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	<title>ZenGarden Bonsai &#187; Uno stile alla volta</title>
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		<title>Stile radici su roccia</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Dec 2008 09:37:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Deve la sua singolarità alle radici, punto focale della composizione, che sono abbarbicate sulla roccia. Il processo di educazione è abbastanza lungo ma garantisce risultati spettacolari. Esistono due forme fondamentali Lo stile radici su roccia Lo stile albero nella roccia Si otterrano dei buoni esemplari rupestri se le piante, le pietre ed i vasi formeranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Deve la sua singolarità alle radici, punto focale della composizione, che sono abbarbicate sulla roccia. Il processo di educazione è abbastanza lungo ma garantisce risultati spettacolari.</p>
<p>Esistono due forme fondamentali</p>
<div class="blockquote">
<blockquote><p>Lo stile radici su roccia</p>
<p>Lo stile albero nella roccia</p></blockquote>
</div>
<p>Si otterrano dei buoni esemplari rupestri se le piante, le pietre ed i vasi formeranno un tutt&#8217;uno rispettando un aspetto naturale.<br />
<img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 5px;" src="http://bonsai.castrignanodeigreci.it/wp-content/uploads/stili/e-su-roccia.jpg" alt="" width="239" height="250" />La realizzazione di più schizzi, in cui saranno abbozzate le forme da dare, sarà una guida alla formazione.<br />
Un elemento che determina la composizione è la prospettiva. Le pietre divengono montagne quando gli alberi che vi si trovano abbarbicati sono piccoli, altrimenti si riducono a sassolini quando gli alberi dominano dall&#8217;alto.<br />
Nel primo caso avremo degli alberi che poggiano le radici su pietra; nel secondo caso degli alberi le cui radici sono a contatto con la terra del vaso.<br />
E&#8217; da tenere presente che pietre ed alberi, disposti in rapporti tra loro, non dovranno mai essere della stessa grandezza, poichè in tal caso l&#8217;insieme perderebbe il suo carattere naturale e vivace. L&#8217;apparato radicale dell&#8217;albero, dopo tempo, si irrobustirà notevolmente, ricoprendosi di corteccia e imprigionando la roccia in una morsa vegetale.<br />
Molte specie sono adatte allo stile su roccia, sempre che si riesca a fargli emettere delle radici abbastanza lunghe: conifere, ma anche molte decidue, fra le quali spiccano l&#8217;acero, che dà risultati immediati, il ficus, ecc.<br />
Di solito si inizia da soggetti giovani che hanno sviluppato qualche ramificazione e che hanno uno sviluppo sostenuto dall&#8217;apparato radicale ( tasso, olmo, acero, abete, pino, ecc. ). La prima cosa da fare, estraendo la pianta dal contenitore, è di asportare il fittone per stimolare lo sviluppo delle radici; questo è un intervento di grande importanza. L&#8217;operazione seguente va programmata per la primavera successiva, quando sarà necessario rinvasare la pianta in un vaso più capiente; in questo periodo ci si dovrà soltanto preoccupare che abbia uno sviluppo regolare.<br />
La pietra, nello stile su roccia, occupa un posto preminente: non dovrà attirare molto l&#8217;attenzione, distraendo dall&#8217;osservazione della pianta, ragione per cui va scelta con molta cura. La forma deve essere irregolare e asimmetrica, con corrosioni e screpolature che la trasformino in un dirupo o in una parete rocciosa. Se la roccia dovesse essere liscia, potrà essere lavorata mediante uno scalpellino da scultore con punte speciali applicate su un trapano elettrico.<br />
<img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 5px;" src="http://bonsai.castrignanodeigreci.it/wp-content/uploads/stili/e-su-roccia-2.jpg" alt="" width="245" height="250" />Quando le radici si saranno allungate e ramificate abbastanza, collocatele sulla roccia; per fare ciò immergete la massa radicale in acqua e liberatela delicatamente da tutti i residui di terra. Ripulite<br />
le radici principali, procedendo alla sistemazione della pianta sulla roccia e avendo cura di non accavallare le radici, ma di donare ad esse un aspetto quanto più naturale possibile guidandole verso il basso. Fatto questo bisognerà fissare le radici sulla roccia e ancorarle con l&#8217;aiuto di filo metallico.<br />
Per quanto riguarda la miscela di terriccio, sarà composta in gran parte di sabbia<br />
e dovrà ricoprire per intero la pietra e una parte della base dell&#8217;albero affinchè l&#8217;apparato radicale sia stimolato. Va ricordato che il terriccio sabbioso necessita di fertilizzazioni più frequenti. Si avrà alla fine un ottimo apparato radicale ederente e modellato sulla pietra. La collocazione definitiva va fatta in un vaso poco profondo e proporzionato per dare il massimo risalto alla roccia.<br />
Lo stile bonsai su roccia è una variante dello stile Sekijoju, in cui la roccia stessa è usata come vaso e le radici sono sistemate nelle sue cavità.<br />
Più alberi, inseriti in una pietra larga e piatta, potranno rappresentare un&#8217;isola o altro, mentre gli stessi alberi su una roccia frastagliata renderanno subito l&#8217;immagine di una cima di montagna.<br />
Le varietà di soluzioni danno un&#8217;idea di quante possano essere<br />
le interpretazioni delle composizioni su roccia per dare l&#8217;impressione di una montagna, di un burrone, di una parete rocciosa o di un isolotto.<br />
L&#8217; errore più ricorrente è di scegliere alberi troppo grandi rispetto alla roccia, per cui la sproporzione dà la sensazione di artificiosità. Al contrario, piantine giovani non si adattano all&#8217;impianto su roccia, poichè non avranno mai l&#8217;aspetto di vecchi alberi. L&#8217;ideale sarebbe utilizzare i mame che, per qualche difetto, non si prestano più a stare in vaso.<br />
La pianta non deve avere una eccessiva ramificazione, la vegetazione non deve essere abbondante; a seconda della forma della roccia, si adattano molto bene soggetti impostati negli stili inclinato, semicascata e cascata. La scelta della pianta dovra ovviamente tenere conto delle condizioni particolari in cui questa dovrà vivere, ragione per cui si preferiranno quelle particolarmente resistenti e che non hanno bisogno di umidità.<br />
La selezione della roccia deve essere fatta in funzione del paesaggio che si vuole creare; sono da considerare con molta attenzione la forma, il colore e la granulosità; si prestano bene il tufo e le pietre laviche; bisognerà decentrare il soggetto sul lato destro o sinistro della pietra e lasciare libere le zone interessanti di questa per valorizzarne le caratteristiche.<br />
Per fissare le radici della pianta si consiglia di attaccare alla roccia, nel punto scelto, alcuni anelli fatti con filo di alluminio utilizzando una colla epossidica. La miscela di terriccio deve avere una percentuale di argilla; la parte in superficie verrà ricoperta con muschio e, se è il caso, con scagliette di roccia che completeranno il risultato estetico. Non v&#8217;è dubbio che la cura di una pianta che deve vivere<br />
in queste condizioni possa creare qualche difficoltà; alla somministrazione di fertilizzanti di base a lenta cessione, si rende necessaria l&#8217;addizione di altri elementi nutritivi. Anche la sostituzione di parte del terriccio va fatta con attenzione, perchè l&#8217;apparato radicale è delicato; le innaffiature devono essere frequenti, specialmente in estate, per l&#8217;estrema facilità con la quale la poca terra asciuga: l&#8217;aggiunta di sfagno contribuirà a mantenere più umido il terriccio.<br />
Un bonsai su roccia viene collocato in un vassoio basso ( questi contenitori non hanno fori di drenaggio ) dove vanno messe acqua, sabbia e ghiaia per completare la singolare composizione.</p>
<p>( <strong>I due alberi rappresentati nelle foto sono Ficus Carica</strong> )</p>
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		<title>Stile battuto dal vento</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Nov 2008 19:17:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; uno stile che deriva da quello inclinato e, anche se molto apprezzato e applicato con risultati estremamente soddisfacenti, è poco adottato. Indubbiamente la difficoltà consiste nell&#8217;impostare e nell&#8217;equilibrare un tronco con una inclinazione cosi esasperata che sfidi ogni legge di gravità: bisognerà allora bilanciare la composizione facendo ricorso a qualche artifizio ( radici, rilievo del terriccio, un grosso ramo in direzione opposta, una pietra ecc. ). Il grado di inclinazione del tronco sarà proporzionale al peso visivo che ingenererà nell&#8217;osservatore: a maggiore grado di inclinazione corrisponderà un peso maggiore.<br />
E&#8217; senza dubbio la più drammatica rappresentazione della natura a cui si rifà l&#8217;arte bonsai.<br />
E&#8217; l&#8217;evocazione di ambienti difficili simboleggiata dai rami che arrivano a sporgere oltre il bordo opposto del vaso. I rami che si dipartono dal tronco inclinato hanno un andamento parallelo verso una sola direzione, proprio come se fossero stati inclinati dal vento, e sono inseriti sul lato interno del tronco.<br />
Questo stile è senz&#8217;altro uno fra i più affascinanti e, più che in altri stili, denota una intima connessione fra albero e ambiente. Un vantaggio per la realizzazione del &#8220;ventoso&#8221; è dato dalla scelta della pianta: si farà ricorso a soggetti con rami sbilanciati più numerosi da un lato. Inoltre bisognerà tenere in considerazione la forma del tronco e scegliere una pianta con radici che affiorino robuste e ben disposte per trasmettere la sensazione che sono saldamente ancorate alla terra.<br />
La precisa angolazione del tronco ha molta importanza ed è determinante per l&#8217;assetto della pianta; questa è probabilmente l&#8217;interpretazione più comune, ma non è l&#8217;unica possibilità di impostazione: se la maggioranza dei rami da la sensazione di essere stata esposta al vento, l&#8217;albero sarà classificato come &#8220;ventoso&#8221; qualunque sia l&#8217;impostazione del tronco. Infatti ognuno degli stili-base<br />
può essere interpretato come ventoso educando i rami.<br />
Analizziamo le caratteristiche strutturali. La forma triangolare di base deve essere anche in questo caso rispettata e pertanto è necessario creare un&#8217;apice;<br />
per il posizionamento dei rami, si esegue l&#8217;impostazione degli altri stili-base, anche se non è necessario seguire rigitamente questa disposizione. Un errore nel quale si incorre facilmente è quello di non dare sufficiente profondità perchè si pensa di fare andare tutti i rami verso una direzione dimenticando di sistemarne alcuni sul retro dell&#8217;albero. Come vediamo nel disegno F, i rami 2 e 3 erano originariamente sul lato della direzione del vento ma, sistemandoli attorno, sul retro e di fronte al ronco si ottiene profondità, contribuendo a conferire all&#8217;albero una sensazione di drammaticità. In ogni modo questo stile lascia molta libertà di interpretazione artistica.</p>
<p><img class="aligncenter" style="border: 1px solid black; margin: 5px;" src="http://bonsai.castrignanodeigreci.it/wp-content/uploads/stili/e-ventoso.jpg" alt="" width="450" height="555" /><br />Fig. 1</p>
<div class="blockquote">
<blockquote><p>A) Albero preso in natura<br />
B) Albero dopo 3 anni di crescita<br />
C) Stile battuto dal vento in eretto formale<br />
D) Doppio albero battuto dal vento<br />
E) Battuto dal vento inclinato<br />
F) Impostazione</p></blockquote>
</div>
<p>Soltanto negli stili ventoso e dei letterati è consentito derogare ad una regola fondamentale: quella di non attraversare mai la linea del tronco con rami grossi. Una delle ragioni che consente questa eccezione è che<br />
entrambi questi stili hanno pochi rami, così che la linea della pianta non viene disturbata. Comunque va tenuto presente che l&#8217;andamento del tronco non deve essere nascosto dalla vegetazione e che i rami devono essere impalcati soltanto nella metà superiore della pianta.<br />
Il design dello stile ventoso è senz&#8217;altro uno fra i più difficili e non è certamente adatto ai principianti: se male impostato, ne verrebbe fuori un bonsai dall&#8217;aspetto grottesco. Quante volte la natura ci offre la visione di queste piante che sono esposte a forti venti, ad intemperie e alle quali questi eventi atmosferici hanno impresso un andamento tanto particolare al tronco e ad i rami. Per creare questo particolare effetto di forza, di resistenza e di bellezza selvaggia dobbiamo, per prima cosa, prendere in considerazione le radici superficiali. Queste si devono irradiare dalla base del tronco per affondare con forza sul terreno e dare la sensazione all&#8217;osservatore di resistenza e di appiglio per sopportare i forti venti che flagellano l&#8217;albero; quindi non lasciare mai spazio fra le radici ed il terreno, perchè questo darebbe una impressione di instabilità e di precarietà. In questo stile hanno pure molta importanza il ritmo e la ripetizione ed è proprio ciò che si deve applicare per i rami: è la ripetizione di questi, che tendono verso la medesima direzione, a dare all&#8217;osservatore la sensazione di udire il vento che soffia attraverso l&#8217;albero.<br />
Un albero che combatte il vento e che tenta di crescere nella direzione opposta riesce molto più interessante e crea più tensione; perciò nell&#8217;impostare lo stile ventoso, forse più che negli altri stili, l&#8217;uso dello spazio è di estrema importanza; esso bilancia il fogliame e gli spazi vuoti devono far pensare che siano stati creati proprio dal vento. La vegetazione sui rami deve essere limitata e attente potature devono mantenerne la giusta preporzione per fare altresì risaltare le linee ondeggianti dei rami, che sono poi la caratteristica essenziale dello stile.<br />
In genere si usa un vaso basso, a meno che il bonsai non abbia un tronco di diametro considerevole: è di particolare effetto l&#8217;uso di una roccia piatta, ad esempio una lastra di ardesia.<br />
Nel fare il sottobosco non bisogna coprire tutta la superficie con muschio, ma limitarsi a piccoli tratti o, in alternativa, usare licheni. L&#8217;albero va posizionato in modo che lo spazio maggiore risulti dal lato della direzione del vento; questo accorgimento ne suggerisce il movimento e la forza, anche se può apparire, nel contesto, sbilanciato.<br />
Come abbiamo visto, è certamente difficile impostare un albero nello stile ventoso che abbia equilibrio e bellezza ed è attraverso le linee che si conferiscono all&#8217;albero che si ottiene l&#8217;effetto di azione e resistenza della pianta.</p>
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		<title>Stile a legno nudo</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 20:14:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Questo stile, tanto apprezzato dai maestri giapponesi, non è certo riservato ai principianti ed esige anni di esperienza e padronanza della pianta: inoltre il materiale di partenza non è sempre di facile reperibilità. Sono da preferire alberi vecchi, perchè su soggetti giovani l&#8217;effetto estetico viene annullato in poco tempo. E&#8217;, in pratica, l&#8217;applicazione di jin [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 5px;" src="http://bonsai.castrignanodeigreci.it/wp-content/uploads/stili/e-legno-nudo.jpg" alt="" width="215" height="400" />Questo stile, tanto apprezzato dai maestri giapponesi, non è certo riservato ai principianti ed esige anni di esperienza e padronanza della pianta: inoltre il materiale di partenza non è sempre di facile reperibilità. Sono da preferire alberi vecchi, perchè su soggetti giovani l&#8217;effetto estetico viene annullato in poco tempo. E&#8217;, in pratica, l&#8217;applicazione di jin e shari.<br />
E&#8217; certamente uno stile un pò particolare, esasperato, che richiede molta abilità e manualità nell&#8217;uso degli attrezzi ed è altrettanto impegnativo sul piano estetico poichè tutta la pianta va &#8220;costruita&#8221; e strutturata attorno alla parte morta dell&#8217;albero, che ne costituirà  il punto focale: buona parte del tronco e dei rami è lavorata in modo da farli apparire come legno morto. Ciò si ottiene in due modi: asportando la corteccia e il cambio ( e lì conta l&#8217;abilita del bonsaista<br />
che, con l&#8217;aiuto di scalpelli, coltelli e pinze, deve eseguire questa operazione ) oppure prendendo gli alberi già parzialmente morti. E&#8217; evidente che un bonsai realizzato in questo stile richiede molta più cura degli altri, poichè è molto difficile che sopravviva la porzione di pianta che vegeta.<br />
Le parti che sono state sagomate ( qui e in gioco il senso estetico del coltivatore perchè il bonsai appaia il più naturale possibile )<br />
si devono presentare sbiancate; l&#8217;effetto si ottiene facilmente applicando una soluzione a base di polisolfuri di calcio durante l&#8217;estate, per evitare il marciume.</p>
<div class="blockquote">
<blockquote><p>Il risultato finale dovrà ricordare un albero molto vecchio, scolpito, che ha subito l&#8217;azione del sole e del vento sembrerà quasi impossibile che un albero possa sopravvivere in queste condizioni.</p></blockquote>
</div>
<p>I rami morti e il tronco scortecciato vanno realizzati sul fronte della pianta. Inoltre, bisogna fare attenzione a lasciare sufficiente corteccia perchè l&#8217;albero continui il proprio sviluppo, mantenendo integre le parti vive. La pianta preferita per questo stile è il ginepro, anche se alcune decidue danno ottimi esemplari.<br />
Vasi di ardesia e ceramica si accordano con l&#8217;aspetto severo delle specie educate in questo stile.</p>
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		<title>Stile contorto &#8220;gomito&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Nov 2008 20:24:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il nome dello stile si spiega sufficientemente da sè. La forma contorta o addirittura a spirale del tronco, che spesso è privo di corteccia o ha tratti di legno nudo, costituisce una delle caratteristiche più salienti degli esemplari più vecchi. Per aumentare il senso di vetustà di solito si scorteccia il legno, sbiancandolo con un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" style="border: 1px solid black;" src="http://bonsai.castrignanodeigreci.it/wp-content/uploads/stili/e-gomito.jpg" alt="" width="280" height="350" />Il nome dello stile si spiega sufficientemente da sè.<br />
La forma contorta o addirittura a spirale del tronco, che spesso è privo di corteccia o ha tratti di legno nudo, costituisce una delle caratteristiche più salienti degli esemplari più vecchi. Per aumentare il senso di vetustà di solito si scorteccia il legno, sbiancandolo con un comune sverniciatore per mobili. Si adattano bene a questo stile i pini, i ginepri, altre conifere e i sempreverdi in genere.<br />
E&#8217; uno stile molto raro, discutibile perchè credo non abbia riscontri in natura e lascia sconcertati per l&#8217;esasperazione stilistica.<br />
Per realizzarlo vengono impiegate piante dal tronco esile, poichè altrimenti queste spirali sarebbero di impossibile realizzazione.</p>
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		<title>Stile doppio tronco</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Nov 2008 20:47:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La silhouette di questo bonsai contempla un albero principale che ha predominanza su un altro albero più piccolo ad esso appaiato per migliorare il disegno dìinsieme. Le piante adatte sono decidue e tra esse consigliamo senz&#8217;altro, per un primo approccio, l&#8217;acero palmato perchè dà grandi soddisfazioni per la robustezza , la facilità di educazione e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" style="border: 1px solid black; margin: 5px;" src="http://bonsai.castrignanodeigreci.it/wp-content/uploads/stili/e-doppio-tronco.jpg" alt="" width="400" height="403" />La silhouette di questo bonsai contempla un albero principale che ha predominanza su un altro albero più piccolo ad esso appaiato per migliorare il disegno dìinsieme.<br />
Le piante adatte sono decidue e tra esse consigliamo senz&#8217;altro, per un primo approccio, l&#8217;acero palmato perchè dà grandi soddisfazioni<br />
per la robustezza , la facilità di educazione e le meravigliose sfumature dei colori stagionali.<br />
Appena scelto l&#8217;esemplare, eseguiamo le solite operazioni di accorciamento del fittone, di spuntatura e di sistemazione in vaso da educazione. Sono da preferire piante con un buon tronco.<br />
Dopo un paio di stagioni di crescita l&#8217;alberello avrà decisamente assunto un aspetto maturo. Lasceremo sviluppare i germogli alla base del tronco in modo che crescano rigogliosi. Successivamente andranno eliminati tutti i polloni tranne uno, che nel giro di qualche mese avrà emesso parecchi rametti. Trascorso qualche anno, questo pollone cresciuto alla base del tronco principale ed educato con energiche potature diverrà il tronco più piccolo della nostra pianta, la quale assumerà la forma tipica dello stile doppio tronco.<br />
E&#8217; l&#8217;unico caso in cui vi è un numero pari di tronchi in una composizione. E&#8217; importante che questi tronchi si separino quasi a livello del terreno: piante che emergono dal suolo con un solo tronco per poi biforcarsi parecchi centimetri più in alto non sono ben impostate.<br />
Qualcuno chiama anche questi tronchi &#8220;madre e figlio&#8221;, poichè uno dei due ha diametro maggiore dell&#8217;altro. Il primo costituirà l&#8217;elemento focale e l&#8217;occhio dell&#8217;osservatore ne sarà attirato. La silhouette sarà triangolare: untronco risulterà più spostato in avanti per aumentare il senso prospettico.<br />
Il contenitore adatto deve essere basso e lungo, ma anche una lastra di ardesia si presta bene ad ospitare esemplari realizzati in questo stile.</p>
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		<title>Stile a scopa</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Nov 2008 20:39:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il nome di questo stile deriva dalla forma che assume il bonsai, come una scopa capovolta. In questo caso il ruolo che giocano le potature è predominante poichè, con interventi ripetuti, si arriva alla formazione di una chioma dalla fitta ramificazione con rami fitti e compatti. L&#8217;albero avrà un tronco dritto e un apparato radicale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" style="border: 1px solid black;" src="http://bonsai.castrignanodeigreci.it/wp-content/uploads/stili/zelkova.jpg" alt="" width="400" height="347" />Il nome di questo stile deriva dalla forma che assume il bonsai, come una scopa capovolta. In questo caso il ruolo che giocano le potature è predominante poichè, con interventi ripetuti, si arriva alla formazione di una chioma dalla fitta ramificazione con rami fitti e compatti.<br />
<img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 5px;" src="http://bonsai.castrignanodeigreci.it/wp-content/uploads/stili/e-scopa.jpg" alt="" width="182" height="599" />L&#8217;albero avrà un tronco dritto e un apparato radicale di superficie ben sviluppato e posizionato. Il tronco può avere una biforcazione progressiva che ne produce una seconda, una terza e così via. Questa ramificazione si origina con grossi rami per arrivare via via a sottili ramoscelli. Il profilo risulta simmetrico, rotondo, stabile. Una delle tecniche di impostazione è indicata nella grafica accanto. E&#8217; importante, cadute le foglie, legare tutti i rami con una corda di rafia. Ciò servira ad infittire e divergere la ramificazione. Le operazioni di potatura e di legatura andranno ripetute ogni anno; al termine della stagione vegetativa occorrerà fare una potatura di mantenimento per contenere la forma circolare della chioma come per l&#8217;eretto formale. Non deve ingannare la semplicità della forma, poichè gli orientali concepiscono anche i modelli più sofisticati attraverso l&#8217;assoluta semplicità.<br />
Questo stile è secondo il mio parere il più adatto per esaltare l&#8217;assoluta bellezza di una pianta decidua: zelkova, olmi, faggi, ecc. risaltano per l&#8217;estrema essenzialità della silhouette. I contenitori, sempre bassi, ne esaltano ancora di più la forma.</p>
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		<title>Stile piangente</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Nov 2008 13:36:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; uno stile davvero particolare che ha un carattere molto orientale, presente spesso nella pittura popolare cinese; alla fine del secolo era molto in voga in oriente, mentre oggi, nelle mostre, è raro vedere qualche esemplare educato così. La forma del bonsai piangente è determinata dai rami disposti verso il basso e non dal disegno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" style="border: 1px solid black;" src="http://bonsai.castrignanodeigreci.it/wp-content/uploads/stili/e-piangente.jpg" alt="" width="303" height="400" />E&#8217; uno stile davvero particolare che ha un carattere molto orientale, presente spesso nella pittura popolare cinese; alla fine del secolo era molto in voga in oriente, mentre oggi, nelle mostre, è raro vedere qualche esemplare educato così.<br />
La forma del bonsai piangente è determinata dai rami disposti verso il basso e non dal disegno del tronco; questo significa che, purchè i rami siano educati nella posizione voluta dallo stile, la forma del tronco può essere propria dei cinque stili-base. Dunque la formazione dei rami deve costituire la base del disegno.<br />
Questi rami, crescendo verso l&#8217;alto, formano mezzo cerchio per ricadere naturalmente verso il basso e comunicano all&#8217;osservatore una sensazione estrema di delicatezza che è in sintesi con l&#8217;aspetto solido e robusto del tronco.<br />
Le specie comunemente usate sono il salice piangente, la tamerice, il pesco, il ciliegio e Caragana arborescens, le uniche piante ideali per questo particolare stile.<br />
Il vaso da impiegare potrà essere alto o basso, a seconda dello stile del tronco della pianta.</p>
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		<title>Stile a zattera</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Nov 2008 19:51:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In questo stile il tronco viene ricavato da un ramo, piegato su un fianco, mantenendo una sua linearità. Dà immediatamente l&#8217;idea di un albero sradicato dal vento e caduto su un fianco, dando vita a nuova vegetazione. Questo stile non va confuso con quello a più tronchi: nella forma a zattera la caratteristica è la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" style="border: 1px solid black;" src="http://bonsai.castrignanodeigreci.it/wp-content/uploads/stili/e-zattera.jpg" alt="" width="400" height="185" />In questo stile il tronco viene ricavato da un ramo, piegato su un fianco, mantenendo una sua linearità. Dà immediatamente l&#8217;idea di un albero sradicato dal vento e caduto su un fianco, dando vita a nuova vegetazione. Questo stile non va confuso con quello a più tronchi: nella forma a zattera la caratteristica è la lunga radice piatta che affiora in superficie. E&#8217; consigliabile utilizzare una giovane pianta avente il sistemma radicale più compatto.<br />
Scegliete preferibilmente una pianta a portamento eretto, poichè radicherà più facilmente; comunque per questo stile non c&#8217;è bisogno di una pianta con chioma equilibrata e ben distribuita.<br />
Subito dopo aver acquistato la pianta, lasciatela nel contenitore ; legate i rami con un filo in modo che vadano tutti nella medesima direzione, eliminate quelli del lato opposto alla visione lasciando  un penduncolo, dal quale spunteranno le radici. A questo punto estraete la pianta dal suo vaso e adagiatela sul fianco, in modo che il tronco sia ora nella posizione giusta per divenire -radice-; i rami legati sembreranno così dei tronchi sottili.<br />
Preparate un contenitore basso e collocatevi la -zattera- nella sua posizione definitiva. Praticate qualche incisione nella parte del tronco che verrà sotterrata e cospargetela con un pò di ormone radicante in polvere.<br />
Rimane ancora il vecchio apparato radicale originario che va eleminato soltanto quando i nuovi tronchi cominceranno a vegetare e si potranno notare le nuove radici. Solo quando sarete certi che il nuovo apparato radicale sarà ispessito ed i rami si saranno irrobustiti assumendo l&#8217;aspetto di alberi, potrete togliere il filo che ha fissato la pianta.<br />
Seguite le operazioni di rinvaso come per gli alberi singoli , conservando una parte della zolla di terra e sistemando le radici a raggiera, aiutandovi con un bastoncino di legno; infine aggiungere il terriccio formando una collinetta in cima alla quale , lasciando il tronco parzialmente scoperto, risalterà la pianta, oppure sotterratelo compeletamente, ottenendo così l&#8217;effetto di alberi in apparenza separati.</p>
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		<title>Stile germoglio</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 20:27:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Con questo termine si indica un bonsai in cui molti germogli formano tronchi che partono tutti dalla stessa radice di base che è, in pratica, un tronco singolo. Vi è poi un&#8217;altra forma per rappresentare un tronco composto da molti alberi come se in natura molti semi cresciuti nello stesso posto avessero fatto sviluppare diversi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" style="border: 1px solid black;" src="http://bonsai.castrignanodeigreci.it/wp-content/uploads/stili/e-germoglio.jpg" alt="" width="399" height="165" />Con questo termine si indica un bonsai in cui molti germogli formano tronchi che partono tutti dalla stessa radice di base che è, in pratica, un tronco singolo.<br />
Vi è poi un&#8217;altra forma per rappresentare un tronco composto da molti alberi come se in natura molti semi cresciuti nello stesso posto avessero fatto sviluppare diversi alberi fusi in uno solo. Il fenomeno si verifica di solito quando cade una pigna piena di semi e si rompe.<br />
Questi stili hanno la stessa forma e, in genere, seguono le stesse regole come per tronco doppio o stili di alberi appaiati.<br />
Quando gli alberi sono numerosi e difficili da contare, cessa di avere importanza il fatto che possano essere pari o dispari; capita di ammirare composizioni di maestri giapponesi con piante in numero pari.<br />
La distanza che intercorre fra ciascun tronco deve essere diversa; inoltre gli alberi non si devono incrociare l&#8217;uno con l&#8217;altro<br />
e devono avere altezze differenti. Nella composizione a tre tronchi , l&#8217;albero centrale deve essere il più alto o il più basso, con l&#8217;apice di ogni albero ben distinto. La forma esterna della composizione deve essere a triangolo, mai simmetrica. La vista laterale dovrebbe essere identica a quella del fronte e inclinata leggermente in avanti.</p>
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		<title>Stile dei letterati</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 20:45:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Chiamato anche &#8220;Literati&#8221; è uno stile che affascina per l&#8217;assoluta purezza ed essenzialità del design, per l&#8217;astrattezza della silhouette che si concretizza in pochissimi rami spogli ma arditi nell&#8217;andamento. E&#8217; così chiamato per definire il concetto di &#8220;bonsai apprezzato dagli intellettuali&#8221; : trasposizione delle figure simboliche usate dagli artisti colti nei loro dipinti di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" style="border: 1px solid black; margin-top: 5px; margin-bottom: 5px;" src="http://bonsai.castrignanodeigreci.it/wp-content/uploads/stili/e-litterati.jpg" alt="" width="355" height="399" />Chiamato anche &#8220;Literati&#8221; è uno stile che affascina per l&#8217;assoluta purezza ed essenzialità del design, per l&#8217;astrattezza della silhouette che si concretizza in pochissimi rami spogli ma arditi nell&#8217;andamento. E&#8217; così chiamato per definire il concetto di &#8220;bonsai apprezzato dagli intellettuali&#8221; : trasposizione delle figure simboliche usate dagli artisti colti nei loro dipinti di un certo periodo della storia giapponese. Sono da preferirsi le conifere, anche se alcune specie decidue ben si adattano alla formazione nello stile. Massima importanza riveste il tronco; la sua impostazione determina l&#8217;andamento esile ed esasperato, con l&#8217;apice sul quale spicca una rara vegetazione che ne stilizza ancora di più la forma.<br />
Si possono realizzare dei letterati movimentando la linea del tronco fino ad ottenere diverse fogge. Molto più che in tutti gli altri stili, l&#8217;equilibrio è un fattore determinante che, se non applicato con perizia dal bonsaista, riduce l&#8217;esemplare ad una omonima pianta in vaso.<br />
Il punto focale è costituito dalla linea del tronco. Possiamo distinguere due diverse impostazioni:</p>
<div class="blockquote">
<blockquote><p>- La linea a direzione unica, in cui la parte superiore del tronco si muove nella stessa direzione della base;</p></blockquote>
</div>
<div class="blockquote">
<blockquote><p>- La linea a direzione multipla, che dà sicuramente all&#8217;occhio dell&#8217;osservatore un movimento più drammatico, poichè, invertendo la direzione, il tronco si ripiega verso la propria base.</p></blockquote>
</div>
<p>Di solito l&#8217;apice della pianta è nudo e la vegetazione è posizionata più in basso.<br />
Ciò che determina l&#8217;equilibrio simmetrico o asimmetrico sono l&#8217;impalcatura e la vegetazione dei rami radi, che mettono alla prova l&#8217;abilità dell&#8217;autore. Egli infatti deve sapere impostare sapientemente il primo ramo e la massa vegetativa che giocherà un ruolo primario nel delineare la silhouette.<br />
In vivaio è bene scegliere una pianta dall&#8217;aspetto vigoroso; da questa vanno eliminati i rami che non serviranno, mantenendo i futuri rami principali in disposizione alternata.<br />
Dato che la sistemazione di alberi in questo stile va fatta in vasi piccoli, la miscela di terra richiede una buona percentuale<br />
di sabbia di fiume che faciliti lemissione di una fitta ramificazione.<br />
Successivamente si può iniziare leducazione conferendo al tronco una inclinazione esasperata verso il basso che si può favorire asportando un sottile cuneo di corteccia della parte interna della curva. Dopo la piegatura , è utile ricoprire la ferita con cera da innesti per favorire la cicatrizzazione. Se nei punti di flessione dovessero rimanere i solchi<br />
lasciati dal filo, si può rimediare creando degli &#8220;Shari&#8221;.<br />
E&#8217; evidente che l&#8217;esemplare deve avere una particolare conformazione del tronco ed i rami inferiori devono essere poco sviluppati.<br />
Possiamo collocare alla base una pietra piatta, che si adatta molto bene al litterati, oppure anche due alberi assieme che si valorizzino a vicenda.<br />
La chioma va tenuta sempre sotto controllo perchè bastano pochi germogli cresciuti in eccesso per sbilanciare la forma.<br />
Per i bonsai letterati si impiegano vasi bassi circolari che esaltano ancora di più le qualità estetiche dello stile.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Forestine di alberi</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 20:53:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Questo stile prevede l&#8217;impiego di parecchie piantine sempre in numero dispari, anche più di undici tronchi. La silhouette di questi gruppi di alberi va racchiusa sempre nella forma triangolare o in più triangoli. Le norme di massima per questo stile sono analoghe a quelle per gli alberi singoli; è quasi come se tutti i tronchi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 5px;" src="http://bonsai.castrignanodeigreci.it/wp-content/uploads/stili/e-forestine.jpg" alt="" width="211" height="400" />Questo stile prevede l&#8217;impiego di parecchie piantine sempre in numero dispari, anche più di undici tronchi. La silhouette di questi gruppi di alberi va racchiusa sempre nella forma triangolare o in più triangoli.<br />
Le norme di massima per questo stile sono analoghe a quelle per gli alberi singoli; è quasi come se tutti i tronchi fossero parte integrante dello stesso tronco e tutti i rami appartenessero ad una singola pianta. Quindi nessun albero della composizione va esaminato singolarmente, perchè la sua struttura si integrerà con gli alberi vicini per raggiungere un equilibrio generale. E&#8217; per questo motivo che alberi con difetti o inadatti per altri stili possono essere impiegati con ottimi risultati per le forestine. La scenografia che si crea offre innumerevoli varianti: gruppi di alberi visti da vicino, da lontano, sensazione di una foresta con alberi distanziati in maniera più regolare nel vaso. Il profilo triangolare è di fatto formato da due triangoli sussidiari. Sia che la composizione conti un gruppo solo di piante o vari gruppetti &#8220;satellite&#8221;, ognuno di questi deve includere un albero principale che funga da punto focale per l&#8217;occhio dell&#8217;osservatore. Tutto ciò pero richiede , oltre alla conoscenza delle normali tecniche bonsai , un senso estetico, prospettico e di percezione visiva non comuni. Le specie più usate sono il ginepro, il pino, la crittomeria, l&#8217;acero, il faggio, l&#8217;olmo, la betulla, la zelkova, il larice, il frassino e altre decidue.</p>
<h3>Criterio di scelta delle piante:</h3>
<div class="blockquote">
<blockquote><p>Piante piccole della stessa specie</p>
<p>Piante piccole della stessa età</p>
<p>Piante piccole di età differente</p>
<p>Piante piccole dello stesso effetto</p>
<p>Piante piccole di aspetto differente</p></blockquote>
</div>
<p>Non crediamo che sia il caso di fornire regole per la composizione, perchè questa è il frutto del gusto e della sensibilità del bonsaista; fate, come consigliato per gli altri stili, uno schizzo di insieme che vi aiuterà: il disegno deve essere armonioso, proporzionato e dare soprattutto un senso di profondità. Ponete l&#8217;albero principale ( che sarà perciò il più grosso e il più alto ) in posizione frontale o decentrata verso destra o sinistra rispetto all&#8217;osservatore, a seconda dello sviluppo che si vuol dare alla composizione. Per raggiungere un equilibrio estetico apprezzabile, bisogna dare importanza a parecchi fattori, quali l&#8217;altezza degli alberi, il diametro dei tronchi e la distanza fra le piante. Il bonsaista deve sfruttare al massimo l&#8217;immaginazione perchè la rappresentazione risulti il più verosimile possibile. Le piantine più piccole vanno raggruppate in ordine di altezza e diametro di tronco: l&#8217;albero più corto e sottile sarà posto in posizione distale rispetto a quello principale, per avere la sensazione di distanze maggiori. Le radici ed i rami eccessivamente lunghi vanno curati soggetto per soggetto. Per lavorare più piante è necessario avere a disposizione numerosi esemplari per una scelta più accurata e perchè l&#8217;altezza o il diametro di alcune piantine potrebbe non adattarsi alla composizione. La forma a triangolo di un gruppo non deve essere mai equilatera, ma deve avere una parte corta e una più lunga. Più fitti sono gli alberi meno rami saranno necessari. Regola importante è che i rami degli alberi collocati alla periferia delle composizioni siano sempre diretti verso l&#8217;esterno. Per chi vuole iniziare a creare questi gruppi, e opportuno provare con composizioni di tre alberi per passare poi a quantità maggiori. Non è vero che una scena debba necessariamente contenere molte piante: anche un numero limitato può rendere in pieno uno scorcio molto naturale e realistico.</p>
<p>Il senso della vicinanza e della lontananza è dato dalla posizione reciproca degli alberi grandi e piccoli.</p>
<ul>
<li>1) Le piante più piccole disposte sul davanti del gruppo e quelle più alte poste scalarmente dietro daranno l&#8217;idea di un bosco vicino;</li>
<li> 2) Aumentando il numero dei soggetti e mettendo l&#8217;albero più grande davanti ed i più piccoli dietro, il bosco apparirà lontano e lussureggiante.</li>
<li> 3) Maggiore è la differenza di misura e maggiore sarà l&#8217;effetto prospettico.</li>
</ul>
<p>E&#8217; bene ricorrere a piantine che provengano dalla stessa pianta-madre perchè abbiano le medesime caratteristiche. Si può ricorrere, per la riproduzione, alla propagine aerea, alle talee o ai semi.</p>
<p>Passiamo al contenitore. La scelta si limita a vasi ovali, bassi e ampi, o a lastre di pietra molto basse, che valorizzano la composizione. Prepariamo una miscela di torba e di sfagno che, una volta bagnata, va disposta attorno alla base degli alberi comprimendo le radici. Per creare un movimento nel terreno si può porre dell&#8217;argilla sotto le piante.</p>
<p>Una volta completata la composizione, sarà necessario crearvi uno strato di sottobosco ricoprendo parzialmente il terreno con muschio molto corto raggruppato a macchie e aggiungendovi licheni, piccole felci e qualche piantina grassa, in grado di conferire quella particolare atmosfera che un bosco possiede.</p>
<p>Qualche difficoltà pratica vi si potrà presentare per il rinvaso successivo, ma questa potrà anche essere una occasione per apportare eventuali modifiche o per ripensamenti.</p>
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		<title>Stile eretto casuale</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Nov 2008 20:15:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uno stile alla volta]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; senz&#8217;altro il più diffuso degli stili, anche perchè è molto più facile reperire materiale, in natura e in vivaio, che ne assecondi le caratteristiche. Se tracciamo idealmente una linea dall&#8217;apice dell&#8217;albero al centro della sua base, essa risulterà verticale o inclinata lateralmente di pochi gradi: comunque mai più di 15°; inoltre l&#8217;apice deve risultare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="http://bonsai.castrignanodeigreci.it/wp-content/uploads/stili/e-casuale-esempio.png" alt="" width="260" height="202" />E&#8217; senz&#8217;altro il più diffuso degli stili, anche perchè è molto più facile reperire materiale, in natura e in vivaio, che ne assecondi le caratteristiche. Se tracciamo idealmente una linea dall&#8217;apice dell&#8217;albero al centro della sua base, essa risulterà verticale o inclinata lateralmente di pochi gradi: comunque mai più di 15°; inoltre l&#8217;apice deve risultare rivolto verso l&#8217;osservatore ( caratteristica questa che si ripete per tutti gli stili ad eccezione dell&#8217;eretto formale ). Ciò serve ad accentuare l&#8217;illusione che si ha in natura osservando un albero dal basso in alto, Il tronco risulterà formato da curve, accentuate o meno; usando una terminologia da fisica direi: sul piano parallelo al fronte dell&#8217;osservatore e non su quello perpendicolare ad esso. La distribuzione delle radici di superficie è molto simile a quella descritta per l&#8217;eretto formale. Essendo il peso distribuito in maniera piuttosto uniforme sui lati, anche le radici vengono sistemate a raggiera intorno alla base dell&#8217;albero. I rami principali, così come per l&#8217;eretto formale, possono sevire da guida per il posizionamento delle radici di superficie. Il fronte del bonsai, anche in questo caso, dovrà risultare libero da rami e da pesanti radici. La sistemazione delle impalcature di rami segue la stessa impostazione dello stile formale, tuttavia non risulterà così vigorosa. Variazioni o diverse interpretazioni non avranno grande importanza. Il primo ramo, il più importante, dovrebbe originarsi sulla parte convessa di una curva e sarà, anche in questo caso, il più robusto è il più grande dell&#8217;albero. Un delle regole da rispettare è che i rami non si devono originare dalla parte concava della curva. Anche in questo caso il profilo del bonsai deve rispettare la forma triangolare. I rami e l&#8217;impalcatura fogliare si devono trovare sulla convessità, in quanto l&#8217;albero tende ad equlibrarsi crescendo nella direzione opposta a quella di un ramo pesante e vi è più luce disponibile per la vegetazione del ramo pesante, che cresce più vigoroso. Se non è disponibile alcun ramo, utilizzatitene uno che si trovi sopra o sotto la curva principale. Se si trova sopra, abbassatelo con dolcezza, seguendo la linea del tronco finchè raggiunga la posizione corretta e poi educatelo finchè assumerà una posizione orizzontale. Se si dovesse trovare al di sotto della curva, verrà fatto il contrario: il ramo verrà educato verso l&#8217;alto e poi orizontalmente.</p>
<p>Un altro caso può essere quello del ramo più basso dell&#8217;albero, che non deve essere il più lungo e robusto se vi è una grande sinuosità lungo il tronco. Se la curva soprastante costituisce una caratteristica principale nella linea del tronco, il ramo presente a quell&#8217;altezza deve essere dominante.</p>
<p>Si può lasciare un numero superiore di tre rami ad un terzo dall&#8217;altezza del tronco, se nessun ramo si sovrappone direttamente ad un altro quando osservato dall&#8217;alto e si vede abbastanza chiaramente il tronco fino a 2/3 della sua altezza. Può capitare per alcuni soggetti giovani che non hanno tali rami dominanti oppure per quegli alberi la cui distribuzione dei rami è tale che l&#8217;impalcatura di base potrebbe apparire insufficiente.</p>
<p>La forma dei rami e delle impalcature fogliari sono simili all&#8217;eretto formale. Lateralmente, però, le curvature degli alberi devono risultare ben pronunciate. La vegetazione viene modellata in una lunga sagoma triangolare con la parte più sottile che si rastrema verso la cima del ramo. Tuttavia, il fogliame può iniziare più vicino al tronco di quanto non lo è al formale. Anche in questo caso la parte inferiore del ramo risulterà priva di vegetazione. Visto dall&#8217;alto, il ramo può avere curve ed angoli; la massa fogliare presenta forma a pera od ovale, con la parte più larga rivolta verso il tronco.</p>
<p>La scelta del vaso ricade nella forma rettangolare od ovale, che esalta la forma asimmetrica dello stile casuale; la profondità del vaso dipende sempre dal diametro del tronco del bonsai, mentre la lunghezza dovrebbe essere leggermente inferiore a quella dei rami più lunghi. Si può scegliere un vaso che abbia la dimensione massima pari a circa 2/3 dell&#8217;altezza o larghezza della pianta.</p>
<p>Una diversa interpretazione del casuale presenta un tronco verticale, con qualche curva, ma con una distribuzione dei rami molto più libera: spesso essi sono più lunghi di quelli del casuale tradizionale e non sono generalmente a gruppi di tre mentre la massa fogliare è spesso massiccia ed arrotondata ed il tronco non deve necessariamente seguire una retta fino all&#8217;apice, come prima descritto.</p>
<p>Le regole generali sono comunque rispettate: la sagoma triangolare, anche se meno rigorosa, qualche spazio vuoto che intercali le masse e la metà inferiore del tronco, sul davanti, libera. Questa silhouette si avvicina al bonsai italiano, in quanto valorizza le specie mediterranee; in ogni caso si adatta a atutte le specie decidue.</p>
<p>Vi è una versione più stilizzata dell&#8217;eretto casuale che si avvicina alla scuola cinese; viene accentuata la vetustà dell&#8217;albero ed il carattere di drammaticità che questo presenta, risultato di un ambiente difficile e di eventi atmosferici avversi.</p>
<p>Nell&#8217;educarlo, si applicheranno curve accentuate anzichè curve dolci per il tronco ed anche i rami presenteranno la stessa arditezza e drammaticità di linea. Vi è una retta ben definita tra la base e l&#8217;apice del tronco, minor numero di rami e la massa fogliare è meno compatta ed abbondante come nel corrispondente giapponese.</p>
<p>Anche l&#8217;eretto casuale è da consigliare ai principianti, che possono tranquillamente iniziare facendo la loro esperienza in questo stile.</p>
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		<title>Stile eretto formale</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Nov 2008 18:18:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche se apparentemente può sembrare lo stile più facile da sviluppare, in realtà l&#8217;eretto formale, per certi versi, è il più difficile. Una delle difficoltà è il reperimento delle piante su cui lavorare, con il tronco dritto, che rastrema in maniera regolare dalla base dell&#8217;apice. La posizione e la distribuzione regolare dei rami costituisce un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche se apparentemente può sembrare lo stile più facile da sviluppare, in realtà l&#8217;eretto formale, per certi versi, è il più difficile. Una delle difficoltà è il reperimento delle piante su cui lavorare, con il tronco dritto, che rastrema in maniera regolare dalla base dell&#8217;apice. La posizione e la distribuzione regolare dei rami costituisce un altro problema, quindi la ricerca di materiale nei vivai spesso non dà molti risultati per potere impostare subito un bonsai di tali caratteristiche. L&#8217;ideale in questo caso, sarebbe partire da una piantina da seme. Per altro, l&#8217;eretto formale e lo stile sicuramente da consigliare ai principianti per iniziare a cimentarsi, poichè le regole che si applicano sono basilari per poi passare agli altri stili e alle varianti.</p>
<p>La sensazione di dominanza e di forza che sollecita la visione del tronco è dovuta alla sua forma perfettamente verticale e regolare. Questo dovrebbe avere una visibile conicità dalla base all&#8217;apice e le radici di superficie, disposte a raggiera, conferiscono stabilità all&#8217;albero. Poichè nessuna irregolarità nè curvatura è presente nel tronco, il peso risulta assai ben bilanciato.</p>
<p>La forma rigorosamente verticale dei bonsai di questo stile simboleggia la forza e la superiorità sugli elementi avversi. Se si è fortunati a trovare una pianta in natura o in vivaio con buone caratteristiche è necessario spesso ricreare un nuovo apice. Per avere un buon risultato vi sono un paio di metodi:</p>
<div class="blockquote">
<blockquote><p><strong>1</strong> Tagliare il tronco sino all&#8217;altezza di un ramo anteriore; posizionate quest&#8217;ultimo nella stessa direzione oppure lasciare un piccolo moncone e legate il ramo ad esso per ottenere una linea perfettamente dritta dalla base dell&#8217;albero all&#8217;apice.</p></blockquote>
</div>
<div class="blockquote">
<blockquote><p><strong>2</strong> Sostituire l&#8217;apice creando un jin al suo posto. Questo effetto darà un aspetto più vetusto e drammatico al bonsai.</p></blockquote>
</div>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://bonsai.castrignanodeigreci.it/wp-content/uploads/stili/e-formale-impalcature.jpg" alt="" width="399" height="164" /><br />
La distribuzione dei rami deve essere fatta a gruppi di tre: uno a sinistra, uno a destra, il terzo sul retro della pianta. Questa ovviamente è la distribuzione classica, ma se il ramo posteriore non è posizionato fra i due laterali, se ne può scegliere uno sistemato al di sopra di questi ultimi.</p>
<p>E&#8217; da evitare invece che il terzo ramo si trovi al di sotto di quelli laterali: questa sistemazione appesantisce la pianta e rischia di far perdere prospettive e profondità al bonsai. I due ram i inferiori devono essere i più lunghi e robusti e generalmente il primo ramo è quello dominante; esso si trova ad una altezza pari a 1/4-1/3 dell&#8217;altezza di un tronco , tuttavia questa altezza si riferisce più alla misura che comprende l&#8217;impalcatura delle foglie che al punto in cui il ramo emerge dal tronco, quindi il ramo trovarsi ad una altezza un pò superiore ad 1/3, tenendo conto che, di solito, i rami sono inclinati verso il basso.</p>
<p>I rami posti sul retro sono sempre più corti di rami laterali , per ottenere un effetto prospettico: se guardiamo un albero in natura, anche se i rami allo stesso livello hanno la stessa lunghezza, quelli laterali vengono osservati nella loro massima estensione, mentre quelli anteriori e posteriori sembrano essere più corti proprio p0er effetto prospettico. Quindi, accorciando i rami posti sul retro del bonsai rafforzeremo leffetto di profondità.</p>
<p>Il fatto che i rami sul retro siano più corti sta ad indicare che tutti i bonsai devono avere un fronte ben definito; c&#8217;è chi sostiene che questa sia una artificiosità ma non è così: ritornando all&#8217;esempio in natura, sebbene l&#8217;albero non abbia un fronte ed un retro, probabilmente ci appare più bello da una particolare angolazione.</p>
<p>Questa prima &#8220;impalcatura&#8221; di tre rami andrà ripetuta man mano che si risale lungo il tronco ricalcando così il ritmo creato; naturalmente i rami diventano gradualmente più corti  e la distanza fra le impalcature si andrà via via accorciando. Ad una altezza di circa 2/3 del tronco si potranno iniziare a posizionare i rami corti anche sul fronte del bonsai e ciò permetterà all&#8217;apice di assumere una forma conica, con i rametti che si estenderanno in tutte le direzioni.</p>
<p>Per i bonsai di taglia normale ( esclusi i mame ) si considera una quantità minima di impalcature di due gruppi di rami di tre strati; tuttavia il numero delle impalcature non viene stabilito dall&#8217;altezza del tronco ma dalla massa fogliare e dagli spazi vuoti che, proporzionalmente, devono essere bilanciati. Quindi si viene a stabilire una massa di vuoti su pieni che otticamente armonizzano tutta la pianta. Un altro aspetto importante che riguarda la sistemazione dei rami laterali è che non si devono estendere direttamente dai lati, poichè se così fosse si avrebbe un effetto frontale piatto.</p>
<p>Essi vanno educati  posizionandoli sia a destra che a sinistra partendo da una posizione leggermente frontale. Il secondo gruppo dovrebbe eseguire lo stasso schema. Osservando il bonsai dall&#8217;alto, nessun ramo dovrebbe sovrapporsi in proiezione ad altri rami, ma rispettare un orientamento a raggiera.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://bonsai.castrignanodeigreci.it/wp-content/uploads/stili/e-formale-esempi.png" alt="" width="450" height="219" /><br />
Accorciando via via i rami verso l&#8217;apice, il disegno finale mostrerà un triangolo scaleno, anche se, al di là di questo schema, vi possono essere tante varianti nelle proporzioni e nella triangolazione.</p>
<p>La massa fogliare dei rami non deve iniziare dalla base di questi e tutta la parte inferiore va mantenuta spoglia. Visto lateralmente, il ramo deve avere una forma dritta o leggermente curva; non bisogna mai accentuare questa curvatura perchè andrebbe a contrastare con il tronco dritto. Sempre nella visione laterale, il ramo deve presentare il profilo di un lungo triangolo scaleno, con i lati maggiori che rastremano la massa fogliare nell&#8217;allontanarsi dal tronco. Vista dall&#8217;alto, questa massa può avere un naspetto ovale, a uovo, a pera o triangolare, con la parte maggiore rivolta verso il tronco. La linea del ramo, osservata dall&#8217;alto, deve essere dritta.</p>
<p>L&#8217;angolatura che andremo a stabilire per i rami ci darà la sensazione di vetustà della pianta. Di solito, quando l&#8217;albero è giovane, i rami tendono verso l&#8217;alto per la loro crescita vigorosa; con il passare degli anni i rami inferiori iniziano a crescere verso il basso, i rami centrali sono orizontali, mentre i rami più giovani tendono verso l&#8217;alto. Quando l&#8217;albero è vecchio ed ha cessato la sua crescita attiva, i rami tendono verso il basso per il loro peso e per altri fattori ambientali ed atmosferici ( neve , tempeste ecc. ); inoltre anche l&#8217;apice non è più appuntito poichè pure in quella zona è cessata la crescita attiva.</p>
<p>Un&#8217;altra fase importante è la scelta del vaso; questo dovrà essere rotondo o quadrato quando il bonsai è molto simmetrico e rettangolare od ovale se il disegno risulterà più asimmetrico. La lunghezza del vaso dovrebbe essere pari a circa i 2/3 della lunghezza del tronco. I più profondi si adattano ad alberi con un aspetto robusto e massiccio, mentre un vaso poco profondo è ideale per un bonsai dal tronco slanciato è più sottile. Una delle varianti interessanti per l&#8217;eretto formale prevede dei rami molto corti in rapporto al tronco, con una massa fogliare compatta. Questo stile presenta un aspetto &#8220;colonnare&#8221; con un apice rastremato bruscamente, ha caratteri drammaticie ricorda molto gli esemplari della scuola cinese: è quindi più stilizzato e non sempre è apprezzato dai bonsaisti.</p>
<p>Quando la pianta non ha rami inferiori, si può ricorrere ad una forma che ricorda l&#8217;ombrello; i rami, da metà, da metà tronco all&#8217;apice, sono educati verso il basso come un ombrello aperto a metà. Un eretto formale deve comunque dare una sensazione di equilibrio.</p>
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		<title>Uno stile alla volta</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 20:36:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uno stile alla volta]]></category>
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		<description><![CDATA[Prima di affrontare lo studio degli stili è indispensabile analizzare gli elementi che concorrono alla progettazione di un bonsai. Necessaria premessa è ripetere ancora una volta che questo è un manuale estremamente pratico e soprattutto semplice; non parla di tecniche difficilmente realizzabili, non descrive preogetti che un bonsaista con una accettabile esperienza non possa realizzare. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin-top: 5px; margin-bottom: 5px;" src="http://bonsai.castrignanodeigreci.it/wp-content/uploads/uno-stile.jpg" alt="" width="169" height="291" />Prima di affrontare lo studio degli stili è indispensabile analizzare gli elementi che concorrono alla progettazione di un bonsai. Necessaria premessa è ripetere ancora una volta che questo è un manuale estremamente pratico e soprattutto semplice; non parla di tecniche difficilmente realizzabili, non descrive preogetti che un bonsaista con una accettabile esperienza non possa realizzare.</p>
<p>Chiudiamo questa parentesi e passiamo ad esaminare i punti più importanti  che riguardano la progettazione del bonsai.</p>
<h2>Non iniziare alcuna operazione sulla pianta se non si è convinti del risultato</h2>
<p>Nella fase progettuale tener conto di tutta la struttura dell&#8217;albero e non di singole parti. La pianta va esaminata nella sua forma poichè il tronco,i rami primari e secondari, le foglie, i fiori, i frutti sono un tutt&#8217;uno che compone la silhouette</p>
<p>del bonsai, insieme alle dimensioni, alle proporzioni e al colore. La forma geometrica nella quale viene racchiuso il bonsai è sempre un triangolo asimmetrico, poichè questa figura, secondo loa percezione visiva, conferisce dinamicità.</p>
<p>Altro elemento da considerare in fase progettuale è la valutazione della dimensione che avrà il nostro futuro bonsai.</p>
<h2>Classificazione delle dimensioni dei bonsai</h2>
<p>Riportiamo questa classificazione anche perchè chi &#8220;fa&#8221; bonsai  deve avere le nozioni di base che completano la formazione e le conoscenze del tema specifico.</p>
<p>I bonsai più piccoli si chiamano SHITO  o KESHITSUBU e per la loro dimensione microscopica stanno sulla punta di un dito.</p>
<p>Seguono i MAME, che raggiungono i 10 cm: stanno sul palmo di una mano. E&#8217; superfluo dire che la coltivazione di queste due taglie è molto difficile per le proporzioni estremamente contenute ed è riservata ai bonsaisti più abili. In Italia non hanno ancora quella diffusione che meriterebbero.</p>
<p>I bonsai chiamati KOMONO vanno da 10 a 15 cm e possono stare comedamente in una mano; si nota una certa difficoltà nel curare i dettagli di piante che comunque hanno una dimensione molto ridotta.</p>
<p>Si passa poi alla dimensione più diffusa: i KATADE-MOKI, che vanno dai 20 ai 40 cm, chiamati anche bonsai &#8220;ad una mano&#8221; perchè possono essere sollevati con una mano.</p>
<p>Da questi bonsai si passa agli esemplari di dimensioni più grandi che sono chiamati CHUMONO ( da 40 a 90 cm) o bonsai &#8220;a due mani&#8221;, di grande bellezza e di effetto spettacolare, che richiedono tronchi robusti e particolarmente interessanti. Infine gli OMONO hanno un&#8217;altezza che arriva a 1,20 m. In Italia non sono molto frequenti, forse perchè perdono un pò quella preziosità dei dettagli minuziosi di cui godono gli altri bonsai e perchè non danno quell&#8217;effetto di miniaturizzazione che ci si aspetta. La visione di questi esemplari è comunque spettacolare come lo è pure la loro esaltazione strutturale.</p>
<h2>Scelta del fronte e del retro del bonsai</h2>
<p>Uno dei momenti più importanti nell&#8217;impostazione del bonsai è la scelta del lato che da un punto di vista estetico si presti a divenire la parte anteriore.</p>
<p>L&#8217;idea  che un albero in natura  possa avere un fronte ed un retro potrebbe apparire piuttosto strana, ma un bonsai è un qualcosa che viene curato con amore e plasmato con arte: non è un albero incolto.</p>
<p>Il fronte, come è comunemente chiamato, è dunque il lato che fa acquistare maggiore potenzialità alla pianta, che se ne avvantaggia esteticamente, e dovrà essere armonico e bilanciato. Nel caso in cui siate ancora incerti sulla scelta della facciata, osservate la pianta per vedere verso quale direzione l&#8217;apice si inclina. Deve essere leggermente in avanti: sarà probabilmente quella la direzione del fronte aperto e arioso, con i rami non molto larghi.</p>
<p>Quando decidete il fronte del vostro bonsai, date più importanza al giudizio estetico ispirato alla bellezza del soggetto e soprattutto cercate quanti più bonsai potete, perchè è attraverso un&#8217;esperienza visiva che si acquisisce maggiore occhio critico.</p>
<p>Altre regole ben precise da rispettare sono quelle riportate subito sotto.</p>
<ul>
<li>Le radici attorcigliate al tronco sono le più innaturali e meno attraenti;</li>
<li>Una radice interrata in profondità non dà l&#8217;effetto dell&#8217;albero che cresce;</li>
<li>Le radici che si sviluppano verticalmente danno all&#8217;albero un aspetto insicuro e instabile;</li>
<li>Le radici da un solo lato danno mancanza di equilibrio all&#8217;albero;questo difetto  può essere eliminato collocando l&#8217;albero sull&#8217;orlo del vaso per bilanciarlo</li>
</ul>
<h2>Le radici più forti non devono essere posizionate in direzione della parte posteriore</h2>
<ul>
<li>La misura delle radici deve essere proporzionata alla misura del tronco. Una radice piccola in un tronco grosso apparirà sbilanciata.</li>
<li>Uno spazio vuoto fra radice e terreno va mascherato posizionando una pietra che bilancerà questo vuoto.</li>
</ul>
<h2>Prime operazioni</h2>
<ul>
<li>Definire il progetto per impostare la pianta</li>
<li>Selezionare i rami utili ed eliminare quelli non necessari alla struttura, sfruttando per quanto possibile l&#8217;andamento naturale della pianta</li>
<li>Impostare i rami principali</li>
<li>Curare in maniera particolare la miscela del terriccio</li>
<li>Potare l&#8217;apparato radicale</li>
<li>Adeguare le annaffiature alle esigenze della pianta</li>
<li>Calibrare le fertilizzazioni</li>
<li>Potare e cimare i nuovi rami</li>
<li>Miniaturizzare le foglie (defogliazione)</li>
<li>Rinvasare</li>
</ul>
<p>Da: Bonsai la guida più completa di A. Ricchiari</p>
<p>In questa sezione verranno man mano inserite le varie operazioni per realizzare i vari stili.</p>
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		<title>Stili</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 19:18:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uno stile alla volta]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Bonsai ha principi estetici basilari che vanno attentamente esaminati e studiati e la cui matrice accomuna le scuole giapponesi e cinesi. L&#8217;aspetto più appariscente di un Bonsai è la sua capacità di sembrare un risultato casuale; per i giapponesi il maestro Bonsai è degno di tale nome quando riesce senza sforzo, con naturalezza, a creare questa casualità. La classificazione degli stili tiene conto pure del luogo dove le piante sono nate e cresciute, delle condizioni meteorologiche che fanno assumere a due alberi della stessa specie aspetti diversi e di altri fattori ambientali. La conoscenza dei cinque stili: Eretto formale &#8211; Eretto Casuale &#8211; Inclinato &#8211; Prostrato &#8211; Cascata, con le loro caratteristiche peculiari, costituite elemento indispensabile per l&#8217; impostazione e la costruzione di un Bonsai.</p>
<p>Ecco di seguito alcuni stili</p>
<p>Eretto formale</p>
<p>( Chokkan )</p>
<p>I rami a forma di piramide, crescono regolarmente in tutte le direzione, salvo che in avanti, su di un tronco robusto e verticale.</p>
<p>Eretto informale</p>
<p>( Moyogi )</p>
<p>Il tronco presenta ampie curve, che si stringono avvicinandosi all&#8217;apice.I rami sono disposti preferibilmente all&#8217;esterno della curvatura del tronco.</p>
<p>Tronco inclinato</p>
<p>( Shakan )</p>
<p>Simile allo stile &#8220;battuto dal vento&#8221;, con la differenza che i rami crescono in tutte le direzioni. Le radici sono particolarmente visibili in direzione dell&#8217;inclinazione.</p>
<p>Semi cascata</p>
<p>( Han-Kengai )</p>
<p>Non pende totalmente verso il basso come nello stile a cascata,ma si orienta orizzontalmente.</p>
<p>Cascata</p>
<p>(Kengai )</p>
<p>Il tronco ed i rami pendono ricurvi verso il basso, come se il nostro bonsai si trovasse sull&#8217;orlo di un precipizio e usasse le sue radici per tenersi ancorato.In questo stile generalmente si usano vasi alti.</p>
<p>Scopa Rovesciata</p>
<p>( Hokidachi )</p>
<p>I rami crescono a ventaglio su di un tronco verticale.</p>
<p>Battuto dal vento</p>
<p>( Fukinagashi )</p>
<p>I Rami crescono su di un solo lato del tronco, come se fossero stati orientati dal lavoro del vento che soffia sempre in una direzione.</p>
<p>Su Roccia</p>
<p>( Ishitsuki )</p>
<p>Un alberello aggrappato ad una roccia, le cui radici, che circondano saldamente la pietra, attecchiscono alla terra.</p>
<p>Litterati</p>
<p>( Bunjingi )</p>
<p>Il tronco cresce diritto o leggermente ondulato, non presenta vegetazione bassa ma solo in alto,tutto ciò sta a simulare una pianta vecchia che ha lasciato perdere tutto ciò che ha in basso per poter raccogliere la maggior luce possibile sulla cima.</p>
<p>Tronco Doppio</p>
<p>( Sokan )</p>
<p>Due tronchi di spessore diverso, che crescono dalla stessa radice ( padre e figlio).</p>
<p>Tronco Multiplo</p>
<p>( Kabudachi )</p>
<p>Tre o più tronchi di spessore diverso, che crescono dalla stessa radice.</p>
<p>Zattera</p>
<p>( Ikada )</p>
<p>Un tronco viene interrato orizzontalmente ed i rami piegati in modo tale da dare l&#8217;impressione di essere tronchi singoli.</p>
<p>Radice Collegata</p>
<p>( Netsuranari )</p>
<p>Tronchi multipli cresciuti da una sola radice orizzontale danno l&#8217;impressione di un gruppo di alberelli.</p>
<p>Boschetto</p>
<p>( Yose-ue )</p>
<p>Parecchi alberelli di forma ed età diverse piantati in un vaso basso danno l&#8217;impressione di trovarsi davanti ad un boschetto. Esistono poi delle precise regole sui boschetti come per esempio il numero di alberi, la posizione ecc&#8230;</p>
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