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	<title>ZenGarden Bonsai &#187; Metodi di formazione</title>
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		<title>Fare bonsai da siepi</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 16:10:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Metodi di formazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Dovrebbe essere ovvio per ogni appassionato di bonsai che una siepe contiene una quantità di potenziali bonsai già bell&#8217;e fatti: in realtà le piante da siepe hanno tutte le qualità richieste al materiale per bonsai. Si tratta di piante o alberi vissuti nella siepe per molti anni, che sono stati regolarmente tagliati, potati e tenuti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 5px 4px;" src="http://bonsai.castrignanodeigreci.it/wp-content/uploads/e-siepe.jpg" alt="" width="299" height="227" />Dovrebbe essere ovvio per ogni appassionato di bonsai che una siepe contiene una quantità di potenziali bonsai già bell&#8217;e fatti: in realtà le piante da siepe hanno tutte le qualità richieste al materiale per bonsai.<br />
Si tratta di piante o alberi vissuti nella siepe per molti anni, che sono stati regolarmente tagliati, potati e tenuti ad una altezza ridotta.<br />
Questo processo fa crescere il tronco in forme interessanti e produce una vegetazione intricata e contorta.<br />
Dal nostro punto di vista , un bel po&#8217; di potatura di base è già stata fatta! Non solo le piante da siepe sopportano bene i tagli ripetuti, ma vivendo così vicine le une alle altre, sviluppano un apparato radicale estremamente raccolto e si adattano alla penombra.<br />
Considerate tutte queste qualità positive è ovvio che un sempre maggior numero di appassionati scopra che è più vantaggioso usare piante da siepe, le quali offrono un buon materiale di partenza, anzichè di quelle che crescono in natura.</p>
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<div><strong>Scegliere il materiale adatto</strong></div>
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<p>Come sempre quando c&#8217;è molta scelta, non tutto il materiale disponibile è adatto allo scopo: alcuni soggetti possono avere una brutta forma e non servire a nulla dal nostro punto di vista, altri possono essere poveri di radici e di rami.<br />
Occorre essere molto selettivi e scartare le piante meno adatte. Nella siepe qualche albero tende a dominare sugli altri e di conseguenza ha il tronco molto più grosso.<br />
Quando si sceglie una pianta, bisogna cercare proprio quella che ha tutte le qualità richieste: radici ben sviluppate e armoniosamente disposte, un tronco ben sagomato, una certa conicità e così via. Non sempre i tronchi ben sagomati sono i più grossi.<br />
Se trovate una siepe il soggetto con il dovuto potenziale bonsai non siate impazienti di recuperarlo; è meglio pianificare con cura l&#8217;operazione di raccolta. Dopo tutto, l&#8217;albero ha impiegato molti anni per assumere quella forma interessante e sarebbe un autentico peccato sprecarlo a causa di un intervento affrettato.</p>
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<div><strong>Come prendere il materiale dalla siepe</strong></div>
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<p>Nel caso una siepe venga smantellata perchè deve essere spostata o non serve più, gli alberi devono essere recuperati e piantati al più presto.<br />
Se invece l&#8217;occasione non si presenta così all&#8217;improvviso, è bene attendere la stagione della dormenza, o l&#8217;inizio della primavera. Se poi non c&#8217;è motivo di avere fretta, sarebbe bene addirittura suddividere l&#8217;operazione di recupero nell&#8217;arco di almeno due stagioni.<br />
Ciò è particolarmente importante per gli alberi molto vecchi, in quanto le loro radici sono sicuramente penetrate assai in profondità nel terreno e sono intricate con quelle delle piante vicine. In questo caso, la cosa migliore è scavare un solco dai due lati della siepe, a circa 60 cm dal tronco della pianta che si vuole prendere.</p>
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<div><strong>Il giusto modo di trattare le radici</strong></div>
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<p>Si devono tagliare con la vanga tutte le radici che si incontrano. E&#8217; importante tagliare anche il fittone,<br />
infatti, negli alberi da siepe è certamente assai profondo.<br />
Dopo aver tagliato tutte le radici principali, si riempie il solco di sabbia grossolana, nella quale possono svilupparsi le nuove sottili radici, e si lascia l&#8217;albero indisturbato fino ala primavera successiva.<br />
Se invece si tratta di prelevare un albero più isolato dal terreno, il solco va scavato a più di 60 cm di distanza e deve essere largo quanto la lama della vanga, per una profondità di circa 30 cm.<br />
Anche in questo caso si tagliano tutte le radici e possibilmente anche il fittone, riducendo gradatamente l&#8217;area attorno al tronco, in modo da isolare una zolla di 40-50 cm.<br />
Quando si trovano però radici scarse e rade, è più prudente lasciare le piante per tutto un anno al loro posto, seguendo la tecnica descritta prima. Mentre si attennde che si formino le radici sottili, si possono comunque fare gli opportuni interventi ed eseguire potature sulla parte aerea, così da poter incoraggiare la formazione di nuovi rami, in basso al tronco.</p>
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<div><strong>Trattamento successivo</strong></div>
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<p>Quando si raccoglie un albero bisogna salvare quante più radici è possibile. Dapprima l&#8217;albero deve essere piantato in una aiuola di sabbia grossolana profonda 30-40 cm per permettere una cacciata di nuove radici sottili.<br />
Le latifoglie possono essere tagliate subito all&#8217;altezza necessaria. Si possono togliere quasi tutti i rami<br />
senza che la pianta ne soffra; sicuramente la primavera seguente si formeranno nuovi germogli e nuovi rami.<br />
Se si tratta di una conifera bisognerà stare attenti a non eliminare troppa chioma dai rami, poichè questo potrebbe uccidere l&#8217;albero.<br />
Le foglie verdi in cima ai rami servono a tirare la linfa e quindi giocano un ruolo importante nel permettere all&#8217;albero di vivere. Bisogna cercare di conservare un giusto equilibrio tra la quantità di radici lasciate e la ramificazione.<br />
Si può dire che la percentuale di successo con le piante raccolte nelle siepi è più alta di quella che si ha con le piante raccolte all&#8217;aperto.<br />
Ciò è dovuto principalmente al fatto che il materiale delle siepi può essere controllato meglio di quello preso in natura.</p>
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<div><strong>L&#8217;educazione a bonsai</strong></div>
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<p>Pressappoco tutte le varietà di alberi che sono elencate in questo articolo possono diventare dei piacevoli bonsai. Alcuni reagiscono meglio di altri a drastiche potature, ma vale la pena di sperimentare le diverse varietà, perchè la loro risposta cambia anche in dipendenza del clima e del modo in cui vengono coltivate.<br />
Il faggio, il carpino, l&#8217;olmo, il frassino e il biancospino si adattano facilmente alle tecniche bonsai. Il carpino, l&#8217;olmo da siepe e il faggio sono particolarmente facili da educare, poichè producono numerosi rami in pochissimo tempo.<br />
I sempreverdi come il caprifoglio, il tasso e il bosso si comportano meno favorevolmente, poichè crescono più lentamente e non producono nuovi rami così in fretta come le loro &#8216;parenti&#8217; decidue.<br />
Inoltre, va ricordato che le radici dell&#8217;agrifoglio sono piuttosto carnose e al momento del trapianto  marciscono facilmente, mentre nel caso del tasso le radici fibrose si affrancano con molta difficoltà. Perciò è importante prendere quanto più apparato radicale possibile quando si recuperano alberi da una siepe.<br />
E&#8217; molto più semplice raccogliere piante ornamentali come forsizia, cotoneaster, piracanta e berberis. La maggior parte delle piante prese da questo tipo di siepi si adatta più facilmente al trattamento.<br />
Dal momento che tutte queste piante ornamentali fanno facilmente margotte, può valer la pena di preparare a questo scopo qualche ramo scelto prima di recuperare l&#8217;intero albero.<br />
Dopo che l&#8217;albero è stato raccolto, il processo d&#8217;impostazione è praticamente identico a quello delle piante di vivaio o del materiale raccolto in natura.<br />
La prima operazione consiste nel favorire lo sviluppo vigoroso di radici e rami. Tagliate tutti i rami delle latifoglie eccetto quelli che servono per l&#8217;impostazione.<br />
Alle conifere lasciate i rami di medio spessore ed eliminate gli altri.</p>
<p><strong>Tipi più comuni di siepi</strong></p>
<p class="message">Acero Campestre (Acer campestre)</p>
<p class="message">Agrifoglio (Ilex Aquifolium)</p>
<p class="message">Biancospino (Crateagus Monogyna)</p>
<p class="message">Carpino (Carpinus Betulus)</p>
<p class="message">Eschia (Quercus Robur)</p>
<p class="message">Faggio (Fagus Sylvatica)</p>
<p class="message">Frassino (Fraxinus Excelsior)</p>
<p class="message">Nocciolo (Corylus Avellana)</p>
<p class="message">Olmo (Ulmus Procera e altre varietà)</p>
<p class="message">Prugnolo (Prunus Spinosa)</p>
<p class="message">Sicomoro (Acer Pseudoplatanus)</p>
<p class="message">Tasso (Taxus Baccata)</p>
<p><strong>Tipi meno comuni</strong></p>
<p class="message">Corniolo (Cornus)</p>
<p class="message">Evonimno (Euvonymus Europaeus)</p>
<p class="message">Ginestra (Sarothamnus Scoparius)</p>
<p class="message">Ligustro (Ligustrum Vulgare)</p>
<p class="message">Melo (Malus Sylvestris)</p>
<p class="message">Ontano (Alnus Glutinosa)</p>
<p class="message">Pino (Pinus Sylvestris)</p>
<p class="message">Pioppo (Populus)</p>
<p class="message">Rosa Selvatica (Rosa Arvensis)</p>
<p class="message">Salice (Tutte le varietà Salix)</p>
<p class="message">Sambuco (Sambucus)</p>
<p class="message">Sorbo Selvatico (Sorbus Aucuparia)</p>
<p class="message">Viburno (Viburnum Opulus)</p>
<p class="message">Vischio (Tilia Cordata)</p>
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		<title>Bonsai da piante di vivaio</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Dec 2008 19:53:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La maggior parte dei principianti non pensa sia possibile realizzare bonsai partendo da piante di vivaio. Eppure se il bonsai è ben fatto poche persone saprebbero scoprire che in origine quell&#8217;albero era destinato a diventare parte di un giardino o di un parco. Nonostante le grosse possibilità che offre questo tipo di materiale, ben raramente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 6px 5px;" src="http://bonsai.castrignanodeigreci.it/wp-content/uploads/e-vivaio.jpg" alt="" width="269" height="450" />La maggior parte dei principianti non pensa sia possibile realizzare bonsai partendo da piante di vivaio.<br />
Eppure se il bonsai è ben fatto poche persone saprebbero scoprire che in origine quell&#8217;albero era destinato a diventare parte di un giardino o di un parco.<br />
Nonostante le grosse possibilità che offre questo tipo di materiale, ben raramente viene sfruttato in modo adeguato, forse per ignoranza, forse anche per snobismo.<br />
Ci sono persone infatti che rifiutano di usare piante provenienti da un vivaio, poichè le considerano alla stregua di materiale di seconda scelta.<br />
Poco per volta, comunque, questa mentalità va cambiando e coloro che vedono nel bonsai soprattutto l&#8217;aspetto creativo, invece di raccogliere in natura cominciano a cercare materiale nei vivai.<br />
Il termine &#8216;pianta di vivaio&#8217; definisce gli alberi che vengono venduti al pubblico nei vivai e nei garden center.<br />
Ne sono disponibili di tutte le dimensioni, anche se i più diffusi sono alti attorno al metro, posti in contenitori di uno o tre litri: eccezionalmente se ne possono trovare anche fino a 4-5 metri in grandi contenitori da 25-30 litri.<br />
Il vantaggio di poter scegliere in vivaio è che si trova un vasto assortimento di specie, varietà e forme.<br />
Ciò diventa importante quando si intende creare un bonsai di grandi dimensioni.<br />
Gli alberi che si raccolgono in natura sono nella maggior parte dei casi di specie forestali: pini, larici, abeti, faggi, querce, ginepri, ecc.<br />
In Occidente è praticamente impossibile trovare in natura specie ornamentali quali l&#8217;acero palmato, il berberis, e altre varietà più o meno esotiche: sono reperibili solo nei centri di giardinaggio e nei vivai specializzati.<br />
Fatto alquanto curioso, non sono certo che i soggetti di miglior qualità quelli che si prestano bene alla trasformazione in bonsai, ma piuttosto quelli di seconda scelta o addirittura gli scarti, che hanno tronchi piegati, rami storti e chioma rada. Queste piante si adattano benissimo a essere educate in forme interessanti.<br />
Un&#8217;altra buona ragioneper utilizzare alberi di questo tipo e che normalmente sono venduti già in contenitore e ciò permette di manipolarli in qualsiasi stagione.<br />
Inoltre hanno generalmente un apparato radicale compatto e quindi si possono mettere molto presto in vaso bonsai.<br />
Qualche volta, però, capita che le radici siano anche troppo fitte e intricate, tali da occupare tutto il vaso.<br />
Conviene allora badare che tale fatto non si riveli un inconveniente, sia dal punto di vista estetico che per quanto riguarda la salute della pianta.<br />
Un&#8217;accurata ispezione consentirà di scegliere il soggetto migliore.</p>
<p><strong>Scegliere l&#8217;albero adatto</strong></p>
<p>Bisogna imparare a riconoscere a colpo d&#8217;occhio i soggetti adatti al bonsai.<br />
La loro ricerca è sempre entusiasmante e spesso si devono andare a scovare nei posti più nascosti.<br />
Quasi sempre, infatti, gli alberi per noi più interessanti vengono tolti dalle aree di vendita, in quanto non sono richiesti dalla clientela normale.<br />
Le piante di vivaio diventano abbastanza facilmente bonsai accettabili, ma a condizione di tagliare senza paura, per accorciare tronchi e diradare rami.<br />
Occore inoltre ridurre le radici.<br />
Lo scopo dei vivaisti è di avere alberi decorativi e quindi, sovente, questi soggetti hanno una chioma molto ricca, ma un tronco troppo sottile per i nostri scopi.<br />
Nella scelta orientatevi perciò verso soggetti con la base del tronco piuttosto grossa e i rami che partono bassi.<br />
Quelli esili, di fusto e di ramificazione, sono destinati a dar poca soddisfazione.<br />
Parecchi sono gli elementi da prendere in considerazione mentre si valuta un albero. Il primo è il tronco. Messi in condizione di scegliere tra un gran numero di piante, si è tentati di accettare quelle con il tronco più spesso.<br />
La forma e la conicità sono però altrettanto<br />
importanti della grossa dimensione: il tronco ideale è largo alla base e si restringe regolarmente salendo verso la cima.</p>
<p><strong>L&#8217;importanza delle radici</strong></p>
<p>Spesso le piante di vivaio sono rinvasate a macchina e questo le porta ad avere le radici disposte irregolarmente; in più quasi sempre sono state rinvasate in modo tale che il tronco e nascosto per parecchi centimetri nel terreno.<br />
Saggiare sempre con un dito la profondità e la direzione delle radici: eviterete così spiacevoli sorprese.</p>
<p><strong>Occorre valutare la qualità della ramificazione</strong></p>
<p>Quanti più<br />
rami ci sono, migliore sarà il soggetto, ma questi devono partire regolarmente dal basso del tronco ed essere di dimensioni abbastanza uniformi: le piante con rami troppo spessi o troppo esili devono essere subito scartate.<br />
Quando i rami sono esageratamente grossi rispetto al tronco, l&#8217;albero appare senza equlibrio; d&#8217;altra parte se i rami sono troppo sottili<br />
ci vorrà molto tempo per farli crescere sino alla dimensione adatta al disegno definitivo del bonsai.<br />
Le condizioni della chioma non sono determinanti: normalmente gli alberi si riprendono benissimo dopo il rinvaso, se si dà spazio alle loro radici e li si fertilizza con un concime a rapido effetto.</p>
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		<title>Coltivare bonsai partendo da semenzali e talee</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Dec 2008 19:59:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[educazione di un bonsai]]></category>
		<category><![CDATA[formazione di un bonsai]]></category>
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		<category><![CDATA[riproduzione da seme]]></category>
		<category><![CDATA[riproduzione da talea]]></category>
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		<description><![CDATA[In questo post vediamo come produrre un bonsai da seme o talea, principalmente dobbiamo sapere che produrre le pianticelle o le talee è solo una piccola parte, anche se piuttosto importante, di tutto il procedimento bonsai. Dopo tutto, pianticelle e talee costituiscono solo il materiale grezzo che dovrà essere trattato adeguatamente prima che lo si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questo post vediamo come produrre un bonsai da seme o talea, principalmente dobbiamo sapere che produrre le pianticelle o le talee è solo una piccola parte, anche se piuttosto importante, di tutto il procedimento bonsai.<br />
Dopo tutto, pianticelle e talee costituiscono solo il materiale grezzo che dovrà essere trattato adeguatamente prima che lo si possa considerare un bonsai. La scelta iniziale riguarda le dimensioni del futuro bonsai e a questo proposito le caratteristiche del materiale disponibile sono determinanti nella scelta del programma da realizzare.<br />
Talee o semenzali di 2 o3 anni sono ottimo materiale per fare piccoli bonsai: si tratta generalmente di alberetti alti dai 20 ai 25 cm., con un tronco di 10-15 mm. di diametro. La dimensione del tronco dipende dalla varietà e anche da come l&#8217;albero è stato coltivato. Il materiale che ha potuto crescere vigoroso all&#8217;aperto ha certamente un tronco più grosso di quello che viene coltivato in contenitori, tuttavia anche le piantine e le talee che sono state rinvasate in contenitori progressivamente più grandi possono raggiungere talvolta delle buone dimensioni. L&#8217;acero tridente, l&#8217;olmo cinese e la zelkova sono varietà particolarmente vigorose e se crescono libere nel terreno, con abbondanza di luce, fertilizzanti e acqua, possono ingrossare i tronchi fino a 5 cm. di diametro e raggiungere un&#8217;altezza di oltre 3 metri in quattro o cinque anni.<br />
<img class="aligncenter" style="border: 1px solid black;" src="http://bonsai.castrignanodeigreci.it/wp-content/uploads/esempio-produzione.jpg" alt="" width="350" height="338" /></p>
<p><strong>Le diverse tecniche per la formazione del bonsai</strong></p>
<p>Molte persone si avvicinano al bonsai attraverso le invitanti confezioni di &#8216;semi per bonsai&#8217; che contengono un pò di sementi e un piccolo vaso di terriccio.<br />
Queste confezioni possono essere divertenti e, sempre che i semi siano vitali, una buona quantità di questi potrebbe germogliare e diventare discreto materiale bonsai.<br />
Come già detto, però, riuscire a far germogliare i semi è solo un primo passo: gli alberetti dovranno essere educati adeguatamente e subire una impostazione, se si vuole che diventino dei veri bonsai.<br />
Lasciati crescere senza alcun trattamento, sono destinati a diventare comune materiale di vivaio.<br />
La maggior parte dei principianti non sa, troppo spesso, quali interventi compiere  una volta che le piantine sono cresciute, il che porta a cocenti delusioni e spesso all&#8217;abbandono dell&#8217;hobby. Ciò è un vero peccato e si può facilmente evitare.<br />
Ci sono due modi fondamentali per creare bonsai da piantine e talee. Il primo è un vecchissimo metodo che è stato praticato dai cinesi per secoli.<br />
Esso è conosciuto come il metodo di &#8216;taglia<br />
e lascia crescere&#8217;, ed è basato sulla tecnica di continuare a potare e cimare, finchè si ottiene la forma desiderata.<br />
Il secondo metodo è stato sviluppato più recentemente e contempla l&#8217;uso di filo metallico per piegare l&#8217;albero nella forma voluta. Entrambi questi metodi sono descritti  quì di seguito.</p>
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<div>Il metodo &#8216;tagliare e lasciar crescere&#8217;</div>
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<p>Le piantine prodotte da seme o da talee<br />
radicate di recente devono poter crescere vigorosamente per i primi due anni, cosicchè il loro tronco si ingrossi.<br />
Alcuni coltivatori di bonsai in Giappone esaminano meticolosamente le radici delle giovani piante, rimuovono il fittone e accorciano tutte le radici laterali troppo vigorose, perchè fin dall&#8217;inizio si sviluppi un buon apparato radicale disposto radialmente.<br />
L&#8217;appassionato può anche comportarsi nello stesso modo, nonostante che durante questo stadio la cosa più importante sia assicurare un vigoroso sviluppo a tutta la pianta. Le giovani piante, tenute sia nella terra che in vasi da fiori, devono essere concimate abbondantemente durante due successive stagioni vegetative: coltivate correttamente possono crescere fino a 30-90 cm. a seconda della specie ( gli aceri, ad esempio, possono raggiungere il mezzo metro, mentre l&#8217;olmo cinese e la zelkova giungono anche a 90 cm ). L&#8217;intenzione, comunque, non è quella di farle crescere così alte; si tratta piuttosto di sviluppare dei soggetti di piccole dimensioni ma robusti, in modo che il diametro del tronco sia in proporzione con l&#8217;immagine finale del futuro bonsai.<br />
L&#8217;età migliore per iniziare il trattamento è a circa due anni.<br />
Se il soggetto è troppo giovane, può non essersi sviluppato abbastanza; se è troppo vecchio, il suo tronco può essere diventato troppo rigido per essere educato.<br />
Quando la pianticella ha raggiunto le dimensioni desiderate, deve essere estratta dal terreno e collocata in un vaso da fiori o in una piccola seminiera.<br />
Si possono mettere queste piantine da sole, appaiate o anche in gruppi da tre a cinque nello stesso contenitore.<br />
La composizione del terriccio usato per queste giovani piantine non è molto importante ( basta che sia ben drenato ), visto che la fertilizzazione della pianta verrà realizzata in un secondo tempo, con l&#8217;uso di concimi.<br />
Dopo il trapianto, lasciatele crescere liberamente per un anno, affinchè si sviluppino in altezza e soprattutto in diametro del tronco. Nella primavera dell&#8217;anno seguente riducetene a metà l&#8217;altezza, conservando solo 1 o 2 internodi della ramificazione della stagione corrente.<br />
Dopo questa drastica potatura, l&#8217;albero dovrà poter crescere per un altro anno: svilupperà un nuovo apice e contemporaneamente alcuni nuovi rami laterali.<br />
Nella primavera seguente ( cioè durante il quinto anno ) si ripete questo trattamento, asportando tutta la vegetazione della precedente stagione a eccezione di 2 o 3 internodi.<br />
Gli eventuali rami laterali devono essere potati affinchè infittiscano la loro ramificazione.<br />
A questo punto l&#8217;albero deve essere estratto dal terreno. Gli si potano parzialmente le radici e lo si rinvasa in un vaso da coltivazione o in una seminiera. Questo processo di tagliar via tutta la vegetazione corrente, eccetto 2 o 3 nodi, viene ripetuto ogni anno fino a che l&#8217;albero ha tra gli 8 e i 10 anni. E&#8217; invece sufficente potare le radici ad anni alterni. Giunto a questo punto il giovane alberetto dovrebbe già avere una piacevole conicità e anche un buon diametro del tronco. Con tale metodo di trattamento si può ottenere del materiale per bonsai alto circa 30 &#8211; 40 cm. e con un tronco del diametro di 25 &#8211; 50 mm. Questo procedimento è forse lento e un pò tedioso, ma può essere il punto di partenza di bonsai ben formati e piacevoli.<br />
Vi sono naturalmente sistemi più veloci per sviluppare degli alberi con il treonco molto più spesso. Tali metodi verranno spiegati in prossimi post. E&#8217; comunque molto gratificante possedere un bonsai che è stato formato completamente con le proprie mani.</p>
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<div>L&#8217;applicazione del filo</div>
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<p>Come per il metodo precedente, conviene partire con del materiale di circa due anni. Le radici vengono accorciate al momento del trpianto in vasi da coltivazione o direttamente nel terreno. Il passo più importante, comunque, è l&#8217;applicazione del filo sul tronco, per incurvarlo dolcemente a forma di &#8216;esse&#8217;. Questa è un operazione fondamentale, poichè determina la sagoma finale dell&#8217;albero per il resto della sua vita di bonsai. Dopo che l&#8217;albero è stato educato col filo, può essere ripiantato nel terreno oppure in un grande vaso da fiori e lasciato crescere per i successivi due anni.<br />
Durante questo periodo ( il terzo e il quarto anno di crescita ) gli unici interventi necessari consistono in una regolare cimatura, affinchè si formi una densa ramificazione, destinando tutta l&#8217;energia vegetativa allo sviluppo del tronco principale. Il risultato è un considerevole inspessimento del tronco; alla fine di questo periodo di due anni l&#8217;albero è tratto dal terreno e sottoposto alla potatura delle radici prima del rinvaso. Le radici vengono potate allo scopo di lasciarle tutte della stessa lunghezza e di farle diffondere radialmente. Non è ancora il momento di decidere quali rami laterali devono essere scelti per la struttura definitiva, poichè ciò verrà fatto in un tempo successivo. Lo scopo principale, in questo periodo iniziale di crescita, è di provocare la formazione di un certo numero di rami fitti lungo il tronco. Questo si ottiene con la continua cimatura delle loro estremità. Dopo i primi due anni di educazione il filo deve essere rimosso per evitare che segni troppo profondamente la corteccia. I rami troppo lunghi devono essere accorciati. Eliminando il germoglio apicale si stimola la formazione di germogli laterali. E così di seguito, cimando i germogli laterali, essi stessi produrranno ulteriore ramificazione, ottenendo in tal modo la formazione di una chioma densa e fitta di rametti.<br />
Dopo il quarto anno l&#8217;albero viene rinvasato, previa potatura delle radici. Nel quinto e sesto annonon ci sono interventi da fare, se non la continua cimatura dei rami. Alla fine del sesto anno l&#8217;albero, dopo una riduzione dell&#8217;apparato radicale, potrà essere rinvasato in un vaso da coltivazione o addirittura in un vaso bonsai. E&#8217; nel settimo anno che si sceglie quali rami costituiranno la struttura definitiva e a questo punto tutti i rami superflui verranno eliminati.<br />
Continuando nella cimatura e nell&#8217;accorciamento dei rami rimasti, si avrà la formazione di una ramificazione compatta e, giunti all&#8217;ottavo anno, si otterrà un bonsai abbastanza verosimile.</p>
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