E&#8217;proprio in seguito a queste preoccupazioni che il più delle volte si causano più danni ai bonsai nel volerli proteggere eccessivamente magari portandoli al calduccio in casa, che non a causa del freddo stesso. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà a causa del raffronto co le umane condizioni, ma il freddo è una delle preoccupazioni che più assillano i bonsaisti. E&#8217;proprio in seguito a queste preoccupazioni che il più delle volte si causano più danni ai bonsai nel volerli proteggere eccessivamente magari portandoli al calduccio in casa, che non a causa del freddo stesso.<br />
Naturalmente quando si parla di bonsai che possono sopportare il freddo, ci si riferisce a piante autoctone o naturalmente spontaneizzate alle latitudini ad altitudini in cui vengono coltivate. I bonsai tropicali o subtropicali quali ficus, serisse, carmone, nulla hanno a che vedere con le nostre querce, olmi, carpini, larici, pini, faggi, olivi, melograni, ecc. Per queste piante occorre fare un discorso a parte, in quanto bisogna garantire loro delle temperature minime non inferiori a quelle dei loro paesi d&#8217;origine. La protezione per le essenze nostrane è cosa ben diversa e naturalmente in questo caso bisogna tener conto del luogo di provenienza delle piante.<br />
Nel nostro paese distinguiamo sei diversi tipi di clima: alpino, montano, padano, adriatico, appenninico, ligure-tirrenico, mediterraneo, pertanto anche le piante si sono adeguate a queste caratteristiche. Voler coltivare larici in sicilia e bouganvillee in Val d&#8217;Aosta creerà sempre problemi e non solamente d&#8217;inverno. Per non omettere grossolani errori di valutazione, e quindi di eccessiva o scarsa protezione, bisogna guardarsi intorno. Le piante che riescono a svernare tranquillamente nel loro habitat naturale, possono farlo anche in vaso. Il freddo, anche quello più intenso, è utile a molte specie di piante, le aiuta a combattere gli attacchi dei parassiti e difendersi dalle infezioni, inoltre è fondamentale per scandire le fasi vegetative riferite ad ogni singola stagione. Una pianta che a fine autunno in seguito ai primi freddi, non riceve un naturale segnale di avvertimento che la stagione vegetativa volge al termine, non avrà un normale ciclo vegetativo. Alla mancata stasi invernale seguirà una mancata ripresa primaverile, creando gravi scompensi alla pianta stessa.<br />
Naturalmente le piante che in natura riescono a sopportare il freddo senza problemi, sono piante in ottime condizioni di salute e quindi anche i bonsai dovranno affrontare l&#8217;inverno in ottimo stato. Una pianta malata, vittima di parassiti o che abbia subito traumi, quali colpi di secco ecc.. che ne abbiano ridotto le naturali difese, mal riuscirebbe a sopportare il freddo intenso.<br />
Altra considerazione da fare è che i bonsai non possono, a differenza dei fratelli che vivono in natura, affondare le radici alla profondità che più li aggrada. La coltivazione in vaso richiede un minimo di attenzione in più; comunque quando il terriccio gela in superficie, in profondità riesce ancora a proteggere adeguatamente le radici anche a temperature di 4/5° C. Se si teme che la temperatura possa scendere oltre questo limite e per lungo tempo, è opportuno proteggere i vasi ed il relativo pane di terra con uno strato di materiale isolante. A questo scopo i vasi potrebbero essere interrati in un angolo del giardino e coperti con uno strato di foglie; oppure riposti in una cassetta di polistirolo, di legno o altro riempendola di argilla espansa, foglie secche, trucioli di legno ecc. fino a coprire interamente il pane di terra ( dis. 1 ).<br />
<img style="border: 1px solid black;" src="http://bonsai.castrignanodeigreci.it/wp-content/uploads/e-isolazione-vaso.jpg" alt="" width="400" height="411" /><br />
Un altro utile accorgimento potrebbe essere quello di riporre i vasi sotto i bancali di coltivazione, ponendovi sopra un telo di plastica nei periodi di freddo più intenso. Un altra condizione da rispettare è quella di non sottoporre a rinvaso e a potature autunnali-invernali le piante che dovranno svernare al freddo intenso. La potatura unita al rinvaso è uno stimolo ad una precoce ripresa vegetativa, pertanto le piante risulterebbero più esposte ad eventuali danni.<br />
Nei luoghi dove la neve può cadere abbondantemente, il pericolo non può venire solamente dal fraddo ma anche dal peso della neve sulle piante. La neve è un ottimo riparo per il freddo che in genere fa seguito alle nevicate: toglierla dalle piante significherebbe esporre ancora di più le piante al gelo. Nel caso vi fosse pericolo che il carico eccessivo possa schiantare qualche ramo, è consigliabile puntellare le parti in pericolo della pianta, creandogli una base di appoggio.<br />
In conclusione le piante sanno come proteggersi dal freddo e come giovarsene; sta a noi, con un minimo di competenza e tanto buon senso, fare in modo che possano affrontarlo nel miglior modo possibile.<br />
<img class="alignnone" src="http://bonsai.castrignanodeigreci.it/wp-content/uploads/neve.jpg" alt="" width="350" height="233" /><br />
<strong>Foto 1: Galleria di walter Pall</strong></p>
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		<title>Scelta del vaso</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 18:16:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Manutenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Bonsai]]></category>
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		<category><![CDATA[vasi]]></category>

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		<description><![CDATA[La terracotta: dal punto di vista della coltivazione, i contenitori di terracotta sono i pi&#249; indicati in caso di trapianti frequenti: la porosit&#224; permette la fuoriuscita dell&#8217;acqua e la penetrazione dell&#8217;ossigeno nella terra attraverso i pori. La terra asciuga rapidamente e per questo sar&#224; necessario bagnare con un&#8217;alta frequenza, soprattutto in estate e pi&#249; di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La terracotta: dal punto di vista della coltivazione, i  contenitori di terracotta sono i pi&ugrave; indicati in caso di trapianti  frequenti: la porosit&agrave; permette la fuoriuscita dell&rsquo;acqua e la  penetrazione dell&rsquo;ossigeno nella terra attraverso i pori. La terra  asciuga rapidamente e per questo sar&agrave; necessario bagnare con un&rsquo;alta  frequenza, soprattutto in estate e pi&ugrave; di quanto occorra utilizzando  vasi in gr&egrave;s, poich&eacute; l&rsquo;evaporazione avviene sia attraverso il  contenitore, sia attraverso il terreno. <br />
  Altri inconvenienti sono  dovuti alla fragilit&agrave;, alla breve durata e alla necessit&agrave; di  trapiantare l&rsquo;albero quasi ogni anno per evitare la salinizzazione del  substrato.</p>
<p>  La porcellana: i contenitori di porcellana vengono  impiegati raramente a causa delle decorazioni spesso monocromatiche che  distraggono l&rsquo;osservatore.</p>
<p>  Il gr&egrave;s: &egrave; un materiale molto duro e gli smalti assumono su di esso sfumature meravigliose.<br />
  Questo  materiale non &egrave; molto poroso, per cui &egrave; necessario garantire un  drenaggio perfetto affinch&eacute; l&rsquo;albero non vada incontro a problemi di  marciume radicale.<br />
  Malgrado questo aspetto, i contenitori in gr&egrave;s sono considerati ottimali per la coltivazione dei bonsai.<br />
  In  commercio ne esistono di forme, dimensioni e colori diversi, non &egrave;  difficile, per cui, trovare il contenitore adatto al proprio albero</p>
<h4>La preparazione del vaso</h4>
<p>Un buon vaso per bonsai ha degli ampi fori di  drenaggio, poich&eacute; l&rsquo;acqua deve poter defluire liberamente. Tali fori  devono per&ograve; essere schermati, per impedire che insieme all&rsquo;acqua  defluisca anche una parte del terriccio. La prima operazione necessaria  per preparare il vaso ad accogliere la pianta consiste dunque nel  fissare su ogni foro di drenaggio, per mezzo di mollette di filo di  alluminio ramato, un quadratino di rete a trama fine di un certo  spessore. &Egrave; anche consigliabile ancorare la pianta al vaso.</p>
<h4>Scelta dei colori e delle trame</h4>
<p>Solitamente, i contenitori senza vernice sono usati per  gli alberi della famiglia delle conifere, mentre i vasi smaltati  vengono utilizzati per gli alberi a foglia caduca, con fiore e frutto.  Questi ultimi, si armonizzano comunque molto bene anche con i colori  neutri dei vasi non smaltati, che spesso sono preferiti per il loro  aspetto naturale. La scelta del colore del contenitore dipende  ovviamente anche dal colore dell&rsquo;albero, in particolare dal suo colore  nella stagione in cui si presenta nella sua veste migliore, o comunque  in quella che ci piace di pi&ugrave;. Scegliere il colore giusto pu&ograve; essere  difficile, principalmente perch&eacute; ognuno di noi ha il suo colore  preferito, ma non &egrave; detto che sia quello pi&ugrave; adatto per la pianta che  dobbiamo invasare. Nel dubbio, si pu&ograve; far riferimento ai colori dello  spettro solare. Seguendo questo criterio, se la pianta ha dei fiori  rossi il vaso sar&agrave; verde, poich&eacute; il verde &egrave; il colore complementare del  rosso, se la pianta ha invece una fioritura arancione il contenitore  sar&agrave; blu. Inutile dire che anche queste regole non sono assolute e che  la scelta dovr&agrave; essere prima di tutto ispirata a esigenze di armonia,  equilibrio e buon gusto</p>
<h4>Scelta del vaso secondo lo stile</h4>
<p><strong>Eretto formale</strong> Rettangolare basso o medio-basso; ovale basso o medio-basso.<br />
    <strong>Eretto informale</strong> Basso o medio-basso, rettangolare o ovale; irregolare.<br />
  <strong>Inclinato</strong> Rettangolare o ovale basso o medio-basso; ovale o tondo irregolare; tondo basso.<br />
  <strong>Semicascata</strong> Tondo, quadrato, ottagonale o esagonale semi-profondo.<br />
  <strong>Cascata</strong> Profondo esagonale, ottagonale o quadrato.<br />
  <strong>Battuto dal vento</strong> Su lastra; basso a forma irregolare; rettangolare od ovale basso. <br />
  <strong>Bunjin-gi</strong> Tondo basso; irregolare.<br />
  <strong>Doppio tronco</strong> Ovale o rettangolare, basso o medio-basso; su lastra.<br />
  <strong>Tronco multiplo</strong> Basso o medio basso, quadrato, esagonale, ottagonale o a petalo; su lastra; basso rettangolare o ovale.<br />
  <strong>Bosco</strong> Basso ovale o rettangolare; irregolare; su lastra.<br />
  <strong>Su roccia</strong> Basso ovale o rettangolare.<br />
  <strong>Bonkei</strong> Basso ovale o rettangolare.</p>
<h4>Scelta del vaso a seconda delle caratteristiche dell&#8217;albero</h4>
<p><strong>Forte &#8211; Formale</strong><br />
  Rettangolare o quadrato, diritto con facce perpendicolari. Con linee diritte o ad angolo retto.<br />
  Con bordi superiori marcati. Angoli arrotondati. Spigoli invertiti. </p>
<p>  <strong>Debole &#8211; Formale</strong> <br />
  Ovale o rotondo. Con lati inclinati verso l&#8217;esterno. Piedini poco evidenti.</p>
<p>  <strong>Forte &#8211; Informale</strong><br />
  Rettangolare,  quadrato, a forma di petalo o esagonale, ottagonale, ovale o tondo.  Facce convesse leggermente bombate. Facce diritte inclinate verso  l&#8217;esterno. Facce concave. Piedini marcati.</p>
<p>  <strong>Debole &#8211; Informale</strong> <br />
  Ovale  o tondo. Concavo, ma emergente nella parte superiore del vaso. Base  stretta. Piedini poco marcati, sporgenti verso l&#8217;esterno, leggeri e  soavi.</p>
<h4>Scelta del vaso a seconda del colore caratteristico dell&#8217;albero</h4>
<p><strong>Bianco</strong> Giallo pastello, verde, rosso opaco, azzurro scuro o chiaro, bianco, tonalit&agrave; scure.<br />
    <strong>Giallo</strong> Verde scuro, azzurro, verde opaco, beige.<br />
  <strong>Rosso</strong> Azzurro pastello, azzurro scuro, verde, bianco antico.<br />
  <strong>Arancio</strong> Marrone scuro, verde.<br />
  <strong>Rosa</strong> Azzurro, verde, bianco, beige.<br />
  <strong>Azzurro</strong> Rosso, giallo, grigio.<br />
  <strong>Foglie variegate o chiare</strong> Nero o verde scuro.<br />
  <strong>Conifere</strong> Marrone, rossiccio, grigio, nero o bianco opaco</p>
<h4>Scelta del vaso</h4>
<p>Nella scelta del vaso per un bonsai, bisogna prima di  tutto ricordare che lo scopo principale deve essere quello di creare un  effetto di equilibrio e armonia fra la pianta e il suo contenitore. Il  bonsai non &egrave; dato solo dal disegno di un albero, ma &egrave; l&rsquo;immagine  composita di un albero in vaso: nessun elemento deve imporsi sull&rsquo;altro.<br />
              Se  si nutrono dei dubbi in merito alla scelta, &egrave; sempre meglio utilizzare  vasi ovali o rettangolari, con spigoli arrotondati, con pareti piane e  piedini che non mettano troppo in risalto il disegno di base del vaso.<br />
              Per quanto riguarda il colore invece, &egrave; preferibile scegliere tonalit&agrave; poco brillanti.<br />
              Al  momento di scegliere, va tenuto in considerazione lo &ldquo;spirito  dell&rsquo;albero&rdquo;: se si tratta di un albero forte e poderoso, oppure  delicato e soave, il vaso dovr&agrave; comunque essere in perfetta armonia con  esso.<br />
              La larghezza e la lunghezza dei rami sono importanti quanto  l&rsquo;altezza e lo spessore del tronco, ma si dovr&agrave; tenere conto del colore  dei fiori, dei frutti e della corteccia. <br />
              Oltre alle considerazioni  puramente estetiche, si dovr&agrave; analizzare il vaso anche dal punto di  vista della coltivazione, e cio&egrave; chiedersi se la sua profondit&agrave; e la  sua dimensione sono adatte per mantenere l&rsquo;albero sano. Molti alberi  (come per esempio i Glicini) prosciugano rapidamente l&rsquo;umidit&agrave; del  terreno, e quindi hanno bisogno di un contenitore pi&ugrave; grande. Altri,  come i Meli e i Melograni, necessitano di un vaso profondo per poter  produrre molti frutti. In ogni caso, &egrave; di fondamentale importanza il  &ldquo;carattere&rdquo; dell&rsquo;albero: un bonsai forte e poderoso avr&agrave; bisogno di un  certo tipo di vaso, ben diverso da quello adatto per una pianta  delicata e soave. Negli argomenti successivi troverete illustrati in  dettaglio i principali criteri di scelta che possono essere utilmente  tenuti in considerazione, tuttavia non si tratta mai di regole fisse:  l&rsquo;importante &egrave; ottenere un effetto di perfetta armonia fra il bonsai e  il suo vaso.</p>
<h4>Dimensioni del vaso</h4>
<p>Vi sono alcune regole che si possono seguire per  scegliere un vaso con dimensioni adeguate all&#8217;albero che si desidera  trapiantare. Se l&#8217;albero, ad esempio, &egrave; pi&ugrave; alto che largo, la  lunghezza del vaso dovr&agrave; essere i 2/3 o i 3/4 dell&#8217;altezza dell&#8217;albero.  Se invece l&#8217;albero si presenta pi&ugrave; largo che alto, la lunghezza del  vaso sar&agrave; i 2/3 o i 3/4 della larghezza dell&#8217;albero. Per quanto  riguarda la sua profondit&agrave;, in entrambi i casi sar&agrave; uguale al diametro  della base del tronco. Si tratta comunque di indicazioni generali,  pertanto si raccomanda di valutare caso per caso. Vi sono comunque  altri elementi fondamentali da tenere in considerazione per scegliere  il contenitore delle dimensioni adatte. Bisogna infatti tenere presente  il clima in cui si vive, la specie trattata, la sua et&agrave; ed origine. Ad  esempio un albero recuperato ha bisogno di un vaso profondo e cos&igrave;  anche se si vive in una zona molto fredda o molto calda. <br />
  Un&#8217;altra  semplice regola da considerare riguarda gli alberi modellati nello  stile a cascata: mai la profondit&agrave; del vaso coincider&agrave; con la lunghezza  dei rami in cascata.</p>
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		<title>Concimazione</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 19:10:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Manutenzione]]></category>
		<category><![CDATA[azoto]]></category>
		<category><![CDATA[fertilizzanti]]></category>
		<category><![CDATA[fosforo]]></category>
		<category><![CDATA[npk]]></category>
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		<description><![CDATA[Considerata la modesta quantità di terriccio in cui un Bonsai si trova, è chiaro che ha bisogno di una certa quantità di fertilizzanti in modo che disponga di tutti i sali minerali necessari. Ogni Bonsai ha le sue necessità di concimi in linea di massima i periodi più adatti alla concimazione sono la primavera e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Considerata la modesta quantità di terriccio in cui un Bonsai si trova, è chiaro che ha bisogno di una certa quantità di fertilizzanti in modo che disponga di tutti i sali minerali necessari. Ogni Bonsai ha le sue necessità di concimi in linea di massima i periodi più adatti alla concimazione sono la primavera e la parte finale dell’estate; di solito si somministra 1-2 volte al mese. È importante, dopo il rinvaso, non concimare per almeno un mese perché si rischia di bruciare le radici tagliate. Non è necessario usare prodotti particolari per Bonsai perché di solito sono uguali e costano molto di più, basta usare quelli per piante comuni e ridurne le concentrazioni (anche a metà). Vediamo ora di capire quali funzioni hanno i singoli elementi di un fertilizzante chimico o naturale che sia: i cosiddetti macroelementi</p>
<p>• AZOTO<br />
(N): è necessario per lo sviluppo della pianta e per l&#8217;emissione di nuove<br />
foglie.</p>
<p>• FOSFORO (P): favorisce la formazione delle gemme da fiore, dei frutti,<br />
e la crescita delle radici.</p>
<p>• POTASSIO (K):migliora la robustezza della pianta, a lignificare i rami e la aiuta a superare momenti di stress (scarse annaffiature, sbalzi di luce e di temperatura). Nei concimi in vendita di solito sono presenti anche piccole quantità di boro, manganese, cobalto, magnesio, ferro, zolfo, calcio (i cosiddetti microelementi). Concimi naturali consigliati sono: cenere (contiene alta quantità di fosforo, potassio e oligoelementi), fondi di caffè e foglie secche ( alta concentrazione di potassio), farina di ossa e farina di sangue (azoto, fosforo, ecc.), gusci d&#8217;uovo (calcio), humus (riequilibra il terriccio).</p>
<p>I concimi in generale si dividono tra:</p>
<ul>
<li>concimi organici &#8211; sono quelli in cui gli elementi nutritivi sono di origine animale o vegetale. La loro composizione organica, creando le condizioni ottimali per la vita dei microorganismi utili, mantiene “vitale” il substrato.</li>
<li>composti da elementi inorganici o di sintesi (chimici), hanno in genere una titolazione più alta (es: N P K 14-20-26) e sono quindi più “potenti” di rapida assimilazione, anche se tendono ad impoverire il terreno. A seconda del periodo dell’anno, è importantissimo somministrare concimi con concentrazioni diverse di elementi. Di solito si somministrano fertilizzanti ricchi di azoto (N) in primavera e ricchi di fosforo (P) e potassio (K) in autunno, tuttavia dipende dalla specie; riporto di seguito una tabella che indica in linea di massima le composizioni più usate (N,P,K):</li>
</ul>
<p><strong>Tabella</strong></p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<th><strong>Caducifoglie e da fiore</strong></th>
<th><strong>Conifere</strong></th>
</tr>
<tr>
<td valign="top">N P K</td>
<td valign="top">N P K</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Marzo 10-10-10</td>
<td valign="top">Aprile 10-10-10</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Maggio 10-10-10</td>
<td valign="top">Settembre 10-20-20</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>I preparati che si trovano in vendita sono disponibili in genere in 3 formulati:</p>
<p>A lenta cessione: si mescolano con il terriccio ed evitano successive concimazioni ed in genere si trovano sotto forma di capsule di varieforme.</p>
<p>In polvere o granulari: che vengono sparsi sul terriccio e si scioglieranno a ogni annaffiatura, oppure si sciolgono direttamente in acqua prima di annaffiare.</p>
<p>Liquidi: che vengono diluiti in acqua e somministrati annaffiando (molto importante nell&#8217;utilizzo di fertilizzanti liquidi è innaffiare con acqua prima di riannaffiare con il fertilizzante, questo evita che si brucino le radici). Ricordate che è sempre meglio utilizzare un dosaggio inferiore rispetto a quello indicato nelle confezioni, in modo da non rischiare la sopravvivenza della pianta. Una scarsa fertilizzazione della pianta provoca una vegetazione meno rigogliosa ed un graduale indebolimento, ma un eccesso di fertilizzante provoca quasi sempre la morte della pianta.</p>
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		<title>Educazione</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 10:58:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Manutenzione]]></category>
		<category><![CDATA[educazione col filo]]></category>
		<category><![CDATA[potatura]]></category>
		<category><![CDATA[rinvaso]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;educazione di un albero è l&#8217;insieme di tutti quegli interventi che lo guidano a diventare un Bonsai. L&#8217;educazione serve quindi a mantenere un Bonsai piccolo e a dargli una forma bella e armoniosa che rispecchi le caratteristiche di un albero in natura. Inoltre uno degli scopi principali è far sembrare il nostro Bonsai un albero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;educazione di un albero è l&#8217;insieme di tutti quegli interventi che lo guidano a diventare un Bonsai. L&#8217;educazione serve quindi a mantenere un Bonsai piccolo e a dargli una forma bella e armoniosa che rispecchi le caratteristiche di un albero in natura. Inoltre uno degli scopi principali è far sembrare il nostro Bonsai un albero secolare. Per fare ciò dobbiamo eseguire alcuni interventi sulla pianta in modo che cresca come vogliamo noi, ovviamente senza maltrattarla altrimenti rischieremo di perdere il nostro alberello.</p>
<p>Come dovrebbe essere un Bonsai Il modo migliore per fare un bel Bonsai è imitare la natura, bisogna diventare dei grandi osservatori degli alberi che sono in natura perchè nessun albero è più perfetto di uno che è stato plasmato dalle mani di Madre Natura. Provate a soffermarvi ad osservare quale esemplare di pianta secolare che trovate in qualche bosco o in qualche parco; ne rimarrete affascinati.<br />
Possiamo definire alcune caratteristiche che fanno di un Bonsai un bel Bonsai (ovviamente si parla di un Bonsai già sviluppato, un Pre-Bonsai non potrà avere queste caratteristiche, queste sono l&#8217;obiettivo finale):</p>
<p>Tronco: grosso, conico e armonioso E’ difficile rendere l’idea di quali possano essere le giuste proporzioni, ma in generale la giusta proporzione tra la grandezza del tronco e l&#8217;altezza dell&#8217;albero è circa 1/6-1/10, più il rapporto è alto meglio è. Inoltre il tronco deve avere una certa conicità, non può avere la stessa larghezza dalla base alla cima. Per ottenere questa conicità bisogna tenere i rami bassi lunghi e ricchi di foglie in modo che scorra più linfa alla base che alla cima. La forma del tronco può essere di vario tipo e per questo rimando alla sezione &#8220;stili&#8221;.</p>
<p>Ramificazione: bassa, fitta e ben disposta Caratteristica fondamentale di un Bonsai è la ramificazione. Esistono alcuni parametri precisi tra i bonsaista ed in genere: il primo ramo deve essere a circa 1/3 dell&#8217;altezza dell&#8217;albero, deve essere molto grosso in quanto dovrebbe rappresentare il ramo più vecchio della pianta. Il secondo un po&#8217; più in alto e dalla parte opposta, il terzo ancora un po&#8217; più in alto e posto sul retro (la distanza angolare, vedendo la pianta dall’alto, tra questi tre rami deve essere di circa 120° infatti 120&#215;3=360 ).<br />
Man mano che si sale verso l&#8217;alto la ramificazione sarà sempre più fitta e i rami saranno sempre più sottili e più corti, inoltre saranno sfasati rispetto a quelli sottostanti (vedi figura a destra). La ramificazione secondaria, cioè quella che parte dai rami più grossi, deve avere una disposizione simile a quella in figura per venire a costituire dei palchetti di foglie (a sinistra). Complessivamente la chioma dell&#8217;albero dovrà essere inscritta in un triangolo (più o meno regolare a seconda dei gusti) con vertice approssimativamente sull&#8217;apice.</p>
<p>Foglie: tante e piccole La ramificazione fitta significa naturalmente un numero elevato di foglie e di conseguenza una loro ridotta dimensione. Questo perché a parità di superficie fogliare si possono avere o tante foglie piccole o poche foglie grandi; dato che tanti rami contengono tante foglie di conseguenza queste saranno di ridotte dimensioni.</p>
<p>Radici: quelle superficiali disposte a raggiera Anche se secondaria, questa caratteristica, non è da sottovalutare. Esaltare le radici superficiali è molto importante, quindi avere delle radici grosse disposte a raggiera può essere di notevole interesse estetico, ricordate sempre che la base della pianta diventa un punto focale dello sguardo.<br />
Come mantenerlo piccolo Il vaso:</p>
<p>A mantenerlo piccolo ci pensa molto il vaso; infatti l&#8217;albero non potendo estendere il suo apparato radicale reagisce mantenendo ridotto l&#8217;apparato fogliare in quanto la quantità di fogliame è sempre proporzionato alla quantità di radici. Da questo si può comprendere l&#8217;importanza delle dimensioni del vaso: più il vaso è grande più il Bonsai sarà grande.<br />
Il rinvaso:</p>
<p>E’ di fondamentale importanza in quanto permette di ridurre la massa radicale rallentando lo sviluppo della pianta, è indispensabile infatti ad ogni rinvaso procedere anche ad una potatura dell’apparato radicale. Alcune piante dallo sviluppo rigoglioso (in genere quelle più giovani) richiedono rinvasi annuali.<br />
La potatura:</p>
<p>Naturalmente l’aspetto principale e più conosciuto nella lavorazione Bonsai è proprio la potatura, come già visto nel paragrafo ad essa dedicato.<br />
Come dare la forma<br />
Le tecniche utilizzate per conferire a un Bonsai le caratteristiche sopra descritte sono di vario tipo.<br />
Potatura di mantenimento:</p>
<p>L&#8217;antica scuola cinese educa per potature successive; ossia cerca di indirizzare un ramo in una certa direzione tagliandolo in modo che l&#8217;ultima gemma sia nel verso desiderato. E&#8217; un metodo essenziale se il nostro scopo non è quello di stravolgere la forma già esistente ed inoltre è quello che si usa di più per costruire i cosiddetti palchetti oppure per bloccare la crescita di certe parti della pianta e farne ingrossarne altre (vedi figura a sinistra). Si ricorda che più linfa scorre in un ramo (quindi più rametti e più foglie ci sono) più grosso esso diventerà e che i rami più bassi devono essere più spessi.<br />
Filo metallico:</p>
<p>Una delle tecniche più utilizzate per modellare i Bonsai, è quella dell’applicazione del filo metallico attorno al ramo. Il filo può essere di alluminio oppure di rame che tramite appostiti processi di fusione è stato reso molto flessibile e morbido. Il filo serve ovviamente come tutore del ramo per “obbligarlo” nella direzione che risulta esteticamente più corretta. Il diametro del filo da utilizzare deve essere circa 1/3 del diametro del ramo a cui andrà applicato, troppo sottile sarebbe inutile in quanto non riuscirebbe a piegare il ramo mentre troppo grosso rischierebbe di danneggiare la pianta. Più precisamente deve avere le seguenti caratteristiche:<br />
1. deve aderire bene al ramo, senza però essere troppo stretto,</p>
<p>2. deve essere disposto in modo regolare, cosi da fare forza in tutti i punti del ramo,</p>
<p>3. deve sempre essere ancorato al tronco,</p>
<p>4. non deve essere troppo stretto perché solcherebbe il ramo,</p>
<p>5. non deve essere neanche troppo largo,</p>
<p>6. non deve intrappolare insieme ramoscelli e foglie,</p>
<p>7. non usare due fili sullo stesso ramo (è consentito partire con due o più fili dal tronco se poi si separeranno disponendosi su altrettanti rami)</p>
<p>8. non deve essere lasciato per troppo tempo perché danneggia il ramo solcandolo e bloccando il flusso di linfa verso le foglie, oltre ovviamente a rovinare esteticamente il ramo.</p>
<p>Dopo un certo tempo il ramo assumerà la forma da noi conferitagli perché, per nostra fortuna, le cellule vegetali hanno una caratteristica di crescita particolare.<br />
In figura sono indicati alcuni modi di applicare il filo metallico.</p>
<p>Altri mezzi: Per educare un Bonsai si possono usare anche qualsiasi altro mezzo che ci viene in mente: tiranti, fili, pesetti, morse. Dipende, in genere, dalla posizione in cui si trova il ramo da piegare, da quanto il ramo deve essere piegato.</p>
<p>L&#8217;essenziale è non esagerare.</p>
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		<title>Rinvaso</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 17:57:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Manutenzione]]></category>
		<category><![CDATA[akadama]]></category>
		<category><![CDATA[drenaggio]]></category>
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		<description><![CDATA[Il rinvaso è sicuramente l&#8217;operazione più importante e la più delicata nella coltivazione di un bonsai. Da questo intervento dipende il futuro sviluppo della pianta, quindi, è buona norma, prima di rinvasare un bonsai, raccogliere tutte le informazioni sulla pianta e soprattutto scegliere il periodo adatto. Ricordate che un rinvaso effettuato correttamente ma nel momento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il rinvaso è sicuramente l&#8217;operazione più importante e la più delicata nella coltivazione di un bonsai. Da questo intervento dipende il futuro sviluppo della pianta, quindi, è buona norma, prima di rinvasare un bonsai, raccogliere tutte le informazioni sulla pianta e soprattutto scegliere il periodo adatto.<br />
Ricordate che un rinvaso effettuato correttamente ma nel momento sbagliato, può provocare la morte del bonsai; mentre, un rinvaso eseguito anche in modo approssimativo ma nel periodo giusto, ha maggiori possibilità di successo. In generale il momento migliore per rinvasare un bonsai coincide con il periodo di riposo che precede la stagione vegetativa. Scegliere il vaso: La scelta del vaso può essere una questione “botanica” o “estetica”, infatti se si vuole far crescere il bonsai, andrà cambiato il vaso con uno più grande; se il bonsai è già della misura voluta ed il vaso è proporzionato alla pianta, andrà lasciato il vaso originale oppure sostituito con uno delle stesse dimensioni La scelta del vaso dal punto di vista estetico (forma, colore, decori vari) è una cosa molto soggettiva, lasciamo quindi questa parte alla fantasia del lettore. Trattiamo invece una questione molto importante, ossia la dimensione del vaso. Anche per questo aspetto, cerchiamo di dare qualche suggerimento utile dando delle proporzioni generali.<br />
Se la pianta si estende prevalentemente in altezza, generalmente, la larghezza del vaso deve essere circa i 2/3 dell&#8217;altezza dell&#8217;albero. Se invece la pianta è più larga che alta, la larghezza del vaso deve essere circa i 2/3 della distanza misurata tra gli apici delle primarie. Se il vaso che utilizziamo è rettangolare o ovoidale, la regola suddetta vale per il lato lungo (quello frontale), mentre per quello corto non ci sono regole precise anche se ovviamente non può essere troppo stretto (in genere il lato corto non è mai meno della metà di quello lungo). Per quanto riguarda la profondità del vaso, essa dovrebbe corrispondere circa al diametro della base del tronco; eccetto se abbiamo a che fare con uno &#8220;stile a cascata&#8221; dove si utilizzano vasi alti e stretti. Esistono vari tipi di vasi per Bonsai quelli più utilizzati sono larghi e poco profondi, rattangolari o ovali; tuttavia si utilizzano anche quelli quadrati o rotondi che, però, di solito sono più profondi. Si usano anche vassoi piatti e lastre di pietra (molto belli!!) in questi casi la terra si sistema a mo&#8217; di montagnetta e si utilizza del muschio che aiuta a trattenere la terra.<br />
Scegliere la terra: La terra ha un ruolo importantissimo nella vita del nostro Bonsai. Il terriccio deve contenere diversi tipo di terreni e a seconda dell’effetto che si desidera ottenere, si dovranno mescolare diversi materiali in diverse proporzioni:</p>
<li> Se si desidera un substrato che consenta un alto livello di aerazione e drenaggio si aggiungeranno in quantità maggiore sabbia grossolana, ghiaia setacciata e argilla espansa</li>
<li> Se invece si desidera un substrato in grado di trattenere l&#8217;acqua si utilizzeranno maggiormente sfagno, torba, humus, terra e argilla L&#8217;assenza di aerazione e drenaggio può causare l&#8217;asfissia delle radici mentre la mancanza di terreno che mantenga l&#8217;umidità potrebbe far seccare troppo in fretta il terriccio. Inoltre si possono utilizzare anche altri composti che hanno funzionalità diverse: </li>
<li> Mantenere l&#8217;acidità: aghi di pino</li>
<li> Arricchire di sali minerali: cenere</li>
<li> Apportare potassio: fondi di caffè, foglie secche</li>
<li> Apportare calcio: gusci d&#8217;uovo o ossa macinate (comunemente in commercio) Ovviamente ogni essenza ha le sue esigenze e per questo è importante vedere le schede botaniche specifiche. Tuttavia esistono delle miscele molto usate che possono andare abbastanza bene per molti Bonsai:</li>
<p>Tabella dei tipi di terra</p>
<table class="titoloInterno" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<th style="width: 142px;" scope="col">Tipo</th>
<th style="width: 142px;" scope="col">Terra</th>
<th style="width: 142px;" scope="col">Sabbia</th>
<th style="width: 142px;" scope="col">Torba</th>
<th style="width: 142px;" scope="col">Argilla</th>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Piante Giovani</td>
<td valign="top">20</td>
<td valign="top">40</td>
<td valign="top">20</td>
<td valign="top">20</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Conifere</td>
<td valign="top">50</td>
<td valign="top">30</td>
<td valign="top">10</td>
<td valign="top">10</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Latifoglie</td>
<td valign="top">60</td>
<td valign="top">20</td>
<td valign="top">10</td>
<td valign="top">10</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Piante da Fiore</td>
<td valign="top">40</td>
<td valign="top">20</td>
<td valign="top">20</td>
<td valign="top">20</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Inoltre consiglio di aggiungere sempre un po&#8217; di ghiaia setacciata per migliorare il drenaggio (in quantità variabile a seconda della specie coltivata) e, se volete, piccole quantità di cenere, foglie secche, fondi di caffé, gusci d&#8217;uovo perchè sono buoni fertilizzanti naturali facendo attenzione però di rispettare il ph della pianta. Eseguire il rinvaso: Per poter assorbire regolarmente le sostanze nutritive, l&#8217;apparato radicale deve essere sano e rinnovarsi continuamente, producendo nuove radichette giovani. Deve trovarsi immerso nel terriccio dove le goccioline d&#8217;acqua tengono in soluzione i sali minerali. Quando le radici sono da troppo tempo in un vaso sono compresse contro le pareti e quindi l&#8217;assorbimento non è più buono; di conseguenza i ritmi vegetativi della pianta diminuiscono esponendola a grossi rischi. Inoltre il Bonsai che vive da tanto tempo nella stessa terra l&#8217;ha impoverita di sali minerali e quindi va cambiata. Siamo giunti dunque a un momento molto importante e delicato: il rinvaso. Il rinvaso permette di ringiovanire di continuo l&#8217;apparato radicale; così facendo lo spazio disponibile nel vaso, anche se poco, sarà costituito prevalentemente da radici giovani, efficaci nell&#8217;assorbire. Ecco svelato il segreto dei Bonsai: mentre in natura molte radici dell&#8217;albero invecchiando si trasformano in semplici condutture di linfa, nel Bonsai la maggior parte della zolla conserva la sua funzionalità e quindi diventa un albero grosso anche se ha poche radici in quanto queste provvedono tutte alla nutrizione. Di solito il rinvaso si esegue ogni 2-3 anni alla ripresa vegetativa (primavera o autunno) ma naturalmente dipende dal tipo e dalla varietà di pianta. Vediamo ora passo dopo passo come si esegue un rinvaso:</p>
<li> &#8211; 1 Preparare la miscela di terriccio adatta al Bonsai da rinvasare (ed<br />
eventualmente il nuovo vaso se non lo si vuole riporre nello stesso).</li>
<li> &#8211; 2 Rimuovere il Bonsai dal vaso.</li>
<li> &#8211; 3 Rimuovere il vecchio terriccio molto<br />
delicatamente utilizzando un piccolo bastoncino di legno o di metallo e<br />
srotolare la zolla delle radici in modo che siano tutte perpendicolari al<br />
terreno.</li>
<li> &#8211; 4 Tagliare le radici in eccesso (soprattutto quelle periferiche) in<br />
modo che rientrino nel vaso e in seguito spolverare le radici con ormoni<br />
radicanti o vitamina B.</li>
<li> &#8211; 5 In proporzione ridurre l&#8217;apparato fogliare per<br />
ridurre adeguatamente la traspirazione (come si vede nella figura a fianco).</li>
<li> &#8211; 6 Coprire, se non era già stato fatto, i fori di drenaggio del vaso con delle retine di plastica.</li>
<li> &#8211; 7 Mettere sul fondo del vaso uno strato drenante (ghiaia o<br />
argilla espansa) di 1-2 cm (facoltativo se è già abbastanza drenato il<br />
terriccio) a meno che il vaso non sia molto basso.</li>
<li> &#8211; 8 Mettere nel vaso la terra nuova, avendo cura di creare una piccola<br />
montagnola di terriccio nella parte esattamente sottostante a dove sarà<br />
posizionata la pianta, in modo da evitare la presenza di cavità di aria sotto la pianta.</li>
<li> &#8211; 9 Sistemare il Bonsai nel vaso all&#8217;altezza desiderata.</li>
<li> &#8211; 10 completare il riempimento del vaso sempre utilizzando il nuovo terriccio.</li>
<li> &#8211; 11 Assestare il terriccio dando colpi secchi col palmo della mano sul fianco del vaso e usando<br />
un bastoncino per fare aderire meglio le radici alla terra e per eliminare pericolose sacche d&#8217;aria (non comprimere il terriccio con le mani).</li>
<li> &#8211; 12 Decorare con sassi e muschio (facoltativo).</li>
<li> &#8211; 13 Innaffiare abbondantemente il terriccio.</li>
<li> &#8211; 14 Tenere regolarmente umido il terriccio per le 2 settimane che seguono e posizionare il Bonsai protetto dal sole diretto e dal vento, non fertilizzare per 1 mese.</li>
<p>Se abbiamo a che fare con un albero di &#8220;una certa età&#8221; dove la produzione delle nuove radichette è molto lenta non si può eseguire un taglio delle radici drastico come per le piante giovani; in questi casi si usa suddividere idealmente la zolla in più spicchi e ad ogni rinvaso si tagliano, a rotazione, le radici di uno spicchio solo. Se l&#8217;albero da rinvasare è molto alto è buona abitudine fissare la zolla con dei fili fatti passare dai fori di drenaggio.</p>
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